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"passo la vita fuggendo dalla mia ignoranza"
NON CAPISCO...E NON MI ADEGUO!!!
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venerdì 10 giugno 2011

È impossibile per chiunque dissacrare i Bronzi.

Vorrei dire anch’io qualcosa sulla polemica aperta sullo spot dei Bronzi di Riace che promuovono (anzi, promuoverebbero, direi) la nostra regione. Il Presidente della regione Calabria  Giuseppe Scopelliti ha difeso l’iniziativa affermando tra l’altro che le polemiche lo hanno fatto ridere; naturalmente ognuno è libero di ridere di quello che vuole purché rispetti le persone. E infatti anche io ho riso perché ho pensato: “ma se uno vuole invogliare qualcuno ad andare a vedere qualcosa di bello, perchè glielo rappresenta  deformato, diverso dalla realtà in peggio?”  Certo, lo spot intenderebbe promuovere l’intera Calabria, non solo i Bronzi, ma se i testimonial sono brutti e fanno parte del prodotto offerto non si può  pretendere che chi vede lo spot si aspetti qualcosa di meglio dal resto, a meno che nello spot non si faccia vedere anche la realtà oppure a meno che in Calabria  non ci sia già venuto. Personalmente non mi piace, ma non perché non attiri l’attenzione, anzi. I Bronzi (quelli veri) sono bellissimi per almeno due motivi: l’eccezionale maestria dell’ignoto autore nella rappresentazione dei particolari, vene, tendini, muscoli: fissando le vene delle gambe si ha l’impressione di vedere scorrere il sangue. La posa scelta per entrambi, cito: “I Bronzi di Riace presentano una notevole elasticità muscolare essendo raffigurati nella posizione definita a chiasmo. In particolare il bronzo A appare più nervoso e vitale, mentre il bronzo B sembra più calmo e rilassato. Le statue trasmettono una notevole sensazione di potenza, dovuta soprattutto allo scatto delle braccia che si distanziano con vigore dal corpo.” Io ne aggiungo un altro: l’incredibile senso di dinamicità che danno le due statue, pur nella loro immobilità  assoluta. Ed è proprio questo il punto, anzi, i punti: i due orrendi sgorbi dello spot non hanno nemmeno una delle doti peculiari dei veri Bronzi. Sono logicamente deformati rispetto all’originale essendo una riproduzione computerizzata, non sono immobili ed addirittura giocano a pari e dispari e parlano; l’uomo nudo in movimento e visto di fronte di solito è ridicolo, “dicciamolo”; aggiungerei che uno dei due parla inopportunamente con una voce  molto simile a quella di un politico molto noto, che proprio per la sua voce e la sua cadenza viene spesso preso in giro. Non si  facciano paragoni  assurdi con pubblicità in cui sono  state utilizzate altre opere d’arte (la Gioconda, il David, la Statua  della Libertà); in quei casi gli spot promuovevano prodotti commerciali che invero poco c’entravano con i testimonial stessi. Chi ha parlato di Bronzi dissacrati  ha permesso che i difensori dell’iniziativa si aggrappassero ad esempi fuori luogo. È impossibile per chiunque dissacrare i veri Bronzi; ma se ne può dare una pessima idea a chi non li  ha mai visti…per esempio con uno spot del genere. Se poi, dopo avere attirato l’attenzione (questo si) neanche se ne approfitta per mostrare le bellezze naturali della nostra regione… In tutto lo spot solo tre immagini chiare di luoghi reali senza neanche indicazione, ed un duetto comico tra due brutte parodie delle più belle statue del mondo.

mercoledì 8 giugno 2011

4 SI "per quelli che passeranno"


Dicono che il tempo cambi le cose, 
ma in realtà le puoi cambiare solamente tu.  
(Andy Warhol)



lunedì 6 giugno 2011

Ciao Marcù!


Stamattina a Scalea (CS) è morto un ragazzo di 16 anni. Si è suicidato facendosi travolgere  da un treno, l'Eurostar 9371. Si chiamava Marco; non lo conoscevo, ma a modo suo era ferroviere come me: faceva parte del mondo ferroviario, in veste di appassionato, uno di quei ragazzi che vivono e si nutrono di locomotive e vetture ferroviarie, di scambi e binari.  Uno di quei ragazzi che spesso vedo sui marciapiedi delle stazioni intenti a fotografare tutto ciò che è ferrovia. Conosco alcuni suoi amici con cui condivideva la sua passione, che mi hanno informato dei particolari. Su Facebook, un suo amico lo saluta così:  
Un giorno, forse, ci rivedremo...magari a sbraitare sulle faccende delle nostre squadre calabresi o sul fatto che la nostra ferrovia è andata a rotoli...un giorno, forse, potrai anche spiegarmi il motivo per cui oggi hai deciso di farti inghiottire dal tuo mondo...ciao Marcù...
Quando c'è una morte sui binari, tutti gli addetti ai lavori ne vengono coinvolti emotivamente, anche se non conoscono la vittima. Ancora di più se la vittima è un collega. 

venerdì 3 giugno 2011

Berlusconi tocca il Re-Un gesto normale nel 2011

Durante la parata militare sui Fori Imperiali per la Festa della Repubblica del 2 giugno, Berlusconi ha toccato il re di Spagna ignorando la regola internazionale che prevede che re e regine non si possono toccare, a meno che non siano loro stessi a fare la prima mossa.  Dopo  il gesto Berlusconi è stato ripreso dal Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, che evidentemente invece ricordava bene la regola. Anche questa volta i media non hanno perso l'occasione per esaltare la gaffe del premier. Erano presenti i rappresentanti di 80 paesi, tra cui molti Capi di Stato e di governo, e la cerimonia è stata più fastosa in onore del 150° anniversario dell'Unità d'Italia. Certo, se il protocollo prevede che i re non si possono toccare, occorre rispettarlo, ma un'attenzione maggiore anche a certi aspetti delle celebrazioni non guasterebbe: per esempio, che ci azzecca, come direbbe il buon Tonino, la Festa della Repubblica con il 150° anniversario dell'Unità d'Italia? L'unità d'Italia è indiscutibilmente opera di un re, giusta o sbagliata che sia. Il discendente di quel re è stato cacciato dall'Italia mentre ne era re, per insediare la Repubblica. Adesso, nell'anniversario della Repubblica Italiana, si festeggia contemporaneamente l'opera di colui che è stato scacciato dall'Italia (nella persona del suo discendente) ad opera dei repubblicani. Direi che la cosa stona un po', a volere essere buoni. Ma vogliamo, una volta per tutte, cercare di essere meno ipocriti, in questo Bel Paese? E Berlusconi lasciamolo in pace, che ha fatto un gesto normale, da persona normale, almeno questa volta!

martedì 31 maggio 2011

Reggio Calabria: "dici chi sei e fai quello che vuoi".

Questo filmato documenta un episodio sconcertante avvenuto qualche giorno fa in autostrada a Reggio Calabria: sconcertante è il comportamento della signora, che viene bloccata mentre va controsenso in autostrada, ma ancora più sconcertante il fatto che la signora venga lasciata andare via alla guida del proprio mezzo come se niente fosse successo. Praticamente è stato lasciato libero un potenziale Kamikaze in autostrada, a rischio dell'incolumità sua e di tutti gli altri automobilisti. Presumendo che gli agenti conoscano il loro lavoro, rimane da pensare che hanno volutamente omesso di procedere nei confronti della signora; il perché spero che sarà accertato da chi di dovere. Nel filmato si vede come ad intervenire sono sia agenti del Corpo Forestale dello Stato che anche della Polizia di Stato....ma la parola Stato in questo caso è fuori luogo, andrebbe meglio "paese"...di Giufà!!!

mercoledì 25 maggio 2011

Onestà intellettuale e patrimonio immobiliare

 

Egregio Direttore, 
la tornata elettorale è finita e a Reggio tutti ci diamo da fare per ricavare dai risultati l’interpretazione giusta; come è nostro stile, ci dilettiamo a cose fatte a valutare (col senno di poi) cos’è, cos’è stato, e come avrebbe potuto essere. E anche io, da buon reggino standard, intendo esternare qualche mia riflessione. Prendo spunto dalla lettera pubblicata nella rubrica “lettere a strill”, a titolo ”Onesto che Arena riconosca Reggio impantanata e avvitata su sè stessa”. Io leggo sempre le lettere della rubrica, ma quel titolo mi ha attirato se possibile ancora di più, come una calamita! Ho iniziato a leggere sperando di trovare una lettera ironica, oppure di scoprire che c’era un errore, che il titolo non corrispondeva al testo della lettera…e invece, nel testo ho trovato riconfermato il concetto: “Che Reggio si trovi impantanata e avvitata su se stessa, è chiaro a tutti coloro che l’amano e la rispettano davvero. Negarlo sarebbe puerile ed ignorante. Che il neo sindaco l’ammetta è segno di straordinaria onestà intellettuale, peraltro riconosciutagli.” Forse mi è sfuggito qualcosa: ma il neo Sindaco non è la stessa persona che era candidata alla carica con la coalizione di centrodestra? Non è quel Demetrio Arena che ha fatto di …”continuiamo insieme”…il suo motto elettorale? Non rappresenta quella coalizione che ha sempre asserito che i conti del comune sono a posto e che non ci sono problemi economici, ed ha fatto una campagna elettorale sbandierando risultati strabilianti e buona amministrazione? Trovo offensivo per la mia intelligenza attribuire ad Arena “straordinaria onestà intellettuale” da Sindaco eletto, quando lui e la sua coalizione durante la campagna elettorale non hanno fatto altro che dire il contrario. Oppure, se proprio vogliamo farlo, allora dobbiamo anche attribuirgli l’esatto contrario per il periodo pre-elettorale. Possibile che non ci si renda conto che siamo stati presi in giro per l’ennesima volta? Il neo eletto Sindaco, seppur con argomentazioni acrobatiche ha ammesso che i conti della città sono in sofferenza al punto tale da rendere necessaria la messa in vendita del patrimonio immobiliare del comune; tutto questo sfascio è avvenuto durante i due giorni delle votazioni? Due giorni prima era tutto a posto, due giorni dopo siamo nei guai? - Sulla vendita del patrimonio immobiliare rammento un tentativo di risanare i conti del comune intrapreso nei primi anni 90 dall’allora commissario prefettizio D’Aloiso, che con superficialità dettata credo da fastidio per l’incarico ricevuto mise sul mercato alloggi comunali senza alcuna tutela per gli affittuari degli stessi; con il risultato che molte famiglie corsero il rischio di rimanere in mezzo ad una strada non avendo denaro disponibile e non potendo ottenere alcun tipo di finanziamento dalle banche. Per fortuna, prima che si consolidasse il disastro il prefetto D’Aloiso lasciò il posto ad un certo Italo Falcomatà (non so se il nome dice qualcosa, a proposito di onestà intellettuale e non solo) che con la sua giunta riuscì a ricomporre i pezzi del disastro che stava per avvenire. Adesso che la crisi ha reso ancora più povere le famiglie e la disponibilità economica è praticamente pari a zero, necessita un progetto serio che preveda la tutela assoluta degli aventi diritto, sia per quanto riguarda la prelazione che per l’accesso al credito finalizzato all’acquisto dell’immobile. Per quanto riguarda invece altri tipi d’immobili (palazzi di pregio, terreni, strutture varie), ebbene attualmente il mercato è in crisi e i prezzi di vendita sono praticamente stracciati, vendere adesso sarebbe equivalente a svendere. Certo, se ve n’è la necessità reale tutto può essere una soluzione, ma su questa cosa mi viene in mente qualche titolo di giornale non tanto lontano nel tempo, anzi direi attuale, quando a seguito di un’inchiesta giudiziaria venne fuori che qualcuno era riuscito ad acquisire illegalmente un grandissimo numero di immobili in città e si apprestava ad acquisirne altri; i titoli erano più o meno tutti dello stesso tenore: “si stavano comprando la città!”. Adesso non vorrei che si stesse per ripetere la medesima situazione, considerato il fatto che sappiamo tutti qual è l’ente occulto che gestisce la maggior parte del denaro che circola in questa città; nonostante arresti e condanne a ripetizione, la guerra contro la  ndrangheta non è assolutamente finita. Se il neo Sindaco Arena vorrà dimostrare le sue buone doti di amministratore, di queste cose dovrà tenere conto. Per adesso non ha dimostrato proprio niente, rappresenta solo la continuazione di quello che adesso dice di volere sanare, anche se non ne ha alcuna colpa diretta.

Pasqualino Placanica

martedì 24 maggio 2011

ARMATO DI PAROLA

Stamattina ho ricevuto una email da Flavio Stasi, calabrese, attivista in prima fila contro le centrali a carbone; la premessa era questa: --"Invio questo scritto, uscito nei giorni scorsi sulle pagine di un quotidiano regionale, a redazioni, giornalisti, compagni di una o di dieci battaglie, amici. Lo faccio con lo spirito che è nello scritto stesso, quello di condividere una paura per essere più forte, ma soprattutto di sollevare un problema e di stimolare un ragionamento ed un moto di coraggio in una terra di troppi silenzi"-- Non credo che ci sia bisogno di ulteriori parole...leggete il post...e se credete e ne avete la possibilità, diffondetene il testo:
 
"Erano lì, sedute comodamente a tavola in una pizzeria nei pressi dell'Università, le bestie che una settimana fa mi hanno massacrato per strada senza motivo, in tre. I delicatoni ordinavano un'insalata, ben pettinati, curati, uno di loro di certo lampadato. Io ho il naso fratturato, me lo hanno rotto con pugni e gomitate, e da poco ho rimosso i punti all'arcata sopraccigliare. Mi trovavo lì solo per prendere una pizza da portar via. Dopo avermi visto ed aver sussurrato qualcosa sottovoce tra loro, ghignando, il lampadato si è alzato venendo fuori, nei pressi del forno a legna dove stavo aspettando la mia pizza. Lentamente mi è passato vicino, ha dato un'occhiata fuori dalla pizzeria, dove era parcheggiata la mia macchina, come a dirmi che la stava tenendo d'occhio, dopo di che è tornato al tavolo. 
Li ho denunciati, sono stati identificati, e credo che non abbiano apprezzato granché la cosa. Di ritorno a casa, tra rabbia e paura, mi sono chiesto se è ancora il caso di restare qui, vivendo fianco a fianco con questi guappetti da quattro soldi ma talmente vigliacchi da poter fare qualsiasi cosa se solo hanno la certezza di poter vincere facilmente o di poter scappare al momento giusto. 
 Funziona così: ti massacrano e tu passi i giorni seguenti tra ospedali e caserme, a lavare il sangue dalla macchina, a tranquillizzare chi ti sta vicino mentre allo specchio tranquillizzi te stesso. Loro nel frattempo vanno dall'estetista, spacciano coca e mangiano insalate. 
Non c'è una volante a proteggerti in ogni luogo. Gli angoli deserti e bui nelle città ad immagine di questa società, fatte di lustri in centro e giungle in periferia, sono tanti. Ricordo che ci abbiamo provato, tempo fa, a spiegare che non servono le telecamere e gli eserciti per garantire sicurezza, ma servono luoghi vivi e sociali, colmi di discussioni e di vigili occhi umani, non di inutili occhi elettronici nel deserto. Ricordo che parlavamo proprio del luogo in cui sono stato picchiato per una ventina di minuti, senza che passasse nessuno per aiutarmi in qualche modo. Ricordo che lo abbiamo fatto invano. 
Io non ho il denaro per permettermi una scorta, figuriamoci, e neanche una porta blindata. Non ho il porto d'armi per autodifesa e dovrei comunque essere davvero incazzato per sparare a qualcuno. 
 E allora ti dici: quasi quasi me ne vado, per paura o per quieto vivere. Hanno vinto, perché non sei stato il primo, e non sarai l'ultimo, e sulle piccole vigliaccherie impunite, le violenze di strada, le sopraffazioni di quartiere e le conseguenti paure ed omertà, si costruiscono le grandi mafie e questa società di sudditi e sovrani. 
Allora non me ne vado più. Mi armo di parola. Non conosco nomi e cognomi, ed in verità non voglio conoscerli. So che i vili sanno di esserlo, e dovranno guardarsi allo specchio per quello che sono, e saranno riconosciuti e derisi per quello che sono. Non parlo solo di quei tre, ma di tutti quelli come loro. 
Si aggirano per le città come saprofagi, ma a differenza di questi non hanno nè un'utilità naturale nè una dignità sociale. Io non mi credo né Falcone né Impastato, non state leggendo "l'Idea Socialista", anche perché non ho a che fare con Rina e Badalamenti, ma con poveretti che la società ha trasformato in aspiranti tronisti con troppi film di Tomas Milian alle spalle. E del resto se potessi scegliere, non li metterei in galera, mi basterebbe che si guardassero allo specchio schifati.
Tanta gente in questi giorni, per strada o nei negozi, mi confessa la propria disavventura, esperienza diretta o da genitori, fratelli, amici, quasi come se solo chi ha vissuto qualcosa di simile avesse la pazienza di ascoltare. La mia gente, che avrebbe dovuto avere uno sguardo rabbioso e determinato nei confronti di chi deturpa e condanna con la propria bassezza la nostra terra, che amo più di ogni altra cosa, invece mi guarda con occhi rassegnati e compatenti. No, non me ne vado più. In pizzeria sono passato quasi tre ore fa, due ore fa mi sentivo debole, mentre ora, pur avendo letto solo io ciò che ho scritto, mi sento forte e circondato da miei simili. Allora a voi tre ed a tutti quelli come voi, dico: venite a massacrarmi ora, anche in dieci contro uno. Potete spaccarmi tutte le ossa, potete sfigurare il mio volto e sfasciare la mia auto, potete accoltellarmi o spararmi, ma non farete neanche un graffio a quello che ho scritto, a quello che penso, e resterete comunque delle ignobili bestie senza dignità. A tutti gli altri, alla mia gente, imploro di non avere paura, di non restare in silenzio nei confronti delle ingiustizie e delle violenze, di avere il coraggio di vivere liberi, di essere Uomini. 
 


 

Flavio Stasi
video


sabato 21 maggio 2011

RE-EVOLUCION!


Noi italiani siamo un popolo in ritardo: tutto il mondo si sta muovendo e noi siamo fermi. La protesta è ormai in Europa.

Il manifesto de "Los Indignados"- Vera democrazia subito. (Spagna)

Noi siamo gente comune. Siamo come te: gente che si alza ogni mattina per studiare, per lavorare o per trovare lavoro, gente che ha famiglia e amici. Gente che lavora duramente ogni giorno per vivere e dare un futuro migliore a chi ci circonda.
Alcuni di noi si considerano più progressisti, altri più conservatori. Alcuni credenti, altri no. Alcuni di noi hanno un’ideologia ben definita, alcuni si definiscono apolitici… Ma tutti siamo preoccupati e indignati per il panorama politico, economico e sociale che vediamo intorno a noi. Per la corruzione di politici, imprenditori, banchieri … Per il senso di impotenza del cittadino comune. Questa situazione fa male a tutti noi ogni giorno. Ma se tutti ci uniamo, possiamo cambiarla. È tempo di muoversi, è ora costruire insieme una società migliore. Perciò sosteniamo fermamente quanto segue: 
Le priorità di qualsiasi società avanzata devono essere l’uguaglianza, il progresso, la solidarietà, la libertà di accesso alla cultura, la sostenibilità ecologica e lo sviluppo, il benessere e la felicità delle persone.
Ci sono diritti fondamentali che dovrebbero essere al sicuro in queste società: il diritto alla casa, al lavoro, alla cultura, alla salute, all’istruzione, alla partecipazione politica, al libero sviluppo personale, e il diritto di consumare i beni necessari a una vita sana e felice.
L’attuale funzionamento del nostro sistema economico e di governo non riesce ad affrontare queste priorità e costituisce un ostacolo al progresso dell’umanità.
La democrazia parte dal popolo (demos = popolo, cràtos = potere) in modo che il potere debba essere del popolo. Tuttavia in questo paese la maggior parte della classe politica nemmeno ci ascolta. Le sue funzioni dovrebbero consistere nel portare la nostra voce alle istituzioni, facilitando la partecipazione politica dei cittadini attraverso canali diretti e procurando i maggiori benefici alla società in generale, non per arricchirsi e prosperare a nostre spese, mentre si dà cura solo dei dettami dei grandi poteri economici e si aggrappa al potere attraverso una dittatura partitocratica capeggiata dalle inamovibili sigle del partito unico bipartitico del PPSOE. 
L’ansia e l’accumulazione di potere in poche mani crea disuguaglianza, tensione e ingiustizia, il che porta alla violenza, che noi respingiamo. L’obsoleto e innaturale modello economico vigente blocca la macchina sociale in una spirale che si consuma in se stessa arricchendo i pochi e precipitando nella povertà e nella scarsità il resto. Fino al crollo. La volontà e lo scopo del sistema è l’accumulazione del denaro, che ha la precedenza sull’efficienza e il benessere della società. Sprecando intanto le risorse, distruggendo il pianeta, creando disoccupazione e consumatori infelici.
I cittadini fanno parte dell’ingranaggio di una macchina destinata ad arricchire una minoranza che non sa nulla dei nostri bisogni. Siamo anonimi, ma senza di noi tutto questo non esisterebbe, perché noi muoviamo il mondo.
Se come società impariamo a non affidare il nostro futuro a un’astratta redditività economica che non si converte mai in un vantaggio della maggioranza, saremo in grado di eliminare gli abusi e le carenze di cui tutti soffriamo.
È necessaria una Rivoluzione Etica. Abbiamo messo il denaro al di sopra dell’Essere umano mentre dovremo metterlo al nostro servizio. Siamo persone, non prodotti sul mercato. Io non sono solo quel che compro, perché lo compro e a chi lo compro.
Per tutto quanto sopra, io sono indignato.
Credo di poterlo cambiare.
Credo di poter aiutare.
So che insieme possiamo.
Esci con noi. È un tuo diritto.
Rs

venerdì 20 maggio 2011

A proposito di acqua pubblica...


Da martedì scorso, 17 maggio 2011,  a causa delle restrizioni all’erogazione di acqua potabile posta in essere dalla Sorical, i rubinetti dei cittadini del comune di San Lorenzo  (Reggio Calabria) sono a secco. Le responsabilità sarebbero da addebitare all’amministrazione comunale, anche se mi riesce difficile accettare il fatto che in un paese civile si possa interrompere la fornitura di acqua potabile alla popolazione,quale che sia il motivo, e men che meno per mancato pagamento delle bollette da parte del comune, visto che i cittadini corrispondono  regolarmente le quote dovute, e qualora non lo facciano subiscono  le sanzioni previste dalle vigenti leggi.  I cittadini sono sul piede di guerra e sulla rete fioriscono video in cui gli abitanti del comune minacciano proteste clamorose.  La rabbia dei cittadini, già di per se ampiamente giustificata dall’assenza di acqua, è in più motivata dalla latitanza dell’amministrazione comunale sulla materia. Sembra che il due maggio scorso la Sorical abbia inviato al comune di San Lorenzo una lettera avente ad oggetto la diffida ad adempiere al pagamento dei corrispettivi della fornitura di acqua potabile, con avviso che in caso di mancato riscontro entro il termine di 15 giorni (il pagamento di una somma superiore a 600.000 euro oltre interessi), la fornitura sarebbe stata ridotta drasticamente alla data del 17 maggio alle ore 8,00 (fonte www.laurentianum.net). In effetti così è stato, e la cittadinanza, quindi ne fa carico all’amministrazione comunale sia per la carenza idrica, che per il mancato  preavviso, che viene ritenuto dovuto a negligenza, o addirittura malafede. A questo link un servizio realizzato dagli amici del blog saltolavecchia.com, e sotto un'intervista ad un amministratore comunale, che evidentemente non sa che...pesci prendere! Un esempio utile per riflettere su uno dei temi più attuali: la privatizzazione dell'acqua, ricordando che il 12 e 13 giugno si terranno quattro referendum di cui due riguardano proprio questo argomento. L'acqua è un bene comune, non può essere privatizzata!


giovedì 19 maggio 2011

Ha vinto il "modello Reggio!"

File di elettori al seggio elettorale- al centro, gli asini da legare dove vuole il padrone

“Ha vinto il modello Reggio!” il giorno dopo le elezioni comunali a Reggio Calabria, gli organi di stampa titolano più o meno così. Ed io sono d’accordo! Ha vinto il modello Reggio, quello che ha radici secolari, che ormai è consolidato in una città che per secoli ha subito occupazioni, assedi, invasioni, e quant’altro del genere. La maggioranza dei reggini, alle pressioni (propagandistiche e non) dei giorni della campagna elettorale hanno risposto con il classico detto: “ttacca ‘u sceccu aundi voli ‘u patruni” (lega l’asino dove vuole il padrone). Chi sia il padrone (anzi, i padroni) che questi reggini riconoscono come tale, è evidente dal risultato. Non mi riferisco al sindaco eletto, che è un personaggio nuovo per la politica reggina e che quindi non ha (fino a prova contraria) responsabilità dirette sullo stato attuale della città; vedremo a breve il suo reale spessore, quando da tecnico metterà le mani nella realtà del bilancio comunale, poiché non credo che abbia idea di quello che troverà. Comunque il suo slogan era “continuiamo insieme” e quindi, se il consenso è stato quello che è stato, dovrebbe voler dire che la maggioranza dei reggini vuole che Reggio continui sulla strada dell’amministrazione uscente. E invece, adesso riprenderanno a lamentarsi delle situazioni di degrado, delle tasse comunali esose e non corrisposte da servizi idonei (acqua, strade, spazzatura, etc. etc.), degli stipendi non pagati, delle fatture inevase, dei trasporti inefficienti…come hanno sempre fatto, d’altronde. Si presenteranno agguerriti alle iniziative di protesta che organizzerà l’opposizione, intraprenderanno azioni giudiziarie contro l’amministrazione comunale… tutto come prima, insomma. Reggio è sempre stata un’isola (in)felice rispetto al resto d’Italia, non ha mai deciso per se. C’è sempre stato chi  ha deciso per il popolo reggino, spesso facendolo illudere di essere artefice del proprio destino, ma in realtà manovrandolo subdolamente. È chiaro che per potere manovrare un popolo non è sufficiente volerlo, occorre che il soggetto sia disponibile ad essere manovrato; una cosa che a Reggio non è  mai mancata. Altri due detti caratteristici della nostra terra sono: “chiamu papà a cu mi runa  a mangiari” (chiamo papà chi mi dà da mangiare) e “cu a sira si curca cu me mamma, ‘a matina u chiamu papà” (la mattina chiamo papà a chi la sera va a letto con mia madre). Reggio “papà” del genere ne ha diversi, pubblici ed occulti, e i reggini li premiano votandoli (o votando chi è designato da loro) nel perfetto stile del “modello Reggio”.  Reggio Calabria terra di conquista, terra  disgraziata. Oh, per chi non lo avesse capito, naturalmente...io non mollo!!!!!!!!!

sabato 7 maggio 2011

La pedopornografia è un reato. Senza se e senza ma!

Ho letto da poco l’articolo “La pedopornografia non è reato. Anche se lo è” a firma Annalisa Chirico, pubblicato su “The Frontpage”, sito web di informazione politica. La giovane dottoressa (classe 1986, laurea in scienze politiche “cum laude”, master, laurea magistrale e titoli vari evidentemente conseguiti a tempo di record, almeno a quanto risulta dal curriculum sul suo sito web) entra nel merito delle dichiarazioni del sociologo Antonio Marziale, presidente dell’Osservatorio sui diritti dei minori, rilasciate in occasione della “giornata nazionale contro la pedofilia”. Marziale ha affermato che…“chi consuma immagini pedopornografiche si rende moralmente complice di quanti abusano sessualmente dei bambini ”. La dottoressa Chirico non è d'accordo, e ne spiega il perché nel suo articolo; raramente ho letto un testo così arrogante, farcito di “presunte certezze” assurde. Il tono stesso con cui è scritto non lascerebbe spazio a dialogo sull’argomento ad eventuali interlocutori, e onestamente, penso che ribattere ad una teoria esposta in modo tale non sarebbe proprio il caso se non fosse per l’argomento base da cui scaturisce. La pedofilia. Non la pedopornografia, come sembrerebbe, che è una conseguenza della pedofilia. Di pedofilia (purtroppo) si deve parlare sempre, il più possibile. …”Va da sé che chi fa sesso con un’altra persona senza il suo consenso (minore o maggiore che sia!) oppure commette altre forme di violenza, è un criminale e va punito. Chi invece guarda un video pornografico raffigurante minori, non reca danno a nessuno. Ciò è difficilmente contestabile”….afferma la dottoressa Chirico. Difficilmente contestabile? È chiaro che a chi porta avanti concetti così estremi non ha senso fare discorsi del tipo…”e se nel video ci fosse tuo figlio o tua figlia?”... Vedrò quindi di argomentare con lo stesso metodo  (ma non con la stessa logica) della dottoressa Chirico. Qualsiasi tipo di pornografia esiste perché c’è gente che ha interesse ad approvvigionarsi di materiale multimediale o cartaceo del genere. È palese, quindi, che se non ci fossero i pedofili acquirenti/utilizzatori la pedopornografia non esisterebbe. O sarebbe ad uso e consumo privato del produttore stesso, nel qual caso il reato principale sarebbe la violenza vera e propria. Invece il produttore di solito diffonde il video o le fotografie scambiandole con altri prodotti del genere, oppure in cambio di denaro. Incontestabile quindi è senz’altro l’esistenza di responsabilità morale di chi richiede e consuma un prodotto simile. …“In Italia il mero possesso di materiale pedopornografico è severamente vietato dalla legge. Qual è stato il risultato? Che come sulle droghe, per esempio, il proibizionismo ha di fatto alimentato un mercato condannandolo alla clandestinità (e, dunque, all’assenza di regole).”… continua la dottoressa, prendendo fischi per fiaschi paragonando chi usa la droga con chi usa il materiale pedopornografico; proviamo ad individuare gli attori nei due casi: chi vende droga è paragonabile a chi mette in commercio pedopornografia; il problema viene fuori quando si tratta di analizzare la merce: mentre la droga si ottiene con la manipolazione di piante o sostanze chimiche, il materiale pedopornografico si ottiene con lo sfruttamento di uno o più esseri umani minorenni, in molti casi bambini di pochi anni. Direi che  c’è un’enorme differenza, che anche la legge italiana riconosce ammettendo l’uso personale di droga (è un fatto privato tra il drogato e la droga, non ci sono altri esseri umani di mezzo, consenzienti o no); sarei curioso di sapere quali sarebbero le "regole" che la dottoressa Chirico vorrebbe mettere nel suo (da lei) auspicato mercato legale della pedopornografia. Nell'affannata ricerca di argomenti per potere finire di scrivere il post si avventura poi in un ragionamento oltre che illogico basato su cavilli degni dell’ipotetico avvocato di Adolf  Hitler o di qualche altro criminale indifendibile. …”Il reato esiste se c’è una vittima, se a qualcuno viene procurato un danno…. non possiamo non renderci conto che la vittima non c’è…per le stesse ragioni per cui il “reato” di immigrazione clandestina è un falso giuridico, ugualmente il reato di pedopornografia non esiste (????questa poi..)…Va pure precisato, a margine, che non sempre il materiale pedopornografico ritrae violenze sessuali. Il fatto che il soggetto abbia meno di diciotto anni, non implica che manchi il suo consenso. Quando il consenso manca, c’è il reato. Senza se e senza ma. …una legge dello Stato non dovrebbe costruirci sopra un reato. In Italia, invece, è proprio reato, sebbene i dati forniti dal Censis dicano che il 90% delle violenze sessuali si consuma all’interno delle famiglie; l’8% degli abusi proviene dalle cosiddette figure di riferimento (l’insegnante o il prete dell’oratorio…) e il restante 2% da persone sconosciute. Allora, chi ha a cuore il bene dei bambini e vuole proteggerli dalle mani invadenti di un adulto, non dovrebbe concentrarsi sul contesto familiare piuttosto che su quel due percento?... Eh no! Cara dottoressa, chi ha a cuore il bene dei bambini deve concentrarsi su TUTTO IL 100%, non …“piuttosto che”; questo si, senza se e senza ma!...Complimenti, comunque! Più o meno le argomentazioni che userebbe in tribunale un avvocato senza scrupoli a difesa di un pedofilo accusato di detenzione di materiale pedopornografico.

Intervista a Massimo Canale, candidato Sindaco del centrosinistra a Reggio Calabria.

Massimo Canale
di Pasqualino  Placanica (per Costaviolaonline.it)

Abbiamo incontrato il candidato Sindaco del centrosinistra Massimo Canale e gli abbiamo rivolto alcune domande:
Qual e' il tratto distintivo della sua campagna elettorale?

La mia campagna elettorale e' iniziata esattamente un anno fa, come conseguenza alla mia consapevolezza del fatto che per costruire un’alternativa credibile all’attuale maggioranza che governa la  città da circa un decennio era necessario riallacciare un legame con i cittadini che la politica e il centrosinistra avevano interrotto. Così ho intrapreso il primo esperimento di democrazia partecipata che Reggio Calabria abbia conosciuto. “La migliore idea di Città è l’idea dei Cittadini” è stato il leit motiv di quest’anno. Il nostro programma non è stato redatto dai partiti in fumose segreterie bensì dai cittadini, attraverso forum tematici, mail, sito internet e social network. Abbiamo parlato di politiche giovanili, di trasporti e urbanistica, di arte, di musica e teatro, di pari opportunità, di politiche sociali. Ho girato per i quartieri della città e lo sto facendo tutt’ora, con il mio pulmino che ho voluto chiamare “il Pulmino del Cambiamento”, per raggiungere anche quelli che non hanno dimestichezza col web o che per motivi di lavoro o altro non possono essere presenti alle numerose iniziative; ma anche per conoscere meglio e a fondo la città che mi  candido ad amministrare, ed i reggini mi hanno accolto dovunque con interesse partecipandomi le loro esigenze e legittime aspettative.   I protagonisti, quindi, sono stati i reggini. Dal mio sito web è possibile a chiunque scaricare il programma che è composto da ben 40 pagine, articolato su varie tematiche. Leggendolo si può capire, al di là degli specifici argomenti, l’impegno e la cura che sono stati messi da tutti coloro che hanno partecipato alla stesura, che non sono pochi, mi creda.
Qual è l’idea di città proveniente dai cittadini?
Una città normale. Niente opere faraoniche, niente progetti sensazionalistici e dispendiosi, niente slogan pomposi vuoti di significato. I reggini vogliono una città pulita, efficiente, dove vengano garantiti i servizi alla persona, ai disabili, a chi soffre il disagio sociale, che intervenga nelle emergenze, che incentivi le risorse migliori. E poi c’è una grande sete di legalità, di trasparenza, di responsabilità, di rigore. Sono principi irrinunciabili della mia azione politica e sono il mio prioritario impegno per il futuro di questa città.
Quale sarà il suo primo atto ufficiale, qualora venisse eletto?
I reggini devono conoscere la verità. Credo che la prossima Amministrazione Comunale non possa più derogare ai principi di responsabilità e trasparenza amministrativa, specie nella gestione delle risorse pubbliche. Il bilancio comunale non è un affare privato. Il mio primo impegno sarà spiegare alla città la reale situazione delle casse comunali, capirne il debito e procedere al recupero delle risorse necessarie per poter amministrare la città partendo dalle priorità: le politiche sociali, i servizi minimi necessari e il pagamento delle spettanze nei confronti dei creditori.
Bicchiere mezzo pieno o mezzo vuoto?
Io guardo al futuro di questa città con profondo ottimismo, perché avverto una nuova consapevolezza tra la gente, specie tra i giovani. La gente ha voglia di contare, di farsi sentire e di partecipare. Questa ventata di cambiamento e di freschezza, ne sono sicuro, porterà i suoi frutti.

lunedì 2 maggio 2011

Osama Bin Laden "fulminato" dal Beato Karol?

«L'eliminazione da parte delle forze Usa dello sceicco del terrore Bin Laden all'indomani della beatificazione di Giovanni Paolo II può essere letta come un nuovo enorme miracolo per il mondo regalato dal Papa più amato che tanto tuonò contro la rete del terrore» (Biancofiore, Pdl).
Bene! Adesso, grazie alla parlamentare del PDL Michaela Biancofiore sappiamo che il tanto atteso nuovo miracolo provato scientificamente del Beato Karol è già  stato fatto. Basterà la prova del DNA, che certifichi che il cadavere è proprio quello del capo di Al Qaeda, per proclamare santo Giovanni Paolo Secondo. Il quinto comandamento, "non uccidere"? Che volete che sia, un particolare trascurabile, per una chiesa che ha fatto trucidare in nome della fede centinaia di migliaia di esseri umani nel corso dei secoli....Con buona pace di Barak Obama, che crede di avere il merito dell'impresa.

Drogato di curiosità-da Agoghé

il post è su Agoghé, Blog apolitico e aconfessionale che valorizza la libera e inalienabile voglia di scrivere dei più giovani...ma anche dei vecchi come me!

sabato 30 aprile 2011

Ndrangheta, Religione e Politica: Santa, Santeria e ..... Santineria

santini dentro una teca sul Corso Garibaldi (foto di Natale Zappalà)
La Santa o Società maggiore è un'organizzazione malavitosa, secondo le confessioni dei pentiti, nata a metà degli anni settanta in seno alla 'Ndrangheta. Chi fa parte di questa associazione viene chiamato santista, ed è uno degli ultimi gradi della gerarchia calabrese. I Santisti potevano essere massimo 33, ma col tempo ne furono accettati anche di più. Chi appartiene alla Santa può avere contatti con persone non affiliate e che hanno prestato giuramento ad altri corpi come: carabinieri, politici, magistratura e soprattutto con la massoneria.

La Santeria
(Santería secondo la grafia spagnola) nasce dal sincretismo di elementi della religione cattolica con altri della religione tradizionale yoruba, praticata dagli schiavi africani e dai loro discendenti a Cuba, in Brasile, Porto Rico, Repubblica Dominicana, Panama e anche in luoghi con molti immigrati latinoamericani negli Stati Uniti (come Florida, New York e California). I praticanti vengono chiamati "santeros".

La Santineria
è una pratica molto diffusa a Reggio Calabria durante le competizioni elettorali, classificata tra le abitudini moleste; consiste nel fare stampare migliaia di cartoncini e foglietti con il nome e la fotografia del candidato da pubblicizzare e il simbolo della lista di appartenenza e distribuirli a tappeto dappertutto a chiunque ed in ogni luogo possibile ed immaginabile, compresi i servizi igienici dei treni, le cassette della posta dei condomini, gli studi medici ed i saloni dei barbieri;  quelli che durante le campagne elettorali distribuiscono il santino a chiunque incontrano, anche se non lo conoscono (anzi se non lo conoscono è pure meglio), gratis (i più ingenui) dietro promesse  varie (i più ingenui dopo quelli precedenti) a pagamento (i più smaliziati) o per simpatia (i più…boh!) sono detti Santinisti e di solito la gente che li riconosce appena li vede cambia strada. Per essere Santinisti non è necessario essere maggiorenni, né conoscere personalmente il candidato soggetto del santino, nè addirittura risiedere nel collegio elettorale del candidato stesso. Può anche accadere che il Santinista si chiami Santino di nome, ciò non è ostativo al compito da svolgere.  Comunque si chiamino anagraficamente, i Santinisti spesso vengono chiamati anche scassac…. o rompipal... , o più educatamente scocciatore. Il Santinista usa abitualmente, al termine della giornata, sparpagliare per la strada o in posti aperti al pubblico il materiale che non è riuscito ad appioppare ai passanti e conoscenti, contribuendo in modo consistente a riempire di cartacce la città, oltre che a rompere le scatole ai cittadini.

venerdì 29 aprile 2011

Angiulinu e Don Limitri- parte seconda

 Secondo dialogo immaginario (ma non troppo).
-Pronto, Angiulinu?-
-Si, pronto, cu parra?-
-Angiulinu, ndon Limitri, sugnu!-
-Ah! ndon Limitri, chi si rici?..comu vai a campagna elettorali?-
-Dicimu puru chi non è chi mi stati iutandu, vui autri collaboratori!-
-Chi vuliti diri, ndon Limitri?-
-Ma mannaia...t'aviva dittu mu mi trovi un locali supra o Corsu Garibaldi mi iapru a segreteria politica...-
-Elettorale, dicistuvu mi scrivimu, non politica...('a differenza n'a capiscia, però!)-
-Elettorali, politica, cchiù chi segreteria mi trovasti un gabinettu; un palazzu megghiu cumbinatu non c'era? Ch'i teloni sutta e barcuni, strazzati puru, cu rischiu mi nci carunu cacini nta testa 'e me potenziali elettori?...E si unu si spacca cu 'u pava? Ieu NO!-
- Ndon Limitri, vulistuvu 'u locali supra o Corsu vicinu a Palazzu San Giorgio, chistu c'era disponibili e chistu pigghiai! Si vui vi ricordati all'urtimu, chi vuliti i mia?-
-Ma Angiulinu, a viristi a segreteria politica i chidd'atru?-
-Cui? L'avvocatu chi gira c'u pulminu?-
- Si, l'avvocatu, iddu m'interessa, l'autri mancu i viu! U palazzu avi a facciata nova, pulita; duna l'impressioni d'a pulizia, d'a trasparenza...ma senti, ddi teloni non si ponnu cacciari?-
-S'i cacciamu carunu cacini e cacchirunu si cciunca, e si si cciunca poi non vi vota, anzi vi manda i minditti!-
-Ma allura, n'e potimu fari mentiri azzurri, almeno sunnu du culuri du partitu?-
- N'o sacciu, ndon Limitri, aiu a viriri; ma na cosa a sacciu sicuru: pi sta vota comu iu, iu! Ma 'e prossimi elezioni, si vi portati truvativi a n'atru pill'immaggini, pirchì ieu i miracoli n'e  sacciu fari; a Riggiu a situazioni chista è: cari tuttu a pezzi, e vui vuliti  fari u sindacu  "della continuazione", perciò cuntinuati! 'U candidatu du cambiamentu è chidd'atru! Apoi vuliti cuntu i mia c'a mundizza vi cumbogghia i manifesti e chi vi  carunu i cacini rancoddu. Vi salutu, ndon Limitri!-

Traduzione in italiano dal dialetto reggino:
-Pronto, Angelino?-
-Si, pronto, chi parla?-
-Angelino, sono don Demetrio!-
-Ah! Don Demetrio, che si dice? Come va la campagna elettorale?-
-Diciamo pure che voi collaboratori non mi state aiutando!-
-Che volete dire, don Demetrio?-

-Ma mannaggia...ti avevo detto di trovarmi un locale sul Corso Garibaldi per aprire la segreteria politica...-
-...elettorale, avete detto di scrivere, non politica. (Ma la differenza non l'ho capita, però!)-
-Elettorale, politica, più che una segreteria mi hai trovato un gabinetto; un palazzo combinato meglio non c'era? Con i teloni sotto i balconi, strappati, pure. Con il rischio che cadano calcinacci sulla testa dei miei potenziali  elettori? E se uno si fa male chi lo paga? Io NO!-
-Don Demetrio, avete voluto un locale sul Corso Garibaldi, vicino palazzo san Giorgio; questo era disponibile, e questo ho preso! Se voi vi ricordate in ritardo, che volete da me?-
-Ma Angelino, hai visto la segreteria politica di quell'altro?-
-Chi, l'avvocato che gira col pulmino?-
-Si, l'avvocato, lui m'interessa, gli altri non li vedo neanche! Il palazzo ha la facciata nuova, pulita, da un'idea di pulizia, di trasparenza...ma senti, quei teloni non si possono togliere?-
-Se li togliamo, cadono i calcinacci e qualcuno si fa male; e se si fa male, poi non vi vota, anzi vi manda le maledizioni.-
-Ma allora non li possiamo  fare mettere azzurri, almeno sono del colore del partito?-
Non lo so, don Demetrio, devo informarmi; ma una cosa la so di sicuro: per stavolta, è andata com'è andata! Ma alle prossime elezioni, se vi candidate, trovatevi un altro responsabile per l'immagine, perchè io i miracoli non li so fare; a Reggio la situazione è questa. Cade tutto a pezzi, e voi volete fare il sindaco "della continuazione" quindi continuate! Il candidato del cambiamento è l'altro! E poi volete conto da me se la spazzatura vi seppellisce i manifesti e se vi cadono i calcinacci addosso. Vi saluto, don Demetrio!


mercoledì 27 aprile 2011

Il "naturale sviluppo"

Per il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, "l'ulteriore impegno dell'Italia in Libia costituisce il naturale sviluppo della scelta compiuta dall'Italia a marzo". Così Napolitano appoggia la scelta dei raid sulla Libia, che rispettano..."la linea fissata nel Consiglio Supremo di difesa da me presieduto e quindi confortata da ampio consenso in Parlamento". E così, dalle sagge parole del Capo dello Stato scopro che, secondo lui: 
1) le guerre hanno un "naturale sviluppo"
2) se c'è un ampio consenso in Parlamento le guerre le possiamo fare anche noi
"Naturale sviluppo": in realtà nelle azioni di guerra non c'è niente di  naturale; ma è innegabile che tutte le azioni del genere fino ad oggi intraprese in varie parti del mondo hanno sempre seguito lo stesso filo conduttore ed avuto le stesse conseguenze.  E fino ad oggi anche in Libia abbiamo visto la stessa sceneggiata: prima "non partecipiamo ad azioni di guerra", poi "mandiamo solo addestratori per i ribelli", poi "partecipiamo con azioni aeree ma non spariamo", poi  "spariamo ma solo agli obiettivi militari, ma non mandiamo soldati  a terra". Visto che il nostro quasi ottantaseienne Presidente della Repubblica ha sancito un  nuovo (almeno per me) concetto, i prossimi "naturali sviluppi" dovrebbero essere: "ci è scappato un missile, chiediamo scusa al popolo libico per i morti", "è necessario partecipare alla spedizione di terra, ma con un contingente di specialisti  di numero limitato", "è necessario aumentare il numero dei soldati per garantire l'incolumità  delle nostre truppe", "ce ne andremo dalla Libia appena sarà ristabilito l'ordine e la democrazia", "contiamo di ritirarci dalla Libia entro il 2050"...etc. etc. etc.. In tutta questa  storia, prevedibile come ho già  detto, perché già successa, la novità è un Capo dello Stato con il passato di Giorgio Napolitano che sostiene non solo il concetto di guerra giusta, ma ne ipotizza anche il "naturale sviluppo".

venerdì 15 aprile 2011

Angiulinu e Don Limitri

 Dialogo immaginario (ma non troppo).

-Pronto, ndon Limitri?-
-Si, pronto! Cu è?-
-Ndon Limitri, ieu sugnu, Angiulinu!-
-Ah! Angiulinu... mi 'mpicciasti i manifesti?-
-Si, ndon Limitri, i chistu v'aviva a parrari...c'è un problema!-
-Chi problema c'è? Ti mmanca a colla?-
-No, viriti, c'esti u furgoncinu chi  mintia a Piazza Castellu, c'a vostra fotu, chi praticamenti ora è cumbogghiatu ra mundizza. Cacchi sdisonestu 'nci fici a fotografia e a misi supra internetti; ora sta fotografia  sta girandu e menza città sta rrirendu...e l'atra menza ciangi! Non sacciu chi mi  fazzu.-
-Mannaia!!!! Ma a cu spetti m'u cacci i  dda! E poi, propriu ammenzu a mundizza, ll'avivi a posteggiari?-
-Ndon Limitri, era l'unicu posteggiu gratuitu liberu 'nta piazza. Ch'i quattru sordi chi mi rati vuliuvu mi vi pavu puru u posteggiu? E comunque, quandu u posteggiai a mundizza non c'era; ora non è ch'è curpa mia s'i vostri amici n'a cogghiunu avi na settimana! U furgoncinu n'o pozzu cacciari i dda, pirchi non mi parti, è scassatu e nci voli u carru attrezzi. Non potiti viriri mi si cogghiunu dda mundizza? Vui siti u candidatu a sinducu ra maggioranza, minati puntati e facitila cacciari!-
-Ora viu...-
Dopo un quarto d'ora:
-Pronto, Angiulinu!-
-Si, ndon Limitri... a facistuvu cacciari, a mundizza?-
-Nciu' rissi, ma mi rrispundiru chi mu 'nzonnu, non hannu comu mi fannu. Avimu a truvari n'atra soluzioni!-
-Vardati, allora l'unica soluzioni chi  rresta è mi cumbogghiamu a vostra facci. Nci mentu nu bellu manifestu i pubblicità ri condizionatori d'aria, chi simu prossimi a 'stati, e cusì almenu limitamu i danni.-
-Si ma ieu u manifestu tu pavai, tu m'u cacci i dda e a genti n'o viri, e cu mi pava i danni a mia?-
-Ndon Limitri, sintiti a mia: è l'unica soluzioni! E poi, tuttu vui vuliti! A mundizza n'a voliti cacciari, u manifestu n'o vuliti cumbogghiari, i danni i vuliti pavati i mia....non è chi all'urtimu, vuliti puru a genti mi vi vota?-


Traduzione in italiano dal dialetto reggino:
-Pronto, don Demetrio-
-Si, pronto! chi è?-
-Don Demetrio, io sono, Angelino!-
-Ah! Angelino, li hai affissi i miei manifesti?-
-Si, don Demetrio, di questo vi volevo parlare...c'è un problema!-
-Che problema c'è? hai finito la colla?-
-No, vedete, c'è il furgoncino che ho posteggiato a Piazza Castello, con la vostra fotografia, che praticamente è sommerso dalla spazzatura. Qualcuno lo ha fotografato ed ha pubblicato la foto su internet, ed ora c'è mezza città che ride...mentre l'altra mezza piange! Non so che fare.-
-Mannaggia!! Ma a chi  aspetti a toglierlo da li? E poi, proprio in mezzo alla spazzatura lo dovevi posteggiare?-
-Don Demetrio, era l'unico posteggio gratuito libero in tutta la piazza. Con i quattro soldi che mi date non pretenderete che paghi anche il posteggio? E comunque quando l'ho posteggiato la spazzatura non c'era; non è certo colpa mia se i vostri amici non la raccolgono da una settimana! Il furgoncino non lo posso spostare, perchè è scassato, non parte e ci vuole il carro attrezzi. Non potete fare in modo che vengano a raccogliere la spazzatura? Voi siete il candidato a sindaco della maggioranza, battete i pugni sul tavolo e fatela togliere!-
-Adesso vedo cosa posso fare.-
Dopo un quarto d'ora:
-Pronto, Angelino!-
-Si, don Demetrio...l'avete fatta togliere, la spazzatura?
-Io gliel'ho detto, ma mi hanno risposto che me lo posso sognare, non hanno modo di farlo. Dobbiamo trovare un'altra soluzione.-
-Guardate, allora l'unica soluzione che resta è coprire il manifesto con la vostra immagine. Gli metto sopra un bel manifesto di pubblicità di condizionatori d'aria, che siamo vicini all'estate, e così limitiamo i danni.-
-Si, ma io il manifesto te l'ho pagato, tu lo togli e quindi la gente non lo vede, ed a me chi me li paga i danni?-
-Don Demetrio, sentite a me, è l'unica soluzione. E poi, tutto voi, pretendete! La spazzatura non la volete togliere, il manifesto non lo volete coprire, i danni li volete risarciti da me...non è che alla fine, pretendete anche che la gente vi voti?-





Spariamo ai migranti? Per ora no, ma....





Per Castelli, se Umberto Bossi "dovesse tener botta per cinque o sei anni" il Trota potrebbe essere il nuovo leader della Lega. Ai migranti si può sparare perchè "così fan tutti". Secondo Speroni ....ma insomma, ascoltateveli voi stessi!!!

Continuiamo insieme? Meglio di no!

Piazza Castello- Centro Storico-Reggio Calabria
Proprio stamattina (15 aprile 2011) ho scattato la foto sopra, e le altre pubblicate in questo post. Quello che non sopporto assolutamente è sentirmi preso in giro. La città è sommersa dai rifiuti che non vengono raccolti ormai da giorni, per vari motivi che nessuno si preoccupa neanche di spiegare, ammesso che ci sia qualcosa da spiegare. L'amministrazione comunale in carica è latitante sul problema, ma il candidato a sindaco della maggioranza Demetrio Arena, con il suo sorrisetto accattivante ci invita a "guardare al futuro" ed a "continuare insieme".
A Sbarre, poi, nel mio quartiere, ho letto (sempre stamattina) questo avviso:
stanotte la società Leonia (quella che raccoglie, o almeno dovrebbe farlo, i rifiuti) effettuerà la "disinfestazione e derattizzazione". La derattizzazione si fa con le esche avvelenate, che dovrebbero essere "appetite" dai topi; dubito fortemente che i topi di Sbarre abbiano alcun bisogno di ingurgitare le esche della Leonia, visto che hanno solo l'imbarazzo della scelta, per i pasti.
Viale Europa-Quartiere Sbarre- Reggio Calabria



Piazza Castello-Centro storico- Reggio Calabria

venerdì 1 aprile 2011

Mi spiegate perché dovrei votare Massimo Canale?

Reggio Calabria- sobborgo di Beirut dopo i bombardamenti
L’imminente tornata elettorale per le cariche amministrative della nostra città porrà senz’altro i cittadini di fronte alla scelta se continuare a preferire i rappresentanti dell’amministrazione uscente o se scegliere un modello alternativo (e quindi diverso) di  amministrazione; io credo che la risposta sia sotto gli occhi di tutti, chiunque viva in città può apprezzare personalmente i benefici effetti del lavoro svolto dall’amministrazione uscente:
l’acqua sgorga potabile e copiosa dai rubinetti a qualsiasi ora del giorno e della notte; i rifiuti vengono  raccolti regolarmente, non esiste alcun sito in città  che venga utilizzato come discarica; in città si può posteggiare tranquillamente dappertutto, nessuno è costretto a fare i salti mortali per fermarsi anche un solo momento, il traffico è scorrevolissimo a tutte le ore della giornata, il manto stradale è perfetto, le buche sono solo un antico ricordo. Sul Corso Garibaldi, la via più centrale ed importante della città, non esistono buche né marciapiedi dissestati; e anche sul glorioso Lungomare, il chilometro più bello d’Italia, i marciapiedi sono praticabili e godibilissimi dai cittadini. La Piazza Castello è una bomboniera, altrettanto Piazza Carmine e le altre piazze del centro. I trasporti pubblici sono efficientissimi, con due terminal autobus inaugurati ed operativi da tempo; quando piove un po’ di più del minimo l’acqua si convoglia diligentemente negli appositi tombini senza allagare le strade, le piazze e i piani terra delle abitazioni. La periferia è il fiore all’occhiello della città: strade moderne, corredate da marciapiedi, nessuna frana che impedisca il passaggio ai mezzi dei cittadini residenti, illuminazione efficiente, servizi pubblici impeccabili. La via Sbarre superiori non ha catapecchie fatiscenti che crollano su se stesse; le erbacce non regnano sovrane dappertutto.  La vecchia caserma 208 è stata sgombrata dall’accampamento rom e adesso al suo posto c’è un bellissimo parco alberato con panchine e area per i bambini; il Castello Aragonese adesso può accogliere il pubblico sul proprio tetto, perché è stato installato in poco tempo un moderno ascensore che permette alla cittadinanza di fruire pienamente del sito, sia della piazza, che è stata in breve tempo liberata dalla recinzione che la ingabbiava, che del Castello; un moderno nuovo mercato ortofrutticolo è stato reso operativo in poco tempo, sbarazzando il centro cittadino della vecchia struttura ormai fatiscente, ed altrettanto è stato  fatto con il carcere. Il Rione G è un bellissimo quartiere  senza più le case pericolanti che erano ritrovo di delinquenti e malintenzionati. La Villa Comunale è un parco fruibile dai cittadini e di notte non diventa ricettacolo di malintenzionati e disperati. L’aeroporto, grazie all’amicizia del nostro amato ex sindaco e ora governatore con il ministro dei trasporti, è al sicuro, non sarà declassato, la città metropolitana (merito dell’onorevole Bocchino, che il nostro amato ex sindaco Scopelliti avrebbe voluto insignire della cittadinanza onoraria) è una realtà; siamo fortunati ad avere amministratori che hanno  “amicizie personali”, non abbiamo bisogno di fare le cose con fatica, conoscere aiuta. Gli amministratori comunali agiscono in perfetta armonia, nell’interesse della città, sono sempre disponibili per i cittadini, e il vecchio clima di mistero ed illegalità diffusa che regnava tempo fa è solo un ricordo, nessuno si sognerebbe neanche lontanamente di andare a controllare i bilanci; tutti i dipendenti del comune e delle società miste ricevono regolarmente e per intero il loro stipendio, nessuno protesta perché non c’è niente per cui protestare. Per la verità un piccolo neo ci sarebbe: ho nostalgia delle iniziative estive che da un po’  non si svolgono più, per esempio la presenza di RTL 102,5 sul Lungomare, o Valeria Marini che passeggia sul Corso Garibaldi, ma so anche che è un momento di crisi di liquidità e che a breve tutto ritornerà come prima; un sacrificio, seppur così pesante, si può fare.
Insomma, in definitiva va tutto bene, nessuno si sogna di lamentarsi, e soprattutto i nostri attuali amministratori non passano le giornate a scrivere comunicati che ripetono continuamente le stesse cose perché altre da dire non ne hanno. Io cittadino di una città modello, perché dovrei ambire ad una città normale, a misura d’uomo ma reale? In un paradiso del genere, PERCHÉ DOVREI VOLERE IL CAMBIAMENTO?

giovedì 31 marzo 2011

l'ASP non paga?...e io blocco le ambulanze! firmato: Equitalia

Ancora questa non l'avevo sentita: Equitalia ETR Spa ha posto sotto fermo amministrativo tre ambulanze del 118 dell'ASP di Reggio Calabria in servizio nella piana di Gioia Tauro a causa di cartelle esattoriali non pagate per l'ammontare di  € 54.673,59. Questo il comunicato dell'ASP di Reggio Calabria in merito alla vicenda: - il Commissario Straordinario dr.ssa Grazia Rosanna Squillacioti venuta a conoscenza del “fermo amministrativo” delle ambulanze, ha disposto con atto deliberativo il pagamento  delle relative cartelle esattoriali per un importo di euro 54.673,59, dandone tempestiva comunicazione dell’avvenuto pagamento ad Equitalia tramite fax per ottenere l’immediata liberatoria.  Si precisa che il suddetto debito risulta risalente ad anni pregressi (2007-2009) non imputabile all’attuale Direzione. La dr.ssa Squillacioti ha dato mandato al responsabile del procedimento per definire ogni utile adempimento al fine di pervenire celermente alla cancellazione del “fermo amministrativo” iscritto sui tre veicoli aziendali. Ha inoltre dato mandato all’Ufficio Legale per l’accertamento delle responsabilità ed all’Ufficio Affari Generali per l’invio della suddetta deliberazione alla Corte dei Conti. - A parte l'inadempienza dell'ente debitore che si è messo in condizioni di essere sanzionato, mi domando e domando ai nostri politici amministratori competenti, se è possibile e soprattutto legalmente permesso che Equitalia possa bloccare l'utilizzo di tre ambulanze del 118  al fine di riscuotere un debito. Mi domando e domando a chi di dovere se non si possa paragonare tale atto all'interruzione di pubblico servizio o a reato simile, considerato anche che l'ASP di Reggio Calabria ha decine di altri automezzi di uso senz'altro meno  importante che avrebbero potuto essere oggetto del procedimento amministrativo. Possibile che per l'inadempienza di qualche burocrate debba essere penalizzata l'utenza di un servizio di vitale importanza come il 118?

venerdì 25 marzo 2011

Un concorso di idee per il futuro di Saline Joniche (senza carbone)

La Provincia di Reggio Calabria bandirà nei prossimi giorni un concorso internazionale di idee per la “Riqualificazione del waterfront di Saline Joniche e la realizzazione di un Parco naturale e Antropico”. Un concorso per il quale, su richiesta dell’Assessore all’Ambiente Giuseppe Neri, sono stati stanziati 80 mila euro, che mira a sollecitare un intervento urgente e risolutivo su un’estesa area dalle forti valenze naturalistiche, geologiche, storico-culturali e paesaggistiche, purtroppo da anni simbolo di scelte e interventi fallimentari.
E’ la risposta della Provincia al perseverare di tentativi di gruppi imprenditoriali stranieri di realizzare nel Comune di Montebello una centrale a carbone; un’opera impattante dal punto di vista ambientale, nociva alla salute umana e devastante per ogni ipotesi di rinascita turistica, agricola e commerciale della zona, dell’Area Grecanica e dell’intero ambito provinciale. E’ un serio e fondato incentivo alla ricerca di alternative ecosostenibili, la creazione di opportunità occupazionali stabili e salubri per i giovani e la promozione del territorio reggino all’interno e l’esterno dei confini nazionali.
Il concorso di idee predisposto dall’Assessorato all’Ambiente, a cui potranno partecipare liberi professionisti singoli e associati, società di professionisti e di ingegneria, riguarderà progetti corredati di studi di fattibilità economico-finanziaria attraverso investimenti pubblici e privati (project financing), miranti alla valorizzazione di quattro punti focali nell’area ricadente tra Capo d’Armi e la fiumara Sant’Elia:
-) l’ex area industriale della Liquichimica, cattedrale nel deserto in disuso da anni e segno del fallimento della politiche industriali propinate ai reggini, unitamente al porto di Saline;
-) l’Oasi faunistica dei laghetti del Pantano, inserita tra i siti di interesse comunitario “Natura 2000”, che accoglie varie specie di uccelli protetti da direttive europee;
-) le Officine Grandi Riparazioni (Ogr), altra infrastruttura dismessa e oggetto in passato di studi per la riconversione a polo delle energie alternative;
-) il relitto della “Laura C”, l’imbarcazione che giace nei fondali marini antistanti questo tratto costiero.
Attraverso il concorso internazionale di idee, la Provincia di Reggio Calabria ribadisce la posizione espressa dal Presidente Giuseppe Morabito, dalla Giunta e, all’unanimità, dal Consiglio di netta contrarietà all’ipotesi di sviluppo incentrata su combustibili fossili, nonché l’impegno rivolto verso un modello socialmente ed ecologicamente sostenibile, basato sulla fruizione responsabile del territorio e la condivisione delle scelte con le popolazioni locali.

Reggio Calabria, 23 marzo 2011
I Consiglieri Provinciali
Omar Minniti
Bernardo Russo

lunedì 7 marzo 2011

Non ci si può fidare di nessuno.

ALTROVE - vista dall'alto
A furia di sentire parlare (purtroppo) del grave problema dei lavoratori delle società miste del Comune di Reggio Calabria che lavorano senza percepire regolarmente lo stipendio, mi è tornato alla mente un sogno che ho fatto molto tempo fa; uno di quelli (apparentemente) senza né capo né coda, tipico dei sonni agitati:
--- sono in una città del sud Italia, ma non Reggio Calabria, chiamiamola “Altrove”; un amico mi telefona, sapendo della mia buona amicizia con un consigliere comunale della maggioranza, e mi dice: 
- sai, mio fratello a suo tempo è stato assunto a tempo determinato presso la società partecipata "MULTITIGRE", quella che si occupa di varie attività per conto del comune; adesso gli è scaduto il periodo di assunzione, e non gli è stato rinnovato -
- e che cosa c’è di strano? I contratti a tempo determinato sono appunto a scadenza temporale – dico io.
- la cosa strana è che mio fratello è uno dei pochi a cui non è stata rinnovata l’assunzione; quasi tutti sono stati riconfermati per un altro periodo. E si dice che successivamente saranno stabilizzati tutti, ma logicamente tutti quelli che al momento saranno sotto contratto. Ora ti volevo chiedere, visto che tu conosci il consigliere Nino: potremmo incontrarlo e chiedergli chiarimenti? Io vorrei sapere solo il perché di questa disparità di trattamento. Mio fratello vive con i miei genitori, ed a parte le sue esigenze personali che sono certamente sacrosante, uno stipendio completo in famiglia fa comodo, mio padre prende la pensione minima di invalidità e andare avanti in tre con quei quattro soldi non è facile, come puoi immaginare. -
- guarda, se l’esperienza che ho mi aiuta, penso che per essere assunto tuo fratello deve avere avuto un qualche “santo in paradiso”, considerato che si tratta di assunzione diretta; a chi vi siete rivolti per ottenere l’assunzione a tempo determinato?- 
sento al telefono, palpabile, la perplessità del mio amico, che evidentemente si è reso conto che la mia teoria ha un fondamento, visto l’andazzo all’ordine del giorno ad “Altrove”; tuttavia mi risponde:
- ti sbagli, da quello che so io nessuno si è interessato; io non abito con loro, ma sono convinto che se fosse come dici tu me lo avrebbero detto, se non allora, almeno adesso che mi hanno chiesto di interessarmi, capisci che se così fosse saperlo sarebbe essenziale. Fammi questo favore, se puoi. Fammi parlare con il consigliere Nino, gli chiederò solo se sa come sono andate le cose, non insisterò né  farò polemiche, te lo prometto. -
- Ok! Adesso lo chiamo e vedo quando possiamo andare a trovarlo. Logicamente non gli dico di cosa si tratta; sai, per telefono è meglio non toccare certi argomenti; glielo diremo di persona. -
Chiuso con il  mio amico, chiamo il consigliere, che con la gentilezza e la disponibilità che lo ha sempre contraddistinto mi invita ad andare da lui anche subito: è sul posto di lavoro (quello vero). Richiamo Mario:
- ci vediamo  tra mezz’ora all’ufficio del consigliere…no, non al comune, all’ufficio dove lavora; sai, quando non è impegnato al comune, di solito lui lavora veramente -
E in effetti, dopo mezz’ora, eccoci tutti e tre a sorseggiare un caffè  insieme presso la macchinetta distributrice posta nel corridoio dell’ufficio (di lavoro) del consigliere.
- Nino, ti presento il mio amico Mario, che vorrebbe chiederti qualcosa in merito alla società “MULTITIGRE” -
Mario gli ripete esattamente quanto aveva già detto a  me, ma il consigliere praticamente non lo lascia finire:
- lei non deve chiedere a me: si deve rivolgere chi ha aiutato suo fratello la prima volta. Evidentemente adesso lo ha abbandonato! -
Pur immaginando una cosa del genere, l’immediatezza e la fermezza della risposta di Nino mi lasciano a bocca aperta! Mario cerca di ribattere (dimenticando per un momento la promessa di non fare polemiche) dicendo che non c’è stato nessun aiuto, ma il consigliere conferma irremovibile la sua risposta, anzi aggiungendo:
-…impossibile! con quelle assunzioni ogni politico che conti ad Altrove ha avuto il suo (o i suoi) pupillo, non è stato assunto quasi nessuno  che non fosse “indicato”. Lei mi dice che suo fratello vive con i suoi genitori, chieda a loro e vedrà… sicuramente scoprirà che è andata come dico io. Dopo di che vada a chiederne conto a chi di dovere; mi dispiace, ma su questa cosa io non posso aiutarla. Le dico solo che chi ha avuto confermata l’attenzione del suo “santo in paradiso” ha  avuto anche riconfermata l’assunzione, e probabilmente alla fine rimarrà a tempo indeterminato. Se posso esserle utile per qualcos’altro sono a sua disposizione. - 
Al termine della discussione, salutato Nino il consigliere, Mario comincia ad avere qualche dubbio. 
- ma non mi hanno detto niente; se è vero quello che dice il consigliere, allora mi hanno mandato allo sbaraglio! Appena vado da mia madre le chiederò e ti farò sapere. Ciao e grazie.-
-si, ciao! (!!!) -
Conoscendo Mario, sapevo che non avrebbe certo aspettato di andare dai genitori per altri motivi, ed infatti dopo nemmeno un’ora, mi squilla di nuovo il cellulare.
- mannaggia li pescetti! (in effetti non ha detto proprio così) ha ragione il consigliere! Ho chiesto a mia madre e alla fine ha ammesso che c’era dietro la signora Valeria, consigliera di maggioranza ed amica sua; ed io non ne sapevo niente. Mi hanno fatto fare una pessima figura, soprattutto con te. -
- ma Mario, noi siamo amici! Non basta un episodio del genere per farti fare una brutta figura con me. Piuttosto, mi sembra che la brutta figura, in questa vicenda l’abbia fatta la signora consigliera, amica di tua madre per modo di dire. Certo che di questi tempi non ci si può fidare di nessuno!-
E Mario:
- a mia mu’ rici? (a me lo dici?) …io sono stato preso in giro da mia madre, pensa tu!-  ---
Il sogno finisce qui, mi sono svegliato e non sono riuscito a sapere se il mio amico ha poi risolto il suo dilemma, e se l’esito è stato positivo o negativo. Comunque, meno male che era un sogno, che la città di Altrove non esiste e che qui da noi,  a Reggio Calabria, queste cose non succedono! Da noi i lavoratori sono tutelati e le priorità rispettate. Sempre!.. ma in periodo pre-elettorale di più!!!

mercoledì 2 marzo 2011

ASP di Reggio Calabria - Numero Telefonico dedicato contro l'abuso sessuale ed i maltrattamenti



Dall'01 Marzo 2011 puoi chiamare al numero 0965 347030, numero dedicato contro l'abuso sessuale e i maltrattamenti.
A partire dal 1 Marzo 2011 è attivo un numero dedicato per la prevenzione dei casi di maltrattamento e/o abuso su donne e minori.
Chiamando il numero telefonico 0965 347030, dal lunedì al venerdì dalle ore 09:00 alle ore 13:00 ed il lunedì, martedì e mercoledì dalle ore 15:00 alle ore 18:00, è possibile:
- formulare segnalazioni
- inviare richieste d’aiuto
- ricevere le prime informazioni utili
- conoscere i servizi aziendali cui rivolgersi
- essere indirizzati su quelli offerti da altri enti in rete.
L’attivazione del suddetto numero dedicato è una delle attività del Progetto ISA (Interventi Sociali a favore delle famiglie) realizzato nei Consultori Familiari presenti nel territorio della Provincia di Reggio Calabria che ha l’obiettivo generale di promuovere il benessere psicofisico delle famiglie tramite i seguenti interventi:
1. sostegno alla famiglia con disagio
2. servizi alla persona immigrata
3. prevenzione e trattamento delle condotte di maltrattamento e/o abuso sulle donne e sui minori
4. sostegno e supporto alle famiglie disponibili all’affido familiare o all’adozione
5. sportelli di ascolto per le famiglie con minori affetti da problematiche psichiche.
TUTTI POSSIAMO DIRE BASTA ALLA VIOLENZA !

http://www.comune.reggio-calabria.it/on-line/Home/articolo106376.html