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martedì 22 febbraio 2011

La fontana (forse) ritrovata

Sulla vicenda della Fontana bronzea di Piazza Castello è intervenuto il Sindaco di Reggio Calabria Giuseppe Raffa con un comunicato stampa a cui ha fatto seguito la risposta del Comitato di cittadini firmatari dell'esposto alla Procura della Repubblica.

Il comunicato stampa del Sindaco di Reggio Calabria
Il sindaco Giuseppe Raffa intende rassicurare i cittadini sulla sorte del delfino bronzeo che ornava la fontana del giardino di Piazza Castello dopo le denunce di un Comitato costituitosi per esprimere preoccupazione riguardo la presunta scomparsa dell’opera a seguito dei lavori di restyling che hanno interessato l’area.
“Non vi è alcun alone di mistero intorno al delfino bronzeo – dichiara il Primo Cittadino -. Mi rivolgo ai membri del Comitato, nato a tutela di questo antico manufatto, ed ai reggini in generale per garantire loro che la fontana si trova al sicuro nella sede comunale. A tal proposito, infatti, ho sentito l’architetto Alberto Di Mare, allora Responsabile Unico del Procedimento e Direttore dei lavori per gli interventi di riqualificazione della piazza”.
In definitiva, il progetto inerente piazza Castello, così come approvato, prevedeva la rimozione della stessa fontana ma non una sua ricollocazione nel medesimo sito, così come il restauro e la successiva ubicazione in un’altra sede non rientravano fra gli interventi programmati ed eseguiti.
“E’ innegabile – precisa Giuseppe Raffa – il pregio artistico della scultura: essa, infatti, insieme alle altre che ornavano la fontana detta delle ‘Tre fontane’, è ciò che rimane delle quattro cannelle della ‘Fontana della pescheria’ o ‘Fontana Nuova’ che si trovava sulla via Marina purtroppo distrutta dal terremoto. Proprio in considerazione dell’importante testimonianza storica che il delfino bronzeo rappresenta – conclude il Sindaco – ci attiveremo affinché esso, così come per tutti i beni di significativo interesse culturale e architettonico, trovi una degna sistemazione, magari, ad esempio, ricongiungendolo alle altre e quindi realizzando ex novo un’ulteriore fontana, o collocandolo nell’attuale sede delle ‘Tre fontane’, attivando così l’iter propedeutico al restauro dell’intera fontana”.
(Roto San Giorgio)
La risposta del Comitato dei Cittadini:
Apprendiamo con parziale soddisfazione che il Sindaco Raffa si è fatto carico di rassicurare i cittadini di Reggio Calabria sul destino della Fontana bronzea di Piazza Castello, prendendo un impegno sul suo futuro, ed auspichiamo di potere vedere presto la fontana nuovamente nel suo sito originale, o anche a fare compagnia alle “tre fontane” sorelle. Detto questo, non abbiamo motivo di non credere alle parole del Sindaco, o meglio alla sua buona fede, ma certo lascia perplessi il fatto che dopo quasi un mese dalla prima denuncia ufficiale ai giornali e 18 giorni dall’articolo/inchiesta di un noto quotidiano reggino, solo successivamente all’annuncio della presentazione di un esposto alla Procura della Repubblica qualcuno si degni di rispondere al quesito posto dai cittadini.
Se la risposta era così semplice, perché aspettare tanto? E in più, dopo  tanto  tempo, è accettabile che il Sindaco si limiti a dichiarare di avere interpellato  altra persona e di sapere tramite la stessa che il bronzo è  nella “sede comunale” (cosa si intende per sede comunale, poi, è tutto da chiarire)? In un mese di tempo il primo cittadino avrebbe potuto, anzi dovuto, recarsi personalmente a vedere dove è la fontana e dichiarare ” è in quel posto perché l’ho vista io!”. Invece, in perfetto stile “ti dico che mi hanno detto” tipico della politica nostrana, ecco l’ennesima dichiarazione fumosa: “… la fontana si trova al sicuro nella sede comunale. A tal proposito, infatti, ho sentito l’architetto Alberto Di Mare, allora Responsabile Unico del Procedimento e Direttore dei lavori per gli interventi di riqualificazione della piazza”. Quindi il Sindaco “sa” perché “glielo ha detto l’architetto” e noi dovremmo sapere perché “ce lo ha detto il Sindaco che lo  ha saputo dall’architetto”? Noi vogliamo crederci, ma se qualcuno pensa di potere  continuare a gestire la cosa pubblica (compresi i monumenti) in questo modo si  sbaglia di  grosso. Siamo stati costretti a presentare un esposto alla Procura proprio a causa della scarsa (praticamente assente) trasparenza di questa amministrazione comunale; sarebbe bastato rispondere subito (e per conoscenza diretta della cosa) ai ripetuti appelli dei cittadini, per evitare questa querelle.
Tutti i giorni leggiamo sui giornali comunicati stampa di solidarietà con questo, attacchi a quello, complimenti a quell’altro, emessi dai nostri amministratori ed esponenti dell’opposizione, Sindaco compreso, mentre per rispondere a dei semplici cittadini su un argomento di interesse pubblico occorre che si interpelli l’Autorità Giudiziaria. Non siamo politici di professione, per noi scrivere l’esposto e presentarlo ha avuto un costo in termini di tempo ed impegno tolto ad altre attività, non ci siamo divertiti a farlo. Praticamente abbiamo agito al posto di chi è istituzionalmente tenuto (e per questo è ben retribuito) a vigilare ed amministrare il bene comune della Città. Occorre che i nostri politici (tutti) si  rendano conto che ormai la misura è colma e che siamo stanchi di proclami, di finte inaugurazioni, di lavori iniziati e mai terminati, di misteri vari (fontane comprese). È bene che si cominci ad interpellare i cittadini “prima” di agire in certi  campi, e non farli trovare di fronte al fatto compiuto. Chi  ha stabilito di eliminare la  fontana dalla piazza? Perché non eliminare anche il Castello magari per fare spazio, allora? E perché non si è prevista contestualmente la nuova allocazione del bronzo? Ecco perché la soddisfazione è parziale. Vorremmo anche che entro una precisa data si decida cosa farne, insieme ai cittadini. E soprattutto vorremmo più rispetto. Fermo  restando che comunque l’esposto seguirà il suo iter naturale come è giusto che sia.
Per il Comitato dei Cittadini
Pasqualino Placanica

giovedì 17 febbraio 2011

Presentato l'esposto sulla Fontana monumentale di Piazza Castello


foto di S. Autellitano
alla c.a. degli organi di stampa:
Stamattina è stato presentato alla Procura di Reggio Calabria un esposto per segnalare l'avvenuta sparizione della fontana monumentale di Piazza Castello. A consegnarlo, a nome di un'ottantina di cittadini sottoscrittori, sono stati il consigliere provinciale Omar Minniti e il sig. Pasqualino Placanica.
Nell'esposto è stato rammentato che, a seguito dei lavori di restyling della Piazza Castello effettuati dall’Amministrazione Comunale negli anni scorsi, la fontana posta al centro del giardinetto della piazza di fronte al palazzo del compartimento ferroviario è stata rimossa, non rientrando evidentemente nel nuovo progetto da realizzare. Si tratta di una fontana bronzea a forma di delfino, opera di pregio artistico che senz’altro rappresenta un pezzo di storia di Reggio, “sorella” delle opere bronzee che ancora campeggiano in cima alla scalinata di Via Giudecca, le famose “Tre fontane”. Con queste faceva parte di un lotto proveniente da un’opera monumentale un tempo collocata sul lungomare. In passato, infatti, l’approvvigionamento idrico della città di Reggio (ricca d’acqua grazie alle falde alimentate dai torrenti non ancora cementificati) avveniva in riva al mare, presso cui sorgevano almeno due grandi fontane. Una di esse, Fontana Nuova (conosciuta pure come Fontana della Pescheria), fu danneggiata dal terremoto del 1783, così durante i lavori di riedificazione si provvide a restaurarla. Le cinque bocche marmoree precedenti furono sostituite con le quattro bocche a forma di delfini bronzei che oggi conosciamo. Successivamente al sisma del 1908, durante il quale l’edificio della Fontana Nuova andò distrutto, le bocche bronzee furono collocate in due punti diversi della città: tre sono, appunto, le “Tre fontane” della zona collinare, mentre la quarta fu sistemata in piazza Castello, dove è rimasta per quasi un secolo.
Della suddetta opera bronzea, dal momento della sua rimozione da Piazza Castello, non si sa più nulla, ed a niente sono valsi i tentativi bonari di conoscerne il destino. Alle richieste verbali di cittadini interessati hanno, inoltre, fatto seguito l’intervento del consigliere provinciale Omar Minniti e inchieste giornalistiche, che hanno lamentato tra l’altro il silenzio dell'Amministrazione Comunale e della Soprintendenza dei beni architettonici di Reggio Calabria.
Attraverso l'esposto, i cittadini firmatari hanno chiesto alla Procura della Repubblica di accertare se la fontana in oggetto sia ancora in possesso delle Autorità competenti e,  qualora dall’esito risultasse che la suddetta fontana sia stata sottratta alla Città in maniera illecita, di individuare e perseguire i colpevoli secondo quanto previsto dalle vigenti leggi.
Omar Minniti(consigliere provinciale)
Pasqualino Placanica
(p. i cittadini sottoscrittori dell'esposto)

http://it.wikipedia.org/wiki/Piazza_Castello_%28Reggio_Calabria%29

http://omarminniti.wordpress.com/2011/01/25/che-fine-ha-fatto-la-fontana-monumentale-di-piazza-castello/

http://paplaca.blogspot.com/2011/02/la-fontana-perdutao-rubata.html



venerdì 4 febbraio 2011

La fontana perduta...o rubata?

La fontana "perduta" (foto di S. Autellitano)
 "....In Piazza Castello, prima dei lavori di restyling dell'area (ultimati nel luglio del 2007), faceva bella mostra una fontana in bronzo del 1700, raffigurante un delfino, collocata in quella sede dopo il terremoto del 1908 e di cui si sono perse le tracce.  Si tratta di un'opera identica alle “Tre fontane” di Via Giudecca, nella zona collinare della città: con queste, infatti, faceva parte di un lotto proveniente dai ruderi della “Fontana Nuova” (conosciuta pure come Fontana della Pescheria), che un tempo sorgeva sul Lungomare di Reggio..." (da Wikipedia) 

Che fine abbia fatto la pregevole opera bronzea del settecento, al momento non è dato sapere, visto che alle numerose e ripetute richieste di chiarimenti da parte di semplici cittadini prima, del consigliere provinciale Omar Minniti dopo, ed infine della giornalista Caterina Tripodi del giornale Il Quotidiano, coloro i quali dovrebbero essere al corrente  non hanno risposto o hanno risposto evasivamente. Addirittura il soprintendente ai beni architettonici di Reggio Calabria non ha voluto rispondere nemmeno telefonicamente alle domande della giornalista de Il Quotidiano, come se l'argomento non fosse di sua competenza (fonte: Il Quotidiano della Calabria del 4 febbraio 2011). Non è credibile che nel caso in cui le operazioni di  asportazione dell'opera bronzea si siano svolte regolarmente con l'autorizzazione e la supervisione degli esperti preposti nessuno sappia dare una risposta in merito. Sarebbe interessante anche sapere perché nel progetto di restyling della piazza è stato eliminato un vero e proprio monumento parte integrante della storia del posto. (Meno male che non hanno deciso di eliminare anche il Castello Aragonese, per fare spazio). Se l'argomento non fosse per me estremamente serio, direi che ci sarebbe anche da ridere: sono andato a  vedere dov'è la sede dell'ufficio del Soprintendente ai beni architettonici di Reggio Calabria, ed ho scoperto che si trova in Piazza Castello n°1, nel palazzo che era sede del Compartimento delle Ferrovie, praticamente di fronte al  vecchio sito della fontana scomparsa. E allora, se gli addetti ai lavori non rispondono dopo giorni e giorni, è più che legittimo avere dubbi sul destino della fontana. Per questo un comitato di cittadini sta predisponendo un esposto alla Procura della Repubblica chiedendo che l'Autorità Giudiziaria accerti il destino della fontana e qualora risulti che la stessa è stata sottratta illecitamente, persegua penalmente i colpevoli.