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lunedì 22 agosto 2011
mercoledì 27 aprile 2011
Il "naturale sviluppo"
Per il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, "l'ulteriore impegno dell'Italia in Libia costituisce il naturale sviluppo della scelta compiuta dall'Italia a marzo". Così Napolitano appoggia la scelta dei raid sulla Libia, che rispettano..."la linea fissata nel Consiglio Supremo di difesa da me presieduto e quindi confortata da ampio consenso in Parlamento". E così, dalle sagge parole del Capo dello Stato scopro che, secondo lui:
1) le guerre hanno un "naturale sviluppo"
2) se c'è un ampio consenso in Parlamento le guerre le possiamo fare anche noi
"Naturale sviluppo": in realtà nelle azioni di guerra non c'è niente di naturale; ma è innegabile che tutte le azioni del genere fino ad oggi intraprese in varie parti del mondo hanno sempre seguito lo stesso filo conduttore ed avuto le stesse conseguenze. E fino ad oggi anche in Libia abbiamo visto la stessa sceneggiata: prima "non partecipiamo ad azioni di guerra", poi "mandiamo solo addestratori per i ribelli", poi "partecipiamo con azioni aeree ma non spariamo", poi "spariamo ma solo agli obiettivi militari, ma non mandiamo soldati a terra". Visto che il nostro quasi ottantaseienne Presidente della Repubblica ha sancito un nuovo (almeno per me) concetto, i prossimi "naturali sviluppi" dovrebbero essere: "ci è scappato un missile, chiediamo scusa al popolo libico per i morti", "è necessario partecipare alla spedizione di terra, ma con un contingente di specialisti di numero limitato", "è necessario aumentare il numero dei soldati per garantire l'incolumità delle nostre truppe", "ce ne andremo dalla Libia appena sarà ristabilito l'ordine e la democrazia", "contiamo di ritirarci dalla Libia entro il 2050"...etc. etc. etc.. In tutta questa storia, prevedibile come ho già detto, perché già successa, la novità è un Capo dello Stato con il passato di Giorgio Napolitano che sostiene non solo il concetto di guerra giusta, ma ne ipotizza anche il "naturale sviluppo".
giovedì 24 febbraio 2011
Ma Luca Barbareschi è un male necessario?
“E’ la prima volta nella storia che la Libia bombarda la Libia e Gheddafi un male necessario ma deve rimanere in sella. Spero in Libia, come in Egitto e l’Algeria vi sia una transizione molto lenta e non di sovversione popolare in mano ai fratelli mussulmani.” Cosi l’ex Fli Luca Barbareschi interviene alla Zanzara a Radio 24. “Ricordiamo in Germania - continua Barbareschi a Radio 24 – la repressione dei contadini ai tempi di Lutero che furono ammazzati in centinaia di migliaia perché nella storia l’evoluzione verso la democrazia è sempre avvenuta attraverso le stragi. Credo che la storia vada pensata nel futuro, come se la leggessimo fra vent’anni”
http://fidest.wordpress.com/2011/02/23/luca-barbareschi-gheddafi-e-un-male-necessario/Io vorrei sapere perché intervistano questi individui. Gente inutile se non dannosa, a cui viene concessa la dignità di esprimere un'opinione in pubblico, quando c'è chi avrebbe da dire veramente qualcosa, chiedere aiuto, esternare necessità reali, e rimane inascoltato.
Accordo Italia - Libia: complicità in genocidio?
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| L'assassino con il ministro degli affari "sporchi" esteri |
Mi domando se i nostri "governanti" adesso si rendono conto che rimandando indietro i migranti da quest'assassino li hanno praticamente condannati a morte. (sempre ammesso che non lo sapessero già da prima).
Soldati libici fucilati per essersi rifiutati di sparare sulla popolazione![]() |
| Bella coppia |
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| L'assassino è quello di spalle, l'altro bacia le mani |
martedì 14 settembre 2010
Gheddafi ci mitraglia....ma è un errore.
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| il motopesca Ariete, mitragliato dai libici (foto da il Messaggero.it) |
Penso che l'Italia stia vivendo veramente il momento più vergognoso della sua storia dall'Unità, superiore anche alla vergogna della fuga dei reali a seguito dell'armistizio con gli alleati nella seconda guerra mondiale. Siamo una nazione senza spina dorsale, con un governo che riceve i dittatori e i terroristi con tutti gli onori e permette poi agli stessi di umiliarci e ricattarci. Siamo un popolo che accetta un governo di avventurieri che in nome degli interessi finanziari di pochi permette a dei criminali di venire a dettare legge a casa nostra. Siamo un popolo che accetta governanti che ammettono che è lecito prostituirsi per fare carriera in politica; governanti che giudicano normale che in una scuola pubblica possano essere esposti come fregio i simboli di un partito, come faceva il regime fascista con il fascio littorio; siamo un popolo che accetta che il premier vada in giro a fare dichiarazioni da leccaculo in favore del dittatore di turno, che definisca l'ex capo del KGB un dono di Dio, che baci le mani ad un dittatore terrorista responsabile di genocidio. Siamo un popolo che permette che un partito che non riconosce l'unità della nazione, che non riconosce ed offende i simboli nazionali, che puntualmente minaccia la guerra civile alla prima occasione, stia al governo di quella stessa nazione che disconosce. Siamo un popolo che permette che risorse immense siano sprecate per escogitare e portare avanti un piano destinato a decretare l'impunità di un pluriaccusato, pluriprescritto, pluriamnistiato presidente del consiglio. Sembra un incubo....ma dagli incubi prima o poi ci si sveglia.
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