Domenica
scorsa ho assistito ad una Cerimonia Religiosa Ortodossa, celebrata a Reggio
Calabria, nella Chiesa di San Paolo dei Greci, nel quartiere Sbarre. Giorni
prima il Tempio è stato oggetto di un atto intimidatorio di enorme gravità,
culmine di una serie di gesti teppistici perpetrati per mesi nei confronti
della Parrocchia: durante la celebrazione di una Liturgia ignoti hanno
appiccato il fuoco alla cappella adiacente alla Chiesa. Insieme a tanti reggini qualunque ho ritenuto
mio dovere portare la mia solidarietà di persona al Parroco padre Daniele
Castrizio ed a tutta la comunità religiosa ortodossa reggina. Ho partecipato ad
un’iniziativa lanciata su Facebook, niente di eroico, solo che l’ho fatto
fisicamente come tantissimi altri reggini. Non è un gesto da sbandierare ai
quattro venti la solidarietà, almeno non per vantarsene, semmai per invogliare
altri allo stesso gesto, per informare. Non sono uno di quei tromboni che
giornalmente trasmettono ai giornali messaggi di solidarietà e vicinanza a questo
e a quello, oppure rilanciano con comunicati stampa presunti atti meritevoli
compiuti nell’interesse della comunità. Mi aspettavo la presenza fisica di rappresentanti
della politica e dell’informazione, soprattutto di quelli che sono tanto
attenti, seduti sulle loro comode poltrone, agli stati pubblicati su Facebook e
su Twitter dai vari personaggi pubblici, politici e non, traendone articoli da
scrivere e polemiche da aprire, “mbuscandosi” così la pagnotta. Stavolta non si
parlava di presunte parentele scomode del tale assessore, oppure di presunte opinioni
dannose per la città, non c’era nessuno che denigrava qualcun altro oppure che
litigava con il suo avversario politico, e quindi gli avvoltoi del web che le
loro prede le scelgono bene, succulente e redditizie, non hanno ritenuto di
scrivere alcunché, sull’evento. Solo qualche spoglio resoconto, pura cronaca nei giorni successivi al fatto, qualche fotografia, e basta. Nessuno che si sia
reso conto che A REGGIO CALABRIA, CITTA’ DAGLI INFINITI PRIMATI NEGATIVI, È
STATA INCENDIATA UNA CHIESA!!! UN LUOGO DI CULTO!!! È stato commesso uno dei più
gravi, infame, barbaro atto criminale che si possa commettere contro una
comunità. Una cosa che in Italia, in Europa, non avveniva da tempo
immemorabile, dai tempi della barbarie, delle guerre. In città non si dovrebbe parlare di altro, per giorni. Abbiamo conquistato
l’ennesimo primato negativo, probabilmente continentale, ma la
politica, la classe dirigente reggina, l’informazione, preferiscono ignorare la
cosa.
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NON CAPISCO...E NON MI ADEGUO!!!
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lunedì 23 settembre 2013
giovedì 15 aprile 2010
Orgoglio reggino.
Il video sotto nasce come "promo" pubblicato su Strill.it per il quarto dei cinque racconti storici ambientati nella Reggio antica, scritti e messi in rete (gratuitamente scaricabili) dal professor Daniele Castrizio, storico reggino. Di questi video naturalmente ce ne sono altri, che se vorrete potrete vedere a questo link (da cui potrete anche scaricare i racconti), ma questo in modo particolare oltre che promuovere il racconto (senza fini di lucro, dato che è gratis) rappresenta una dichiarazione di orgoglio storico e civico che non posso fare altro che condividere, nel mio piccolo. Con una raccomandazione ai giovani reggini che leggeranno questo post: studiate la storia della nostra terra, ripercorrete le vostre origini, scoprirete che la nostra città non ha nulla da invidiare alle grandi città dell'antichità, e che molte volte è stata al centro dell'attenzione del mondo conosciuto a causa degli eventi che vi si sono svolti.
Insomma, come dice un mio giovane amico "conoscere, valorizzare e divulgare la Storia dei Padri": ......"Il raffinato ambiente culturale reggino produsse numerosi esperti di diritto come Androdamas, illustre concittadino che curò la legislazione dei Calcidesi di Tracia. Ne parla Aristotele, uno dei più noti filosofi di ogni tempo, a dispetto dell'assoluta disinformazione sulla Storia dei Padri che regna oggigiorno. Paradosso evidente: Aristotele sapeva dei Reggini illustri, i Reggini di oggi – seppure conoscano Aristotele, non hanno nemmeno l'idea di quanto illustre sia la loro terra. Che peccato!"
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