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giovedì 18 settembre 2014

REGGIO-VERGOGNA. Per la Madonna una toppa peggio del buco.

DRAPPO 2013

DRAPPO 2014


Gentile Direttore, so che la città ha problemi seri di tutti i tipi e che quello che tratterò io non è (o non sembra) uno dei più importanti, prenda questa mia come una lettera personale a lei indirizzata, se vuole, ma io non posso fare a meno di scriverla. Non posso fare a meno perché tratta un argomento che il suo giornale ha già trattato un anno fa con un articolo a mia firma, intitolato “Ildrappo sdrucito e l'illuminazione accesa della città stracciona”. Il pezzo ebbe allora quasi mille condivisioni su Facebook e fece il giro del mondo suscitando indignazione dappertutto. Ricorda lo scalpore che fecero le immagini del drappo amaranto al balcone di Palazzo San Giorgio, lacerato dall’usura e appeso con noncuranza in rappresentanza della Città in occasione della Processione della Santa Effige della Madonna della Consolazione?  Allora io affermai che quel drappo sdrucito rappresentava agli occhi degli estranei una città stracciona, che però in realtà stracciona non era, bensì così la facevano apparire i suoi amministratori con riferimento ai dirigenti comunali preposti, non ai commissari appena giunti in città. Lasciai aperto uno spiraglio alla trascuratezza, alla poca attenzione di pochi a danno di molti. Oggi, 13 settembre 2014, un anno dopo, mi ritrovo a dovermi smentire clamorosamente. Non si tratta di trascuratezza, si tratta di malafede e meschinità, non trovo parole diverse per definire quello che ho visto oggi. Al balcone di Palazzo San Giorgio, in occasione della Processione della Sacra Effige c’era lo stesso drappo amaranto dell’anno scorso, esposto parzialmente, capovolto con la parte sdrucita nascosta (malamente) alla vista. Come la serva che occultava la sporcizia sotto il tappeto per non far troppa fatica.  In un anno, pur avendo preso atto dell’indignazione popolare, e lo dimostra il maldestro tentativo di occultare lo strappo, il Comune di Reggio Calabria non ha trovato il tempo o magari il denaro (forse occorreva stanziare in bilancio una cifra ad hoc. Quanto costerà mai, un pezzo di stoffa amaranto?) di sostituire quel drappo. Forse esagero a dare importanza a cose del genere, io sono un romantico sentimentale, mi aggrappo alla storia della città, all’immagine esterna, alla nostra bella gente, a quello che Reggio potrebbe essere se solo prevalesse la parte buona. Mi scusi, direttore, se l’ho disturbata, cestini pure questa lettera, se vuole. Non mi offenderò, so benissimo che ci sono problemi ben più importanti da affrontare, solo che mi preoccupa il fatto che saranno (forse) sempre le stesse persone, quelle del drappo e tanti altri come loro, a doverlo fare.

sabato 21 dicembre 2013

Rateizzato il pagamento della Tares? Ma ci volete prendere in giro a tutti i costi?




Appena ho ricevuto la notifica della tassa, il 19 dicembre, mi sono logicamente chiesto quale fosse la scadenza dei termini, oltre che maledire per l’ennesima volta coloro i quali, palesi o occulti, sono i responsabili di questo sfascio e della deriva conseguente. Girando e rigirando la lettera allegata ho trovato alla fine il dato che mi serviva: in calce alla lettera nella sezione come e dove pagare, la data: entro il 20 dicembre 2013. Ennesima maledizione inviata e compilazione online del modello F24, per evitare di incorrere nelle sopratasse per tardato pagamento. Se affermassi che la Tares ha messo a terra le mie risorse economiche commetterei un’infamia, mi posso per fortuna permettere di sprecare la cifra richiesta dal Comune, anche se non rinuncio a reclamarla indietro qualora ce ne sia la condizione, visto che le mie entrate economiche consistono solo ed esclusivamente nel frutto del mio lavoro; mi domando però cosa avranno pensato quelli che come me hanno ricevuto la notifica il giorno prima della scadenza del termine riportato sulla lettera ma non hanno la disponibilità economica di pagare. Molti non avranno pagato, altri avranno dato fondo alle poche risorse per paura di sanzioni, pignoramenti, o semplicemente per forma mentis. Poi, a seguito delle pressioni mediatiche, per la verità più forti sui social che sui media, la Commissione ha graziato i cittadini, dilazionando in tre rate il pagamento, posticipando anche il termine della prima rata. Peccato che lo abbia fatto dopo che ormai il termine riportato sulla lettere era scaduto, il pomeriggio del 20, e peccato ancora, e soprattutto vergogna! vergogna! vergogna! che nella comunicazione ai media si affermi che il pagamento in una unica soluzione era già previsto al 31 dicembre. Oppure vergogna! vergogna! vergogna! per non avere riportato sulla lettera la vera data di scadenza ingannando i contribuenti. Per finire vergogna! vergogna! vergogna! agli organi di stampa che hanno ripreso la nota di Palazzo San Giorgio pedissequamente senza evidenziare la macroscopica incongruenza di date e l’ennesima dimostrazione di inefficienza ed incapacità della macchina amministrativa comunale, che, badate bene, non corrisponde esattamente ai Commissari, bensì all’organico dirigenziale ed impiegatizio composto da reggini che si suppone ricevano le notifiche come tutti gli altri. Sui vari politici lanciati verso ipotetiche poltrone a sindaco e/o altre cariche comunali, che hanno tuonato contro la tassa e poi hanno sbandierato la rateizzazione come una prima vittoria senza accorgersi dell’ennesima presa in giro ai cittadini, non penso ci sia da fare commenti, se non che non potrebbero evitare di rendersi ridicoli.