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sabato 6 aprile 2013

Io, visionario solitario, lo sapevo già



Reggio Calabria: Oggi la notizia dei 42 dipendenti comunali assenteisti, ieri quella dei consiglieri regionali truffaldini, e tornando indietro nel tempo, avvisi di garanzia a questo e quello per reati collettivi derivanti dal malcostume dilagante. La vera notizia, tra tutte queste, non la evidenzia nessuno: il cittadino reggino, appena la notizia è ufficiale, si stupisce, legge e condanna il comportamento del (presunto) delinquente di turno. Manda lettere ai giornali, dopo, ne chiede le dimissioni, dopo, lo vorrebbe in carcere a pane ed acqua, dopo.
Io, dopo tutte queste notizie sono scioccato, non dalle notizie, ma dal fatto che sapevo già tutto. Sapevo che al Comune di Reggio molti impiegati firmano e se ne vanno in giro, così come so che lo fanno in tutte le amministrazioni pubbliche ed anche in alcune pseudo-private. Sapevo che alcuni amministratori pubblici sono corrotti, sapevo che qualcuno ha saccheggiato le casse pubbliche, sapevo che dietro a certi fallimenti di grosse aziende c’è la frode, etc etc etc.
Come facevo a saperlo, mi domando, se quasi nessuno a Reggio immaginava niente di tutto ciò? Ho paura della risposta. Ho paura di scoprire di essere un veggente dotato di poteri paranormali, in grado di vedere ciò che non si vede, di udire ciò che non si sente, di sapere ciò che nessuno immaginerebbe mai.
Ieri, per esempio, ho avuto una visione: ho visto che ai semafori e alle uscite dei supermercati (i pochi rimasti aperti in città) si piazzavano delle donne straniere per chiedere l’elemosina con dei bambini in braccio. Ho visto che in determinati punti della città, al calar del sole, ma a volte anche di giorno, si piazzavano gruppetti di donne di facili costumi e travestiti. Ho visto che la Villa Comunale di notte diventava regno di sbandati, delinquenti e reietti della società.

martedì 9 ottobre 2012

Pensioni e privilegi. Il caso Sarra.


Raramente mi soffermo tanto su uno specifico argomento, ma il caso del vitalizio concesso all'avvocato Alberto Sarra è talmente grave che merita un'ulteriore riflessione, in considerazione anche degli "autorevoli interventi" a sua difesa che si stanno succedendo a raffica. Premesso che come ho già detto e ripeto non si discute, almeno per me, la reale condizione di salute dell'avvocato Sarra, noto che si tende a ridurre il tutto ad un semplice episodio, e per tale lo si tratta. Il vero problema, che deve essere immediatamente affrontato, è quello della disparità di trattamento tra cittadini italiani. I tempi estremamente celeri che hanno risolto la pratica. La facoltà per l'avvocato Sarra di chiedere il vitalizio alla Regione Calabria e non alla Cassa di Assistenza Forense. La somma scandalosa corrisposta. La possibilità di congelare il vitalizio e conseguente possibilità che viene data all'assistito di continuare a lavorare; facoltà che viene negata dall'INPS ai comuni mortali. L'INPS, pone come condizione assoluta per la corresponsione della pensione d'inabilità, la cessazione di qualsiasi tipo di attività lavorativa, la cancellazione dagli elenchi di categoria dei lavoratori, la cancellazione dagli albi professionali la rinuncia ai trattamenti a carico dell'assicurazione obbligatoria contro la disoccupazione ed a ogni altro trattamento sostitutivo o integrativo della retribuzione. E se non è disparità di trattamento questa...

                                       

venerdì 5 ottobre 2012

Un eroe incompreso...


Ho appena finito di leggere l’articolo del Corriere della Sera relativo all’ennesimo scandalo della politica calabrese; mi riferisco al caso dell’avvocato Alberto Sarra, che da invalido totale percepisce un vitalizio di 7490 euro mensili, e continua a prestare la sua opera presso l’amministrazione regionale della Calabria. Leggo che ha percepito centinaia di migliaia di euro di arretrati, contemporaneamente all’indennità ed alle varie voci di rimborso derivanti dall’incarico in Regione. Leggo che ha immediatamente chiarito che per potere continuare a lavorare ha rinunciato all’indennità, e noto che nessuno (almeno per ora) gli obietta che chi percepisce una pensione d’invalidità totale non deve lavorare. Leggo inoltre che la relazione medica che sancisce l’invalidità dell’avvocato Sarra lo definisce “permanentemente inabile a proficuo lavoro”. Non credo ci siano dubbi sul significato della frase: l’avvocato Sarra non può lavorare (ci sarebbe anche da discutere sul significato di quel “proficuo”). E a causa di ciò percepisce una pensione lorda dall’ammontare incomprensibile, anzi direi ingiustificabile. Non mi dilungo nelle solite premesse in merito alla solidarietà che il “bon ton” vorrebbe si trasmetta a chi è colpito da patologie gravi. Ma nessuno ha il diritto di mettersi a carico della collettività volutamente. Mi spiego meglio: se l’avvocato Sarra ha una grave patologia cardiaca tale da renderlo inabile al lavoro (e non ho argomenti per non credere a ciò) allora egli non ha alcun diritto di continuare a lavorare, neanche prestando gratuitamente la sua opera. Deve stare a casa e curarsi vivendo con la sua scandalosa pensione d’invalidità. Sia per rispetto della sua stessa persona, che per non caricare il servizio sanitario calabrese con ulteriori spese che potrebbero derivare dal suo aggravamento. Non abbiamo bisogno di eroi che si sacrificano per la collettività, ma di uomini e donne che possano svolgere “proficuamente” il proprio lavoro. Come cittadino lo ringrazio per il suo altruismo, per l’impegno che mette nell’interesse del popolo calabrese, ma sono sicuro che nel panorama politico attuale esiste un soggetto in grado di svolgere adeguatamente gli innumerevoli incarichi che attualmente sono da lui ricoperti; tutti utili, nessuno indispensabile recita un vecchio modo di dire.

giovedì 18 novembre 2010

Se mi rivoterete ci sarà......

Ho ritrovato una brochure elettorale, relativa alle elezioni regionali calabresi del marzo 2010 (le ultime); riguarda uno dei candidati reggini più noti, più volte consigliere comunale, vicesindaco, addirittura sindaco facente funzioni a Reggio Calabria, e per finire assessore regionale uscente al bilancio ed ai trasporti: Demetrio Naccari Carlizzi, esponente di primo piano del Partito Democratico calabrese. Ve la propongo in questo video, spacchettata. I cittadini reggini e calabresi tutti sono perfettamente in grado di valutare l'esposizione delle "opere eseguite" nel corso dell'amministrazione Loiero su input dell'assessore Naccari. A scanso di equivoci, sottolineo che nella brochure, che inizia con la frase "contano i fatti", si lascia intendere che quanto descrittovi è già acquisito per merito del candidato. Spero che gli avversari politici dell'avvocato Naccari abbiano il buon gusto di non utilizzare il mio video per attaccarlo. Sarebbe bello votare per un candidato che si proponga ignorando gli avversari ed evidenziando la bontà delle sue intenzioni. Ma  attualmente in Italia i consensi si ottengono "abbassando" il valore della controparte politica, senza minimamente cercare di valorizzare se stessi. "Votate me perchè lui è peggio!" È anche vero che se quando si cerca di "valorizzarsi" i risultati sono quelli di questo video, forse.... siamo a mare!

martedì 2 novembre 2010

Quando il rimborso spese è un tabù.

(da lettere a strill e newz.it )
Egregio Direttore, sembra un vero e proprio tabù: nonostante qualcuno, chi per pura indignazione e chi per interessi propri, abbia denunciato lo scandalo della "Determinazione n°299" del 21 aprile 2010 pubblicata sul BUR-Calabria, riguardante il rimborso erogato all'ex Presidente del Consiglio Regionale per l'utilizzazione di mezzo proprio nel periodo compreso tra luglio 2006 e marzo 2010, pare che l'argomento non interessi più di tanto ai nostri organi di stampa. In definitiva, all'allora onorevole Giuseppe Bova Presidente del Consiglio Regionale, per avere rinunciato all'auto di servizio ed avere utilizzato un mezzo proprio per recarsi sul posto di lavoro (questo è il succo), vengono liquidati € 211.842,42 (duecentoundicimilaottocentoquarantadue euro e quarantadue centesimi) per 45 mesi di attività. Il tutto, essendo rimborso spese, naturalmente esente tasse. Praticamente più di otto volte l'imponibile fiscale annuale di un impiegato, che però deve ancora pagare le tasse, sulla cifra.  Ora, 45 mesi equivalgono a 1350 giorni, dai quali dovremmo naturalmente decurtare le giornate di inattività, domeniche, festività, periodi di ferie, etc; ma anche volendo fare un conteggio "a perdere", e considerando una percorrenza media di 400 chilometri al giorno per tutti i 1350 giorni, con un consumo medio di carburante di 10  chilometri a litro, al prezzo "forfettario" di € 1,50 al litro, ne viene fuori un costo di € 81.000 per il carburante. Magari qualcuno dirà che per percorrere tutti quei chilometri (540.000, ho calcolato io) ci vuole più di un'autovettura; e allora mettiamoci anche 50.000 € per l'acquisto di due berline nel periodo interessato (mi sembra che il prezzo sia congruo), ed arriviamo alla cifra di 131.000 €. E così, largheggiando ampiamente nei conteggi, ecco risparmiati ben 80.000 €. Io ho detto risparmiati, ma visto che invece la cifra erogata è come dicevo 211.000 €, gli 80.000 € risultano sprecati per chi li  ha erogati (la Regione); naturalmente non sono sprecati per chi li ha incassati. Senza contare che facendo i conti sui chilometri sulle giornate e sul costo reale del carburante il risparmio (ipotetico) o lo spreco (reale) sarebbe di gran lunga maggiore. Ma a leggere la delibera sembra che sia tutto a posto, perfettamente secondo le norme previste in materia; e logicamente, a parlarne troppo si correrebbe il rischio che qualcuno pensi di cambiarle, queste norme, soprattutto in una regione come la Calabria che vanta deficit abissali praticamente in tutte le voci di bilancio. I rimborsi li prendevano tutti con Loiero e li prendono ancora oggi tutti (uguali) con Scopelliti. Esenti tasse. A marzo 2011 ci attende una stangata di 58 € per contribuente sull'IRPEF a causa  del deficit sulla sanità della Regione Calabria. Signori amministratori, che vogliamo  fare?

Pasqualino Placanica

mercoledì 27 ottobre 2010

Soddisfatto e rimborsato!


Chi si ricorda di Peppe Bova? L’ex presidente del Consiglio regionale della Calabria, quello che ha tiraro fuori dal cilindro i voucher formativi destinati ai migliori laureati calabresi, idea talmente geniale da guadagnarsi le critiche dal giuslavorista Pietro Ichino. Ma soprattutto quello che per cinque anni di legislatura ce l’ha menata con la storia dell’abbattimento dei costi della politica, ovviamente per merito suo. Per essere credibile, quasi non bastasse la lacrimuccia pronta a scendere ad ogni conferenza stampa, il buon Peppe Bova aveva addirittura dichiarato che per evitare gli sprechi non usava neppure la macchina blu per i suoi spostamenti. Insomma, un moderno Savonarola pronto a fustigare il malcostume della politica scialacquona. Il Claudio Lotito della classe dirigente calabrese, pronto a battersi per una politica didascalica e moralizzata!
Curioso, però, che il Savonarola de noantri disdegni la macchina blu ma non rinunci ai sontuosi rimborsi per l’utilizzo della propria auto. A certificarlo è la delibera dirigenziale n. 299 del 21 aprile 2010, pubblicata nel bollettino ufficiale regionale del 16.6.2010, pag. 31098, avente per oggetto: “Presidente del Consiglio regionale – liquidazione rimborso utilizzazione mezzo proprio periodo luglio 2006/marzo 2010”. Esattamente il periodo dell’intera legislatura, per la quale vieni disposto, a favore di Bova Giuseppe, il pagamento di euro 211.842,42.

Ovviamente tutto è legale e legittimo, almeno a leggere la delibera, ma sicuramente appare quantomeno discutibile moralmente il comportamento di chi, per cinque anni, si è elevato a fustigatore del malcostume altrui. Ma c’è di più. Nella delibera si legge che a luglio del 2009 lo stesso Bova chiede che il rimborso venga momentaneamente sospeso per essere liquidato su sua espressa richiesta inoltrata, poi, il 19 marzo 2010. Perché questa sospensiva? I bilanci non sono annuali? Probabilmente il buon Bova voleva far credere che aveva rinunciato anche ai rimborsi chilometrici per non essere oggetto di eventuali critiche, nello stesso momento in cui professava ai quattro venti l’abbattimento, per merito suo, dei costi della politica calabrese. Ma a ben leggere si trattava solo di una sospensiva, pronta ad essere messa da parte per poi passare all’incasso una volta finita la legislatura, quando i riflettori sui costi della politica sono ormai spenti.
Sarebbe, inoltre, interessante capire perché il costo a chilometro che viene rimborsato a Bova è di 3,77 euro, mentre normalmente ai dipendenti pubblici viene rimborsato un quinto della benzina, pari a 0,26 euro. Ripetiamo, i rimborsi di Bova non hanno nulla di illegale. Si tratta semplicemente della più classica caduta di stile da parte di chi lo stile e la morale pretendeva di insegnarla agli altri.
Insomma, la sindrome del moralizzatore colpisce ancora al grido: fate ciò che dico, non fate ciò che faccio! (do.mal.)