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sabato 31 luglio 2010

Per il Big one del PdL intervenga super-Bertolaso!



Come ben sapete, ogni volta che c'è un terremoto, si registrano, poi, altre scosse d'assestamento. La morfologia del territorio è destinata inesorabilmente a cambiare. Alcune volte più lievemente, altre più marcatamente. Il Big one* ha prodotto l'implosione del PdL e ha determinato la deriva del Cali-Fini dal continente pidiellino. Lo sconquasso all'interno del PdL è stato tanto violento, che, a buon diritto, si potrebbe invocare il divino intervento di Guido Bertolaso: se non è questa una grande emergenza... Con i suoi super-poteri della super-protezione civile (e non), colui che "avrebbe potuto gestire meglio" la situazione ad Haiti e che possiede quell' "esperienza che non può essere quella degli organizzatori" della Love Parade di Duisburg "grazie all'esperienza maturata nell'organizzazione dei Grandi Eventi" saprebbe senz'ombra di dubbio ricostruire il PdL, com'ha fatto con L'Aquila.
E' verità inoppugnabile che i tecnici del PdL non avevano previsto in alcun modo l'entità del grande evento sismico. C'era stata qualche scossa d'avvertimento, ma si era preferito rassicurare la popolazione parlamentare di dormire tranquilla. La Russa e Gasparri, abili ragionieri e maestri nell'arte di far di conto, avevano tutti i sopralluoghi del caso. Tutto in regola. Ed, invece, patapumf! E' accaduto l'irreparabile, una tragedia. Nessuno ha avuto l'idea di regalargli, per sicurezza, una calcolatrice. Ed i numeri non sono men che meno tornati. La variabile finiana è rimasta inquantificata sino alla sua fragorosa deflagrazione. I "colonnelli convertiti al berlusconismo" hanno fatto flop. Persino il sarto Letta, virtuoso delle ricuciture, ha preso male le misure. Lo strappo istituzione è più che evidente, meglio coprire con un velo (pietoso magari). Problemi d'organizzazione, che vogliamo farci! Chi non ha mai toppato scagli la prima pietra. Di quel che sarà nel futuro prossimo venturo non è dato bene saperlo. Napolitano sonnecchia. L'orizzonte appare verde. Alziamo il dito medio al cielo ;)


*Il Big One (letteralmente "quello grosso", come viene chiamato negli Usa) è il nome dato ad un presunto futuro terremoto, che potrebbe essere uno dei più potenti terremoti mai verificati negli Stati Uniti, superiore al settimo grado della Scala Richter, tanto da poter distaccare la California dal resto del continente

venerdì 29 gennaio 2010

Bertolaso ministro?


«Dopo quello che ha fatto all’Aquila, farlo ministro è il minimo che possiamo fare»; Berlusconi annuncia che intende riconoscere a Guido Bertolaso il ruolo decisivo avuto nell’intervento post-terremoto in Abruzzo. Niente di male, anzi. Sfruttare al meglio le professionalità è una dote da utilizzare più spesso, in tutti i campi. La cosa però stona un po’ per la sua collocazione temporale troppo vicina alla polemica scatenata da Bertolaso sui soccorsi ad Haiti. Hillary Clinton si è dichiarata profondamente ferita dalle dichiarazioni di Bertolaso, e l’ambasciatore USA è giunto a chiedere le sue dimissioni. Possibile che ad appena due giorni da un putiferio del genere il diplomatico Berlusconi commetta un errore simile? Fare arrabbiare nuovamente gli USA mi sembra la minima conseguenza possibile. A meno che….! Pensandoci meglio, mi viene in mente che con le sue dichiarazioni devastanti sui soccorsi ad Haiti in un certo senso Bertolaso ha anche implicitamente certificato la totale giustezza dell’intervento del governo in Abruzzo. Come dire: se l’ho detto ad Haiti, che c’era qualcosa che non andava, pensate che avrei avuto problemi a dirlo in Abruzzo? Ergo: in Abruzzo siamo stati eccezionali, sono tutti contenti e chi dice il contrario dice il falso, firmato Berlusconi e sottoscritto Bertolaso. Ma allora avrebbe dovuto dire: «Dopo quello che ha fatto ad Haiti, farlo ministro è il minimo che possiamo fare». Non ha detto così, ha detto L’Aquila, le mie sono solo fantasie.