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sabato 16 luglio 2016

Agli elettori "impacchettati".



Non vi illudete, l'operazione Mammasantissima ha semplicemente ufficializzato l'enorme lato oscuro e forse dato un ordine agli eventi che hanno caratterizzato gli ultimi decenni della vita cittadina. In più, se tutto va bene ma non è sicuro, ci saranno delle severe condanne. 
Il popolo gode: "Ok, stanno arrestando un bel po' di gente antipatica. Ok, era ora. Ok, maledetti. Ok, siamo tutti con la Procura. Ok, qualcosa sta cambiando." 
Ma una sana autocritica no, vero? Un gruppo di delinquenti ha spolpato per decenni una città intera e i cittadini non hanno colpe?  
Il "pacchetto di voti", che sia controllato da un mafioso o che sia controllato da un qualsiasi candidato, è un concetto che affossa la democrazia. 
I voti, mafiosi o no, da sempre a Reggio Calabria si spostano a pacchetti; ogni pacchetto segue la volontà di un solo individuo, al punto che l'elezione di qualsiasi carica amministrativa o politica la decidono poche persone. 
Dalle carte emerge che i politici corrotti venivano eletti "con i voti controllati dalla mafia". Ma i voti controllati dalla mafia non sono solo i voti dei mafiosi, con quelli potrebbe essere eletto a fatica solo qualche consigliere. 
Sono anche e soprattutto i voti dei cittadini che si fanno controllare dalla 'ndrangheta. 'Ndrangheta che, a quanto emerge dalle carte, decide di volta in volta chi fare eleggere. 
Avete capito? Decide di volta in volta, da decenni. Tenetelo presente, le carte rese pubbliche dicono anche questo.
Credete veramente che in queste cose ci sia una divisione politica, che da un lato ci siano i mostri e dall'altro i verginelli? 
Ma no che non lo credete. Voi non credete proprio nulla, in realtà. Voi state a guardare, subite, magari se c'è ancora un po' di polpa attaccata all'osso cercate di strapparne qualche lembo con i vostri dentini da latte, e aspettate che qualcun altro vi venga a dire cosa fare. 
Se i vostri "controllori" cadono li abbandonate con sollievo, e rimanete in attesa di qualcuno che torni a controllarvi. 
Ecco perché il vostro godimento è labile, momentaneo. Perché non avete capito che fino a quando vi farete controllare ci sarà sempre qualcuno pronto a farlo. 
E non certo per la vostra bella faccia.

venerdì 19 settembre 2014

Onestamente, mi avete scocciato!



Onestamente, con la vostra incoerenza, con la vostra ottusità, con la vostra saccenza, con la vostra supponenza, con la vostra arroganza, con la vostra logorrea, con la vostra falsità, con la vostra ambiguità, con la vostra ambizione, con la vostra strafottenza, con la vostra apatia, con il vostro protagonismo, con la vostra boria, con la vostra pigrizia, con il vostro vittimismo, con tutto questo e altro ancora.... MI AVETE SCOCCIATO!!!!!! Andate a zappare la terra, senza crearvi problemi che non avete. Lasciate perdere i discorsi complicati, abbandonate gli argomenti difficili, lasciate che altri decidano per voi, di voi, dei vostri figli, dei vostri nipoti.  Non è vero che qualcuno vi vuole sottomettere, non è vero che qualcuno vi ha depredati, non è vero che qualcuno vi sta succhiando il sangue, non è vero che qualcuno vi sfrutta. Calate lo sguardo a terra e non vedrete niente; mettetevi i tappi nelle orecchie e non sentirete niente; non pensate e non farete danni. ZAPPATE, ZAPPATE, ZAPPATE. E quando trarrete i frutti del vostro lavoro dal terreno, ricordatevi che il terreno non è vostro, vostro è solo il sudore che ci avete messo. Andate a ringraziare chi vi ha permesso di zapparlo, sperando che vi conceda ancora di farlo. E non ve ne vergognate, è la vostra natura, non c’è niente di male ad essere  servi, o meglio ancora schiavi, ad essere sottomessi. Non è colpa vostra. Ma poi come fareste a vergognarvi, siete abituati. Siete servi figli di servi, nipoti di servi, discendenti di servi. Non sapete, non concepite non prendete neanche in considerazione la possibilità che si possa vivere diversamente. Come il cane che aspetta nell’angolo della stanza sperando che il padrone gli conceda l’osso che ha spolpato, così voi aspettate sperando che chi vi sfrutta vi conceda il suo sguardo benevolo e l’elemosina per potere vivere, o sopravvivere ancora un giorno. E lavorate, poi respirate, poi vegetate, poi lavorate, non vi create problemi che non avete, non pensate al futuro, per voi non c’è un futuro. Per voi domani non sarà un altro giorno. E vaffanculo!

mercoledì 30 ottobre 2013

Reggio Calabria. Candidati a Sindaco: cominciamo molto male.


La prima notizia veramente ufficiale sulle candidature alle prossime elezioni amministrative comunali è di quelle che non fa sperare in niente di nuovo. Dato per scontato che chi è rimasto (malamente) coinvolto nelle pessime vicende che hanno caratterizzato la storia politica ed amministrativa della città degli ultimi dieci anni è ufficialmente o comunque moralmente impresentabile e in alcuni casi incandidabile, ho immaginato che altrettanto si potesse dire di chi dovendo vigilare non lo ha fatto, e di chi, sapendo non ha detto e continua a non dire. Ancora di più chi dovendo sapere non ha saputo, naturalmente, di cui in tal caso sarebbe tanto palese l'incompetenza e l'inadeguatezza consequenziale da escludere a prescindere la possibilità di candidature a qualsiasi carica amministrativa, men che meno a quella di sindaco della città. E peggio ancora chi ha magistralmente dimostrato di sapere il fatto suo con atti ed azioni conclusi positivamente nel proprio interesse, ma non ha dimostrato altrettanta maestria (o voglia di fare) in casi analoghi in cui però non ha interessi personali. Per interessi personali intendo il raggiungimento di obiettivi leciti, chiarisco a scanso di equivoci. Mi rivolgo a tutti i potenziali candidati, a sindaco, a consigliere, ad amministratore di qualsiasi tipo che abbiano le caratteristiche descritte: abbiate la compiacenza, seppur capisco che vi costerà, di capire cari signori, che avete avuto dieci anni per agire ed il periodo successivo (che dura tutt'oggi) per  raccontare alla città quello che è successo. Se non lo avete fatto e ancora non lo fate, quale che sia il motivo, incompetenza o malafede, non potete sperare di ottenere consensi da chi sta pagando caro e salato il vostro pessimo operato. Il solo pensare che chi dovrà esprimere il voto non abbia memoria di quello che è successo è un'offesa alla città, non trovo altro termine utile ad esprimere la mia opinione in merito. Fare politica non può e non deve essere un lavoro, né una terapia ordinata dal medico curante; chi si propone deve essere pulito, capace e trasparente. A cominciare dal proprio passato.

domenica 10 febbraio 2013

Antonio Ingroia rischia la pelle per un'intervista...oppure no?

Il 10 febbraio 2013, alle ore 11 circa, Antonio Ingroia, magistrato Procuratore della Repubblica in aspettativa, candidato alle elezioni politiche come leader di Rivoluzione Civile, si fa intervistare (in diretta?) da Maria Latella su SKY davanti all'aereoporto di Reggio Calabria, in mezzo alla strada. Forse per 22 minuti circa tutto il mondo ha potuto sapere esattamente dov'era un uomo sotto scorta da anni a causa di minacce di morte contro la sua persona. Ma se anche l'intervista fosse leggermente differita, stare in mezzo alla strada all'aeroporto di Reggio Calabria dopo esservi giunto in aereo per un superpubblicizzato comizio,  non mi sembra un comportamento serio; mettere a rischio la propria vita e soprattutto quella degli uomini della scorta è cosa da irresponsabile, a meno che..... Ma è da un bel po' che in questa politica non ci vedo niente di serio... soprattutto nel (presunto) nuovo.

sabato 2 febbraio 2013

Le cazzate di Scopelliti


''Prima di tutto vorrei rivolgere un ringraziamento a Scilipoti per la sua presenza qui stamattina''. A dirlo e' stato il presidente della Regione Calabria e coordinatore del Pdl calabrese Giuseppe Scopelliti, concludendo la manifestazione durante la quale sono state presentate, a Lamezia Terme, le liste del Pdl di Camera e Senato in Calabria. ''Si sono inventati la presenza di Scilipoti - ha aggiunto Scopelliti riferendosi al centrosinistra - per nascondere cio' che hanno fatto loro. Minniti, ad esempio, non si puo' definire un calabrese, anzi. Invece di parlare di Scilipoti, si dovrebbe parlare di quelli che, eletti in Calabria, hanno tradito il loro mandato elettorale e, nonostante tutto, non sono stati neanche ricandidati dai rispettivi partiti''. Scopelliti ha anche criticato gli ''scienziati dell'antimafia'': ''Sui presunti personaggi dell'antimafia - ha sottolineato - la dichiarazione di Fini sulla mancata ricandidatura di qualche parlamentare apre uno spaccato inquietante''. (ANSA)

Tralascio il ringraziamento a Scilipoti, che prendo per quello che è: l'ennesima autosmentita in perfetto stile berlusconiano. Ma dire che qualcuno si è "inventato" la presenza di Scilipoti mi sembra troppo, a meno che non sia tutto un incubo. Analizziamo la seconda frase: "si dovrebbe parlare di quelli che, eletti in Calabria, hanno tradito il loro mandato elettorale e, nonostante tutto, non sono stati neanche ricandidati dai rispettivi partiti". Cioè: "si dovrebbe parlare di quelli che non sono stati ricandidati per avere tradito il loro mandato elettorale" andrebbe bene, ma è quel "nonostante tutto" che mi fa saltare la logica del discorso. Sembra un vero e proprio lapsus freudiano: Scopelliti inconsciamente afferma che nonostante siano stati infedeli, alcuni eletti in Calabria non sono stati ricandidati; ne vogliamo parlare? parliamone non come uno scandalo, ma come una bella novità, se veramente fosse accaduta! E poi, egregio governatore, lei ha proprio messo il dito sulla piaga: i cialtroni, traditori, voltagabbana, inquisiti, corrotti, falsi invalidi e collusi di puro sangue calabrese non ci mancano, perchè importarli dalle altre regioni? Se lei permette, vorremmo avere il piacere di candidarci ed eventualmente votarci i nostri, i calabresi D.O.P..
Noto che l'evidente stato di confusione mentale del governatore della Calabria non viene evidenziato dai media, e mi domando come si possa lasciare passare una dichiarazione del genere senza neanche tentare di fare la famosa "seconda domanda" di Luttazzi. Per chi non se la ricorda:
--In Italia mancano giornalisti che facciano la seconda domanda. Cosa intendo? Semplice: il giornalista intervista un politico, fa la sua domanda, il politico risponde. A questo punto il giornalista dovrebbe fare la seconda domanda: "scusi, ma lo sa che questa è una stronzata pazzesca!?" Invece la seconda domanda non viene mai fatta, in questo modo i politici sono lasciati liberi di dire tutte le cazzate che vogliono.-- (Daniele Luttazzi)

lunedì 21 gennaio 2013

Demetrio Arena e la gratitudine di Peppe Scopelliti

In tempi non sospetti ho avuto subito l'impressione che il candidato sindaco del PDL Demetrio Arena, aspirante successore del neogovernatore Giuseppe Scopelliti, non avesse un grande peso politico all'interno del suo partito. Mi ha dato l'idea dell'uomo buono per tutto, utile per assorbire i danni causati dal suo predecessore, e magari per rimettere a posto qualcosa (sembra che come tecnico sia in gamba). In attesa, forse, di tempi migliori per i veri pescecani del PDL. Mi sono definitivamente convinto quando ho visto la foto messa sul sito del comune in occasione della sua elezione. Foto che è rimasta per diverso tempo a festeggiare l'elezione del neosindaco. Peccato che nella foto il grafico si sia preoccupato di lasciare libero dalla scritta il volto del governatore, sensibilmente più alto del nuovo sindaco, a discapito proprio del vincitore (!!!) Demetrio Arena, che sembra il famoso cinese della barzelletta che riesce arrampicandosi a raggiungere il banco del bar per ordinare sette te e a cui il barista risponde: cucù!!! Allora ho scattato lo screenshot dell'immagine, proprio perchè mi ha veramente colpito. Le note vicissitudini relative alla gestione del Comune di Reggio Calabria contano poco, in questa mia considerazione. La città è stata in mano a gente che dovrà rispondere dei danni che ha causato, ma Demetrio Arena ha ben poche responsabilità, seppur gravi, se rapportate a quelle di chi ha gestito prima di lui. Si è fatto carico del peso immane di uno sfascio ingestibile, per alleggerire il suo capo lanciato verso altri più sostanziosi obiettivi. Adesso, per ringraziarlo per quanto fatto, il suo capo Giuseppe Scopelliti lo candida al senato, come è giusto che sia. Lo ha piazzato al settimo posto, dopo tutta una serie di personaggi evidentemente con più peso di lui: esattamente dopo Domenico Scilipoti, l'uomo che salvò il governo Berlusconi tradendo i suoi elettori dell'IDV. Evidentemente a parere di Peppe Scopelliti quello è il suo posto, evidentemente quello è il suo valore. Ma da uno che ha scaricato su una morta tutte le colpe del dissesto comunale, che ci si poteva aspettare?

giovedì 19 maggio 2011

Ha vinto il "modello Reggio!"

File di elettori al seggio elettorale- al centro, gli asini da legare dove vuole il padrone

“Ha vinto il modello Reggio!” il giorno dopo le elezioni comunali a Reggio Calabria, gli organi di stampa titolano più o meno così. Ed io sono d’accordo! Ha vinto il modello Reggio, quello che ha radici secolari, che ormai è consolidato in una città che per secoli ha subito occupazioni, assedi, invasioni, e quant’altro del genere. La maggioranza dei reggini, alle pressioni (propagandistiche e non) dei giorni della campagna elettorale hanno risposto con il classico detto: “ttacca ‘u sceccu aundi voli ‘u patruni” (lega l’asino dove vuole il padrone). Chi sia il padrone (anzi, i padroni) che questi reggini riconoscono come tale, è evidente dal risultato. Non mi riferisco al sindaco eletto, che è un personaggio nuovo per la politica reggina e che quindi non ha (fino a prova contraria) responsabilità dirette sullo stato attuale della città; vedremo a breve il suo reale spessore, quando da tecnico metterà le mani nella realtà del bilancio comunale, poiché non credo che abbia idea di quello che troverà. Comunque il suo slogan era “continuiamo insieme” e quindi, se il consenso è stato quello che è stato, dovrebbe voler dire che la maggioranza dei reggini vuole che Reggio continui sulla strada dell’amministrazione uscente. E invece, adesso riprenderanno a lamentarsi delle situazioni di degrado, delle tasse comunali esose e non corrisposte da servizi idonei (acqua, strade, spazzatura, etc. etc.), degli stipendi non pagati, delle fatture inevase, dei trasporti inefficienti…come hanno sempre fatto, d’altronde. Si presenteranno agguerriti alle iniziative di protesta che organizzerà l’opposizione, intraprenderanno azioni giudiziarie contro l’amministrazione comunale… tutto come prima, insomma. Reggio è sempre stata un’isola (in)felice rispetto al resto d’Italia, non ha mai deciso per se. C’è sempre stato chi  ha deciso per il popolo reggino, spesso facendolo illudere di essere artefice del proprio destino, ma in realtà manovrandolo subdolamente. È chiaro che per potere manovrare un popolo non è sufficiente volerlo, occorre che il soggetto sia disponibile ad essere manovrato; una cosa che a Reggio non è  mai mancata. Altri due detti caratteristici della nostra terra sono: “chiamu papà a cu mi runa  a mangiari” (chiamo papà chi mi dà da mangiare) e “cu a sira si curca cu me mamma, ‘a matina u chiamu papà” (la mattina chiamo papà a chi la sera va a letto con mia madre). Reggio “papà” del genere ne ha diversi, pubblici ed occulti, e i reggini li premiano votandoli (o votando chi è designato da loro) nel perfetto stile del “modello Reggio”.  Reggio Calabria terra di conquista, terra  disgraziata. Oh, per chi non lo avesse capito, naturalmente...io non mollo!!!!!!!!!

sabato 7 maggio 2011

Intervista a Massimo Canale, candidato Sindaco del centrosinistra a Reggio Calabria.

Massimo Canale
di Pasqualino  Placanica (per Costaviolaonline.it)

Abbiamo incontrato il candidato Sindaco del centrosinistra Massimo Canale e gli abbiamo rivolto alcune domande:
Qual e' il tratto distintivo della sua campagna elettorale?

La mia campagna elettorale e' iniziata esattamente un anno fa, come conseguenza alla mia consapevolezza del fatto che per costruire un’alternativa credibile all’attuale maggioranza che governa la  città da circa un decennio era necessario riallacciare un legame con i cittadini che la politica e il centrosinistra avevano interrotto. Così ho intrapreso il primo esperimento di democrazia partecipata che Reggio Calabria abbia conosciuto. “La migliore idea di Città è l’idea dei Cittadini” è stato il leit motiv di quest’anno. Il nostro programma non è stato redatto dai partiti in fumose segreterie bensì dai cittadini, attraverso forum tematici, mail, sito internet e social network. Abbiamo parlato di politiche giovanili, di trasporti e urbanistica, di arte, di musica e teatro, di pari opportunità, di politiche sociali. Ho girato per i quartieri della città e lo sto facendo tutt’ora, con il mio pulmino che ho voluto chiamare “il Pulmino del Cambiamento”, per raggiungere anche quelli che non hanno dimestichezza col web o che per motivi di lavoro o altro non possono essere presenti alle numerose iniziative; ma anche per conoscere meglio e a fondo la città che mi  candido ad amministrare, ed i reggini mi hanno accolto dovunque con interesse partecipandomi le loro esigenze e legittime aspettative.   I protagonisti, quindi, sono stati i reggini. Dal mio sito web è possibile a chiunque scaricare il programma che è composto da ben 40 pagine, articolato su varie tematiche. Leggendolo si può capire, al di là degli specifici argomenti, l’impegno e la cura che sono stati messi da tutti coloro che hanno partecipato alla stesura, che non sono pochi, mi creda.
Qual è l’idea di città proveniente dai cittadini?
Una città normale. Niente opere faraoniche, niente progetti sensazionalistici e dispendiosi, niente slogan pomposi vuoti di significato. I reggini vogliono una città pulita, efficiente, dove vengano garantiti i servizi alla persona, ai disabili, a chi soffre il disagio sociale, che intervenga nelle emergenze, che incentivi le risorse migliori. E poi c’è una grande sete di legalità, di trasparenza, di responsabilità, di rigore. Sono principi irrinunciabili della mia azione politica e sono il mio prioritario impegno per il futuro di questa città.
Quale sarà il suo primo atto ufficiale, qualora venisse eletto?
I reggini devono conoscere la verità. Credo che la prossima Amministrazione Comunale non possa più derogare ai principi di responsabilità e trasparenza amministrativa, specie nella gestione delle risorse pubbliche. Il bilancio comunale non è un affare privato. Il mio primo impegno sarà spiegare alla città la reale situazione delle casse comunali, capirne il debito e procedere al recupero delle risorse necessarie per poter amministrare la città partendo dalle priorità: le politiche sociali, i servizi minimi necessari e il pagamento delle spettanze nei confronti dei creditori.
Bicchiere mezzo pieno o mezzo vuoto?
Io guardo al futuro di questa città con profondo ottimismo, perché avverto una nuova consapevolezza tra la gente, specie tra i giovani. La gente ha voglia di contare, di farsi sentire e di partecipare. Questa ventata di cambiamento e di freschezza, ne sono sicuro, porterà i suoi frutti.

sabato 30 aprile 2011

Ndrangheta, Religione e Politica: Santa, Santeria e ..... Santineria

santini dentro una teca sul Corso Garibaldi (foto di Natale Zappalà)
La Santa o Società maggiore è un'organizzazione malavitosa, secondo le confessioni dei pentiti, nata a metà degli anni settanta in seno alla 'Ndrangheta. Chi fa parte di questa associazione viene chiamato santista, ed è uno degli ultimi gradi della gerarchia calabrese. I Santisti potevano essere massimo 33, ma col tempo ne furono accettati anche di più. Chi appartiene alla Santa può avere contatti con persone non affiliate e che hanno prestato giuramento ad altri corpi come: carabinieri, politici, magistratura e soprattutto con la massoneria.

La Santeria
(Santería secondo la grafia spagnola) nasce dal sincretismo di elementi della religione cattolica con altri della religione tradizionale yoruba, praticata dagli schiavi africani e dai loro discendenti a Cuba, in Brasile, Porto Rico, Repubblica Dominicana, Panama e anche in luoghi con molti immigrati latinoamericani negli Stati Uniti (come Florida, New York e California). I praticanti vengono chiamati "santeros".

La Santineria
è una pratica molto diffusa a Reggio Calabria durante le competizioni elettorali, classificata tra le abitudini moleste; consiste nel fare stampare migliaia di cartoncini e foglietti con il nome e la fotografia del candidato da pubblicizzare e il simbolo della lista di appartenenza e distribuirli a tappeto dappertutto a chiunque ed in ogni luogo possibile ed immaginabile, compresi i servizi igienici dei treni, le cassette della posta dei condomini, gli studi medici ed i saloni dei barbieri;  quelli che durante le campagne elettorali distribuiscono il santino a chiunque incontrano, anche se non lo conoscono (anzi se non lo conoscono è pure meglio), gratis (i più ingenui) dietro promesse  varie (i più ingenui dopo quelli precedenti) a pagamento (i più smaliziati) o per simpatia (i più…boh!) sono detti Santinisti e di solito la gente che li riconosce appena li vede cambia strada. Per essere Santinisti non è necessario essere maggiorenni, né conoscere personalmente il candidato soggetto del santino, nè addirittura risiedere nel collegio elettorale del candidato stesso. Può anche accadere che il Santinista si chiami Santino di nome, ciò non è ostativo al compito da svolgere.  Comunque si chiamino anagraficamente, i Santinisti spesso vengono chiamati anche scassac…. o rompipal... , o più educatamente scocciatore. Il Santinista usa abitualmente, al termine della giornata, sparpagliare per la strada o in posti aperti al pubblico il materiale che non è riuscito ad appioppare ai passanti e conoscenti, contribuendo in modo consistente a riempire di cartacce la città, oltre che a rompere le scatole ai cittadini.

venerdì 29 aprile 2011

Angiulinu e Don Limitri- parte seconda

 Secondo dialogo immaginario (ma non troppo).
-Pronto, Angiulinu?-
-Si, pronto, cu parra?-
-Angiulinu, ndon Limitri, sugnu!-
-Ah! ndon Limitri, chi si rici?..comu vai a campagna elettorali?-
-Dicimu puru chi non è chi mi stati iutandu, vui autri collaboratori!-
-Chi vuliti diri, ndon Limitri?-
-Ma mannaia...t'aviva dittu mu mi trovi un locali supra o Corsu Garibaldi mi iapru a segreteria politica...-
-Elettorale, dicistuvu mi scrivimu, non politica...('a differenza n'a capiscia, però!)-
-Elettorali, politica, cchiù chi segreteria mi trovasti un gabinettu; un palazzu megghiu cumbinatu non c'era? Ch'i teloni sutta e barcuni, strazzati puru, cu rischiu mi nci carunu cacini nta testa 'e me potenziali elettori?...E si unu si spacca cu 'u pava? Ieu NO!-
- Ndon Limitri, vulistuvu 'u locali supra o Corsu vicinu a Palazzu San Giorgio, chistu c'era disponibili e chistu pigghiai! Si vui vi ricordati all'urtimu, chi vuliti i mia?-
-Ma Angiulinu, a viristi a segreteria politica i chidd'atru?-
-Cui? L'avvocatu chi gira c'u pulminu?-
- Si, l'avvocatu, iddu m'interessa, l'autri mancu i viu! U palazzu avi a facciata nova, pulita; duna l'impressioni d'a pulizia, d'a trasparenza...ma senti, ddi teloni non si ponnu cacciari?-
-S'i cacciamu carunu cacini e cacchirunu si cciunca, e si si cciunca poi non vi vota, anzi vi manda i minditti!-
-Ma allura, n'e potimu fari mentiri azzurri, almeno sunnu du culuri du partitu?-
- N'o sacciu, ndon Limitri, aiu a viriri; ma na cosa a sacciu sicuru: pi sta vota comu iu, iu! Ma 'e prossimi elezioni, si vi portati truvativi a n'atru pill'immaggini, pirchì ieu i miracoli n'e  sacciu fari; a Riggiu a situazioni chista è: cari tuttu a pezzi, e vui vuliti  fari u sindacu  "della continuazione", perciò cuntinuati! 'U candidatu du cambiamentu è chidd'atru! Apoi vuliti cuntu i mia c'a mundizza vi cumbogghia i manifesti e chi vi  carunu i cacini rancoddu. Vi salutu, ndon Limitri!-

Traduzione in italiano dal dialetto reggino:
-Pronto, Angelino?-
-Si, pronto, chi parla?-
-Angelino, sono don Demetrio!-
-Ah! Don Demetrio, che si dice? Come va la campagna elettorale?-
-Diciamo pure che voi collaboratori non mi state aiutando!-
-Che volete dire, don Demetrio?-

-Ma mannaggia...ti avevo detto di trovarmi un locale sul Corso Garibaldi per aprire la segreteria politica...-
-...elettorale, avete detto di scrivere, non politica. (Ma la differenza non l'ho capita, però!)-
-Elettorale, politica, più che una segreteria mi hai trovato un gabinetto; un palazzo combinato meglio non c'era? Con i teloni sotto i balconi, strappati, pure. Con il rischio che cadano calcinacci sulla testa dei miei potenziali  elettori? E se uno si fa male chi lo paga? Io NO!-
-Don Demetrio, avete voluto un locale sul Corso Garibaldi, vicino palazzo san Giorgio; questo era disponibile, e questo ho preso! Se voi vi ricordate in ritardo, che volete da me?-
-Ma Angelino, hai visto la segreteria politica di quell'altro?-
-Chi, l'avvocato che gira col pulmino?-
-Si, l'avvocato, lui m'interessa, gli altri non li vedo neanche! Il palazzo ha la facciata nuova, pulita, da un'idea di pulizia, di trasparenza...ma senti, quei teloni non si possono togliere?-
-Se li togliamo, cadono i calcinacci e qualcuno si fa male; e se si fa male, poi non vi vota, anzi vi manda le maledizioni.-
-Ma allora non li possiamo  fare mettere azzurri, almeno sono del colore del partito?-
Non lo so, don Demetrio, devo informarmi; ma una cosa la so di sicuro: per stavolta, è andata com'è andata! Ma alle prossime elezioni, se vi candidate, trovatevi un altro responsabile per l'immagine, perchè io i miracoli non li so fare; a Reggio la situazione è questa. Cade tutto a pezzi, e voi volete fare il sindaco "della continuazione" quindi continuate! Il candidato del cambiamento è l'altro! E poi volete conto da me se la spazzatura vi seppellisce i manifesti e se vi cadono i calcinacci addosso. Vi saluto, don Demetrio!


venerdì 15 aprile 2011

Angiulinu e Don Limitri

 Dialogo immaginario (ma non troppo).

-Pronto, ndon Limitri?-
-Si, pronto! Cu è?-
-Ndon Limitri, ieu sugnu, Angiulinu!-
-Ah! Angiulinu... mi 'mpicciasti i manifesti?-
-Si, ndon Limitri, i chistu v'aviva a parrari...c'è un problema!-
-Chi problema c'è? Ti mmanca a colla?-
-No, viriti, c'esti u furgoncinu chi  mintia a Piazza Castellu, c'a vostra fotu, chi praticamenti ora è cumbogghiatu ra mundizza. Cacchi sdisonestu 'nci fici a fotografia e a misi supra internetti; ora sta fotografia  sta girandu e menza città sta rrirendu...e l'atra menza ciangi! Non sacciu chi mi  fazzu.-
-Mannaia!!!! Ma a cu spetti m'u cacci i  dda! E poi, propriu ammenzu a mundizza, ll'avivi a posteggiari?-
-Ndon Limitri, era l'unicu posteggiu gratuitu liberu 'nta piazza. Ch'i quattru sordi chi mi rati vuliuvu mi vi pavu puru u posteggiu? E comunque, quandu u posteggiai a mundizza non c'era; ora non è ch'è curpa mia s'i vostri amici n'a cogghiunu avi na settimana! U furgoncinu n'o pozzu cacciari i dda, pirchi non mi parti, è scassatu e nci voli u carru attrezzi. Non potiti viriri mi si cogghiunu dda mundizza? Vui siti u candidatu a sinducu ra maggioranza, minati puntati e facitila cacciari!-
-Ora viu...-
Dopo un quarto d'ora:
-Pronto, Angiulinu!-
-Si, ndon Limitri... a facistuvu cacciari, a mundizza?-
-Nciu' rissi, ma mi rrispundiru chi mu 'nzonnu, non hannu comu mi fannu. Avimu a truvari n'atra soluzioni!-
-Vardati, allora l'unica soluzioni chi  rresta è mi cumbogghiamu a vostra facci. Nci mentu nu bellu manifestu i pubblicità ri condizionatori d'aria, chi simu prossimi a 'stati, e cusì almenu limitamu i danni.-
-Si ma ieu u manifestu tu pavai, tu m'u cacci i dda e a genti n'o viri, e cu mi pava i danni a mia?-
-Ndon Limitri, sintiti a mia: è l'unica soluzioni! E poi, tuttu vui vuliti! A mundizza n'a voliti cacciari, u manifestu n'o vuliti cumbogghiari, i danni i vuliti pavati i mia....non è chi all'urtimu, vuliti puru a genti mi vi vota?-


Traduzione in italiano dal dialetto reggino:
-Pronto, don Demetrio-
-Si, pronto! chi è?-
-Don Demetrio, io sono, Angelino!-
-Ah! Angelino, li hai affissi i miei manifesti?-
-Si, don Demetrio, di questo vi volevo parlare...c'è un problema!-
-Che problema c'è? hai finito la colla?-
-No, vedete, c'è il furgoncino che ho posteggiato a Piazza Castello, con la vostra fotografia, che praticamente è sommerso dalla spazzatura. Qualcuno lo ha fotografato ed ha pubblicato la foto su internet, ed ora c'è mezza città che ride...mentre l'altra mezza piange! Non so che fare.-
-Mannaggia!! Ma a chi  aspetti a toglierlo da li? E poi, proprio in mezzo alla spazzatura lo dovevi posteggiare?-
-Don Demetrio, era l'unico posteggio gratuito libero in tutta la piazza. Con i quattro soldi che mi date non pretenderete che paghi anche il posteggio? E comunque quando l'ho posteggiato la spazzatura non c'era; non è certo colpa mia se i vostri amici non la raccolgono da una settimana! Il furgoncino non lo posso spostare, perchè è scassato, non parte e ci vuole il carro attrezzi. Non potete fare in modo che vengano a raccogliere la spazzatura? Voi siete il candidato a sindaco della maggioranza, battete i pugni sul tavolo e fatela togliere!-
-Adesso vedo cosa posso fare.-
Dopo un quarto d'ora:
-Pronto, Angelino!-
-Si, don Demetrio...l'avete fatta togliere, la spazzatura?
-Io gliel'ho detto, ma mi hanno risposto che me lo posso sognare, non hanno modo di farlo. Dobbiamo trovare un'altra soluzione.-
-Guardate, allora l'unica soluzione che resta è coprire il manifesto con la vostra immagine. Gli metto sopra un bel manifesto di pubblicità di condizionatori d'aria, che siamo vicini all'estate, e così limitiamo i danni.-
-Si, ma io il manifesto te l'ho pagato, tu lo togli e quindi la gente non lo vede, ed a me chi me li paga i danni?-
-Don Demetrio, sentite a me, è l'unica soluzione. E poi, tutto voi, pretendete! La spazzatura non la volete togliere, il manifesto non lo volete coprire, i danni li volete risarciti da me...non è che alla fine, pretendete anche che la gente vi voti?-





Continuiamo insieme? Meglio di no!

Piazza Castello- Centro Storico-Reggio Calabria
Proprio stamattina (15 aprile 2011) ho scattato la foto sopra, e le altre pubblicate in questo post. Quello che non sopporto assolutamente è sentirmi preso in giro. La città è sommersa dai rifiuti che non vengono raccolti ormai da giorni, per vari motivi che nessuno si preoccupa neanche di spiegare, ammesso che ci sia qualcosa da spiegare. L'amministrazione comunale in carica è latitante sul problema, ma il candidato a sindaco della maggioranza Demetrio Arena, con il suo sorrisetto accattivante ci invita a "guardare al futuro" ed a "continuare insieme".
A Sbarre, poi, nel mio quartiere, ho letto (sempre stamattina) questo avviso:
stanotte la società Leonia (quella che raccoglie, o almeno dovrebbe farlo, i rifiuti) effettuerà la "disinfestazione e derattizzazione". La derattizzazione si fa con le esche avvelenate, che dovrebbero essere "appetite" dai topi; dubito fortemente che i topi di Sbarre abbiano alcun bisogno di ingurgitare le esche della Leonia, visto che hanno solo l'imbarazzo della scelta, per i pasti.
Viale Europa-Quartiere Sbarre- Reggio Calabria



Piazza Castello-Centro storico- Reggio Calabria

domenica 20 febbraio 2011

Votate me perchè lui è peggio.

 
Egregio direttore, ho appena letto la nota dell’esponente nazionale dei Giovani Democratici Antonino Castorina, che viene subito dopo la notizia del rifiuto del PD e buona parte del centrosinistra ad affrontare le primarie per le elezioni comunali. “L’unità del centro sinistra… non si raggiunge esclusivamente con l’importante istituto delle primarie ma attraverso l’individuazione di una figura che tenga unita la coalizione, che intercetti quella grande fetta di elettorato deluso e amareggiato da una politica troppo distante dai problemi quotidiani. Il più grande alleato che il PD deve portare dalla sua parte sono quei milioni di voti che in questi anni si sono dispersi.” Pienamente d’accordo con lui; peccato però che poi, dopo quest’ottimo proclama, non trovi altro modo per concretizzare il concetto che ripetere per l’ennesima volta lo stesso errore fatto dal centrosinistra fino ad ora: attaccare  il candidato e le idee della coalizione opposta anziché pensare a valorizzare le proprie idee ed il proprio candidato. Come dire: lui è peggio di me! Con l’aggravante di non avere ancora un candidato da proporre a pochi giorni dalla competizione elettorale (sulle idee stendiamo un velo pietoso). O meglio, di non “voler avere” ancora un candidato e in più di non accettare la competizione con l’unico candidato del centrosinistra al momento in campo. Inoltre siamo ancora in attesa di idee solide, proclami a parte. Egli ritiene che il candidato ideale debba avere  due caratteristiche: deve essere una figura che tenga unita la coalizione e che intercetti quella grande fetta di elettorato deluso e amareggiato da una politica troppo distante dai problemi quotidiani. Ora, visto che sono senz’altro d’accordo con lui su questi due punti, mi domando qual’è delle due la caratteristica che manca a Massimo Canale oppure se addirittura mancano tutt’e due. Ce lo dice, il giovane Castorina, e logicamente ci spiega anche perché?

giovedì 18 novembre 2010

Se mi rivoterete ci sarà......

Ho ritrovato una brochure elettorale, relativa alle elezioni regionali calabresi del marzo 2010 (le ultime); riguarda uno dei candidati reggini più noti, più volte consigliere comunale, vicesindaco, addirittura sindaco facente funzioni a Reggio Calabria, e per finire assessore regionale uscente al bilancio ed ai trasporti: Demetrio Naccari Carlizzi, esponente di primo piano del Partito Democratico calabrese. Ve la propongo in questo video, spacchettata. I cittadini reggini e calabresi tutti sono perfettamente in grado di valutare l'esposizione delle "opere eseguite" nel corso dell'amministrazione Loiero su input dell'assessore Naccari. A scanso di equivoci, sottolineo che nella brochure, che inizia con la frase "contano i fatti", si lascia intendere che quanto descrittovi è già acquisito per merito del candidato. Spero che gli avversari politici dell'avvocato Naccari abbiano il buon gusto di non utilizzare il mio video per attaccarlo. Sarebbe bello votare per un candidato che si proponga ignorando gli avversari ed evidenziando la bontà delle sue intenzioni. Ma  attualmente in Italia i consensi si ottengono "abbassando" il valore della controparte politica, senza minimamente cercare di valorizzare se stessi. "Votate me perchè lui è peggio!" È anche vero che se quando si cerca di "valorizzarsi" i risultati sono quelli di questo video, forse.... siamo a mare!