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mercoledì 6 marzo 2013

Il sindacato e la politica: compagni di merende?


La nota dei due Segretari della CGIL sull'iniziativa dell'assessore ai trasporti della regione Calabria, Luigi Fedele, non fa altro che alimentare la sensazione di inutilità che il sindacato calabrese trasmette giornalmente ai lavoratori dei trasporti:
"Il viaggio sul treno regionale delle 7,05 dell’Assessore Fedele per verificare lo stato della ferrovia calabrese sicuramente è stato utile ed è servito per avere conferma delle tante disfunzioni che il Sindacato calabrese da tempo ha denunciato.
Noi di questo viaggio ricaviamo due impressioni di fondo: la prima è relativa al parere positivo espresso dagli utenti sul personale viaggiante, sui ferrovieri cioè, che con il loro lavoro, spesso in condizioni di disagio, rappresentano un punto di riferimento certo per i pendolari calabresi.
La seconda considerazione è tutta politica. La condizione del materiale rotabile calabrese, come è da sempre noto, non ha pari nel confronto con le altre Regioni del Paese e per migliorarla è necessario prevedere investimenti seri e consistenti da parte della Regione Calabria per la sua sostituzione".
Io mi domando come si può definire utile un'iniziativa palesemente propagandistica, tra l'altro già nel genere abusata da altri, l'ex assessore Naccari Carlizzi e il ministro dell'economia del governo Berlusconi, Giulio Tremonti. Mi domando come possa non levarsi alto il grido d'indignazione che scaturisce spontaneo nei veri addetti ai lavori! Com'è possibile che l'assessore ai trasporti calabrese abbia bisogno di fare un sopralluogo per conoscere una situazione consolidata da anni? Non dovrebbe nascere spontanea la domanda: ma caro assessore, lei dove vive? Non usa mai il treno? E i suoi parenti non lo prendono mai? Ha veramente bisogno di fare una visita ufficiale per sapere come stanno le cose? Non è che forse vuole prendere in giro per l'ennesima volta i calabresi?.... E invece, leggo quasi un plauso e un invito a "fare la battaglia insieme". Contro chi? Evidentemente questo sindacato non ha chiaro che per fare una battaglia occorre che i contendenti siano su posizioni opposte, se sono tutti e due dallo stesso lato non è una battaglia, è una scampagnata. Proporre al proprio nemico di fare una battaglia insieme è il massimo dell'ottusità. È con questa tecnica, la diplomazia inutile, che siamo giunti a questo punto. D'altronde siamo un popolo di coloni (cit. Nicola Gratteri) tanto abbiamo perchè tanto ci meritiamo: pessimi governanti, pessimi amministratori, pessimi rappresentanti.

domenica 30 gennaio 2011

Lettera aperta ai sindacati dei trasporti calabresi

Ai segretari regionali di FILT/CGIL, FIT/CISL, UILT, UGL A.F., FASTFERROVIE ED ORSA
Ai componenti delle segreterie di FILT, FIT, UILT, UGL A.F., FASTFERROVIE ED ORSA

A tutti quelli che pensano di essere sindacalisti solo perché gironzolano per gli uffici ad "aggiustare" i compari.  (un ruolo non esclude l'altro)

Reggio Calabria, 30 gennaio 2011

Buongiorno. Sono PASQUALINO PLACANICA, un macchinista dell'ITR di Reggio Calabria, dovreste più o  meno conoscermi tutti, ma non ha importanza.
Vado subito al sodo, il fatto di dovere essere costretto a scrivere questa lettera mi indispone più dell'argomento stesso.
È dal 13 dicembre 2010  che la Direzione Regionale Calabria ha mandato in vigore i turni del Personale di Condotta con i tempi accessori ridotti illegalmente; non parlo di flessibilità non concordate, ma di vere e proprie riduzioni illegali e soprattutto ingiustificate dei tempi necessari per mettere  in servizio i mezzi di trazione.La responsabilità della sicurezza dei viaggiatori è affidata al Personale di Condotta dei treni, che ha il dovere di controllare il mezzo affidatogli secondo precise disposizioni tecniche; per effettuare tali controlli  necessita del tempo definito "tempi accessori" che per esigenze di produttività è stato a suo tempo già ridotto al minimo  dall'azienda, al punto che è sufficiente solo se dai controlli  non scaturisce alcuna anormalità; in caso contrario il treno matura sicuramente ritardo in partenza. Con l'ultima turnificazione i tempi già ridotti all'osso sono stati ulteriormente ridotti, stavolta addirittura senza che alcun testo ufficiale ne certifichi almeno sulla carta la liceità. Si tratta di modifiche alla normativa che non sarebbero state legali neanche se concordate con voi, che vi attribuite la titolarità di una rappresentanza che però non esercitate. È dal  13 dicembre, dicevo appunto; dalle notizie che girano sembra che intorno al 22 dicembre l'azienda abbia magnanimamente convocato una riunione in merito e che voi (segreterie regionali dei sindacati dei lavoratori di Trenitalia) abbiate chiesto un rinvio (sembra per le festività natalizie, ma i treni a Natale si effettuano lo stesso, e non li effettuano i distaccati con assenza giustificata da voi). Cari signori, su questa cosa non si sarebbe dovuta fare alcuna riunione: un sindacato vero, che esiste ed esercita le sue prerogative, non può abbassarsi a trattare ciò che interessa la sicurezza dell'esercizio e che è un diritto dei lavoratori: lo deve ESIGERE!!!!!!!. I turni andavano (vanno tutt'ora) normalizzati senza alcuna riunione che in qualche modo legittimasse la modifica fatta unilateralmente. Ma voi avete fatto di peggio; vi siete fatti convocare e poi avete chiesto il rinvio! Avete fatto in modo che l'azienda possa continuare con il suo comportamento arrogante e prevaricatore perché adesso la colpa è interamente vostra! Ed è vero, prima eravate assenti, adesso siete conniventi. I dirigenti aziendali tutto sommato fanno il loro lavoro e credetemi, con avversari come voi è una passeggiata. Come potete pensare di affrontare problematiche come l'occupazione ed il taglio dei treni se non siete capaci di gestire vittoriosamente una criticità del genere? Vi rendete conto che i lavoratori vi vedono solo in televisione (io cambio canale) quando fate le "manifestazioni temporizzate" per i media e poi in periodo di elezioni di RSU o Dopolavoro? Concludo: è passato più di un mese e mezzo dal 13 dicembre, e la situazione è ancora la stessa. Dalle ultime notizie sembra che siano in corso d'opera modifiche ai turni nel senso legale, ma fatico a pensare che ciò sia dovuto al vostro intervento; di solito quando fate qualcosa (ma da anni non se ne vede) lo sbandierate ai quattro venti per dimostrare di essere vivi. Fino ad ora la bandiera della dignità dei lavoratori è sostenuta da pochi macchinisti  che a proprio carico  e rischio ribadiscono con i fatti tutti i giorni (in servizio) quali sono i tempi previsti per la messa in servizio dei treni mentre molti di quelli che subiscono passivamente l'arroganza aziendale lo fanno anche perché pensano che in caso di contestazioni non avrebbero tutela. Spiegatemi, spiegate a tutti i lavoratori qual'è la funzione del sindacato all'interno del Gruppo FS, perché qui da noi non si capisce. ONESTAMENTE NON VEDO COSA POTRESTE DIRE, MA QUALORA TROVIATE QUALCHE ARGOMENTAZIONE NON VI ABBASSATE A RISPONDERE A ME, ELEVATEVI ANDANDO A RISOLVERE LE INFINITE PROBLEMATICHE CHE CI SONO (PASTI, ANTINFORTUNISTICA, VOC, LOGISTICA...) SOPRATTUTTO CERCANDO DI NON DELEGITTIMARE ULTERIORMENTE  LA RAPPRESENTANZA DEI LAVORATORI CON L'APATIA E IL PRESSAPOCHISMO CHE VI HANNO FINO AD ORA CONTRADDISTINTI.
Pasqualino Placanica

giovedì 23 settembre 2010

Calabria: senza trasporti efficienti non ci sarà mai sviluppo.

Tutti i settori critici dipendono dai trasporti.

L’argomento “risanamento della sanità” in Calabria sta assumendo aspetti negativi superiori per dimensioni al deficit dichiarato; tutte le parti in causa stanno cavalcando una tigre che porterà solo ed esclusivamente ulteriori danni alla nostra già ampiamente martoriata regione. Penso di interpretare il pensiero di molti quando dico che ormai siamo stufi di vedere comunicati (sia chiaro che mi riferisco ai comunicati delle parti politiche, non agli articoli) sugli organi di stampa relativi al “perché si è fatto/farà questo” o “perché non si doveva/dovrà fare”, con più o meno velate allusioni all’integrità morale degli attori delle varie vicende, e chiacchiere, chiacchiere, chiacchiere. Fatti ben pochi, anzi niente. Sulla sanità, mi sembra che il problema sia affrontato, oltre che con molte chiacchiere e passerelle, con una visione troppo parziale dell’ampia panoramica che invece investe. Non saprei entrare nel merito dell’opportunità o meno di chiudere le singole strutture dal punto di vista strettamente produttivo, ma è certo che la soluzione del deficit non si può  ridurre ad un semplice taglio delle spese; per esempio, si parla del ridimensionamento del numero delle strutture ospedaliere, anche in ottemperanza alla disposizione che prevede la chiusura degli ospedali con meno di 120 posti letto, senza tenere conto del  problema dei collegamenti: in Calabria quasi dappertutto le distanze si misurano in ore, non in chilometri; la stessa distanza che in Lombardia si percorrerebbe in dieci minuti, da noi in certe zone si percorre in un'ora o più, e di questo si dovrà inevitabilmente tenere conto. Associato (anzi, precedentemente) al piano di soppressione delle strutture sanitarie "superflue" dovrebbe essere messo in atto e completato un efficace piano di sviluppo dei collegamenti viari nella regione che permetta lo spostamento veloce delle persone e dei mezzi anche e soprattutto in casi di emergenza. Di trasporti in Calabria  non si parla da anni, o meglio, se ne parla di solito in occasione di competizioni elettorali ma di fatti non se ne vedono. Ci sono paesi collegati con il resto della regione da una sola strada, e accade spesso che d'inverno la strada si interrompa per frana o neve o altri motivi. Una delle due strade più importanti della regione, la S.S. 106 che percorre tutta la Calabria sulla costa jonica, è soprannominata "la strada della morte" per la pericolosità e l'alto numero di vittime per incidenti stradali. L'autostrada A3 è famosa per i tempi di percorrenza ed i cantieri perenni. Le strade che collegano queste due "arterie" con l'interno a volte sono poco più che  strade interpoderali e comunque continuamente a rischio frane e interruzioni.  Senza parlare dei  collegamenti ferroviari pessimi: che fine ha fatto il contratto di pubblico servizio che la  regione Calabria era pronta a firmare con Trenitalia (firmare, non scrivere, da quanto mi risulta era già  pronto per la firma) che prevedeva l’acquisto di nuovi mezzi su rotaia ed una più efficiente programmazione dei collegamenti? I trasporti sono la spina dorsale della regione, non si può parlare di niente con un sistema di collegamenti pessimo  come il nostro: scuola, commercio, industria, sanità, sono tutti rami strettamente dipendenti dai trasporti delle persone, e delle merci. In una realtà del genere è normale e comprensibile che la popolazione si preoccupi della chiusura di strutture che seppur poco efficienti comunque garantiscono un presidio sanitario sul territorio in termini di  raggiungibilità. Sono decenni che i nostri amministratori si preoccupano di affrontare i problemi del momento senza una visione ampia della situazione, tamponando a destra e a manca, adesso è il momento di dire basta.  Vorremmo essere messi a conoscenza dell’ottica completa in cui vuole agire il governo della regione; per cominciare, anziché perdere tempo a  sfornare comunicati di solidarietà e di condanna, di autoincensamento e di accusa, che ormai non legge più  nessuno, i nostri amministratori potrebbero informarci sul progetto complessivo di interventi su tutte le criticità presenti in Calabria (sempre se esiste, il progetto). E sarebbe gradito anche (se esiste) un eventuale progetto complessivo “ombra” (come si diceva una volta) dell’opposizione. Troppo  facile stare a guardare e criticare a cose fatte.