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lunedì 2 novembre 2009

Sulla nave di Cetraro - 2


Come avevo già evidenziato nel post precedente, la vicenda della nave di Cetraro, presunta Kunsky o “Città di Catania “ che dir si voglia non è affatto definita. Dai dati pubblicati a seguito dell’ispezione effettuata dalla nave “Coopernaut Franca” per conto di Arpacal e della Regione Calabria, riportati ampiamente dai giornali e reperibili facilmente in rete (che sia benedetto questo aspetto di internet), troppe cose non coincidono con la successiva ispezione del Ministero dell’ambiente. Adesso viene fuori anche che le coordinate dei rilievi fatti dalla nave “Mare Oceano” per conto del Ministero dell’ambiente non coincidono con quelle dei rilievi forniti dalla nave “Coopernaut Franca” per conto di Arpacal e della Regione Calabria. I dati del relitto della nave Catania sono reperibili all’indirizzo http://www.wrecksite.eu/wreck.aspx?136076. Come si può vedere dalla cartina sopra pubblicata, le due posizioni indicate non coincidono neanche lontanamente. Tra i due punti vi è una distanza di ben 3,5 miglia nautiche, equivalenti a 6,5 chilometri. A complicare ancora di più le idee la presenza in zona di un terzo relitto: il "Cagliari", anch'esso evidenziato nella cartina sopra. Tralasciando inutili polemiche che servono solo ad aumentare la confusione, e ragionando solo ed esclusivamente sui fatti, viene fuori che è palesemente necessaria una comparazione dei due video girati, per verificarne la corrispondenza. E’ notizia di oggi che il WWF Italia ha chiesto al Ministero per l’ambiente una perizia pubblica comparata sulle due indagini svolte.



NAVE VELENI:WWF, INCONGRUENZE SU PUNTI NAVE, COMPARARE VIDEO

(ANSA) - ROMA, 2 NOV - Una ''urgente'' perizia pubblica comparata dei video ''per fugare ogni dubbio e accertare appieno la verita' sull'identita' e il contenuto della nave affondata a Cetraro''. Lo chiede il presidente del Wwf Italia, Stefano Leoni, in una lettera inviata questa mattina al ministro dell' Ambiente, Stefania Prestigiacomo, e al procuratore nazionale antimafia, Piero Grasso. Il Wwf intende cosi' riaprire il caso della cosiddetta 'nave dei veleni', caso chiuso per il ministero e per la Dna visto che in base ai risultati delle verifiche si tratta di una nave passeggeri affondata nel 1917 e non contenente fusti. Nella lettera il Wwf segnala che, riferisce una nota, ''da alcune verifiche compiute dall'associazione esisterebbero delle incongruenze sui punti nave su cui hanno operato le due indagini filmate, ovvero, quello utilizzato dalla Mare Oceano e quello su cui ha indagato la stessa Regione Calabria circa un mese fa. Secondo queste analisi il punto su cui ha operato la Mare Oceano sarebbe a tre miglia e mezzo (6,5 km circa di distanza) dal luogo dove era stato individuato dalla Regione Calabria il relitto della sospetta nave dei veleni (le coordinate fornite dalla Regione di quest'ultima sono: 39 gradi 28,50 primi nord, 15 gradi 41,57 primi est; mentre quelle della nave mercantile Catania, come risulta da dati tratti dall'Ufficio idrografico del Regno Unito, sono: 39 gradi, 32 primi nord, 15 gradi, 42 primi est)''. Per questo il Wwf chiede una perizia pubblica comparata tra i due video girati dal Rov della nave Coopernaut Franca della societa' Nautilus, che ha agito su incarico della Regione Calabria, e dell'Arpacal e dal Rov della nave Mare Oceano della societa' Geolab incaricata dal ministero dell'Ambiente.(ANSA). COM-GU
02/11/2009 13:41


altri link sull'argomento:
http://www.comitatodegrazia.org/Blog/non-e-la-cunsky-ma-i-conti-o-meglio-le-coordinate-non-tornano.html
http://www.dirittiglobali.it/articolo.php?id_news=15769

sabato 31 ottobre 2009

Sulla nave di Cetraro


Navigando su internet in cerca di materiale per sostenere alcune mie "elucubrazioni" sull'argomento, mi sono imbattuto in questo articolo che praticamente dice esattamente quello che volevo dire io, pertanto lo copio integralmente, ringraziando l'autore Carlo Bertani per avermi risparmiato la fatica.

E se fosse l’Olandese Volante?

Gentile Ministro Prestigiacomo,
quella che può osservare nella fotografia, sarebbe il relitto scovato dalla nave oceanografica “Mare Oceano” al largo di Cetraro, in Calabria. Molto probabilmente lo è, perché la nave “Città di Catania” (all’epoca si apponeva sempre, prima, la locuzione “Città di”) fu affondata nel Marzo 1917 da un sommergibile tedesco – all’Ufficio Storico della Marina lo confermeranno di certo – e siamo dunque felici che la “Città di Catania” (proveniente dall’India e diretta a Napoli) sia stata finalmente ritrovata.
Siamo un po’ più freddi, invece, al riguardo della “cessata emergenza” diramata ai quattro venti poiché – a nostro avviso – la conclusione ci sembra cozzare contro le più elementari regole della logica. Soprattutto della logica delle costruzioni navali.
Partiamo dall’inizio.

La presunta “nave dei veleni”, individuata dalla ricerca finanziata dapprima dalla Regione Calabria, doveva essere la Kunsky (che risultava, invece, demolita in Oriente ma, sulle pratiche di demolizione in quelle aree, meglio non fare troppo affidamento) ed invece si scopre che è un relitto italiano risalente alla Prima Guerra Mondiale. Le vendite di pesce sono crollate dell’80%, ed è dunque un bel sollievo sapere che si tratta di un innocente piroscafo italiano.
Ci sono, però, alcune discrepanze fra le due descrizioni, che saltano agli occhi.
Nelle risultanze pubblicate sui primi rilevamenti – quelli ordinati dalla Regione Calabria – si dice che:

E' lei. E' la nave descritta dal pentito di mafia Francesco Fonti. E' come e dove lui aveva indicato. Sotto cinquecento metri di acqua, lunga da 110 a 120 metri e larga una ventina, con un grosso squarcio a prua dal quale fuoriesce un fusto. Si trova venti miglia al largo di Cetraro (Cosenza). I fusti sarebbero 120, tutti pieni di rifiuti tossici[1].

Ci sono dei fusti. Fusti in metallo, ovviamente. Peccato, Ministro Prestigiacomo, che lo stivaggio di materiali in fusti metallici non fosse assolutamente in uso agli inizi del ‘900: all’epoca, tutto veniva stivato in barili di legno, tanto che le tabelle d’armamento, almeno fino alla Seconda Guerra Mondiale, prevedevano che a bordo vi fosse almeno un mastro bottaio con alcuni aiutanti. Controlli, la prego.
Ci sono dei fusti nei pressi della “Città di Catania”? Approfondisca.

Altro capitolo che non ci convince riguarda le dichiarazioni della “Grande Silenziosa”, la Regia Mar…pardon, oggi Marina Militare Italiana:

Di certo i misteri che hanno sempre avvolto questa vicenda non lasciano sperare bene. Come aveva già confermato la Marina Militare, nella zona – siamo a venti miglia al largo di Cetraro (CS) – non ci sono relitti bellici né della prima né della seconda guerra mondiale.[2]

Ohibò, vuoi vedere che alla gloriosa Marina Italiana era sfuggita la povera “Città di Catania”? Oppure qualcuno se n’era scordato? Per di più: una nave che porta il nome della sua città natale…
Insomma: furono oppure no affondate navi, per eventi bellici, nel mare di Cetraro? Controlli, la prego: se desidera, posso inviarle i riferimenti dell’Ufficio Storico della Marina, ma sono certo che lei già li possiede.

Se il mistero dei fusti e dei barili, più le incertezze della Marina, ancora non la convincono, le sottoponiamo la relazione stesa durante i primi rilevamenti:

L’epoca della costruzione della nave affondata, secondo quanto emerso dai primi rilievi, risalirebbe agli anni `60-´70. Secondo quanto riferito dal procuratore Bruno Giordano, infatti, non sarebbe visibile la bullonatura, il che indurrebbe a pensare che sia stata costruita in quegli anni. Il relitto è coperto da numerose reti da pesca[3].

Non vorremmo tediarla con inutili dissertazioni sulle costruzioni navali, ma vorremmo ricordarle – questa è Storia, non invenzioni – che le prime navi a non avere bulloni per collegare le lamiere alle ordinate furono le corazzate “tascabili” tedesche della classe Admiral Graf von Spee (più precisamente, Admiral Graf von Spee, Admiral Scheer e Deutschland, poi Lützow), le quali – dovendo sottostare ai limiti imposti dalle Conferenze Navali di Londra e Washington – non potevano dislocare più di 10.000 tonnellate.
I tedeschi, per risparmiare il peso dei bulloni, “inventarono” la saldatura della lamiere alle ordinate, il che consentì di costruire navi con cannoni di maggior calibro (280 mm) al posto dei 203 mm dei “classici” incrociatori pesanti da 10.000 tonnellate.
Tutto questo, per dirle che – come afferma il Procuratore di Paola – se la nave in questione non ha bulloni nello scafo, non può essere la “Città di Catania” (varata nel 1906, quando si “bullonava” sempre, da non confondere con l’omonima nave affondata in Adriatico durante il secondo conflitto mondiale), ma un’altra. Che la Kunsky sia solo un poco più in là? Perché chiudere così frettolosamente le indagini? “Caso chiuso”: così in fretta?

Rimane il mistero del Cesio 137 ritrovato nei molluschi[4], proprio in quel mare: siccome il Cesio 137 non si trova in natura, chi ce lo avrà messo? Lei ha un’idea? Che siano stati gli iraniani?

Le ricordo, infine, che le precedenti rilevazioni stabilirono che – nel mare di Cetraro – il SONAR aveva individuato ben sette “macchie scure”, che non indicano necessariamente una nave, ma che forniscono alte probabilità che lo siano.
Ciò che insospettisce, è che la notizia fu pubblicata da AdnKronos e – proprio mentre scrivevo questo articolo – è sparita! Sì, ritirata dal circuito!
Credo che, anche per lei, la cosa risulterà assai strana.
Non vorremmo che, per correre dietro all’urgenza economica di garantire la pesca, per ovviare alle proteste dei pescatori e per tacitare chi fa “allarmismo”, aveste semplicemente scambiato una nave per un’altra. Capita. In fin dei conti, quel che conta è la verità mediatica: il resto…

Provi a rifletterci un poco; se mai, chieda lumi a Bertolaso ed alla Marina: vedrà che – con un poco di calma e di riflessione – tutto si chiarirà. Come sempre, in Italia.

[1] Fonte: http://www.repubblica.it/2009/09/sezioni/cronaca/nave-veleni/trovata/trovata.html
[2] Ibidem.
[3] Fonte: Il Secolo XIX – 12 Settembre 2009.
[4] Fonte: http://www.repubblica.it/2009/09/sezioni/cronaca/nave-veleni/risultato-indagini/risultato-indagini.html

da : http://carlobertani.blogspot.com/2009/10/e-se-fosse-lolandese-volante.html