È ormai assodato che i conti del comune di Reggio Calabria sono non “in rosso”, ma praticamente allo sfascio totale; la notizia della relazione degli Ispettori del Ministero delle Finanze mette il punto esclamativo finale ad una parola che da mesi si sente ripetere in città, puntualmente smentita con enfasi dai sostenitori dell’attuale governatore della Calabria ed ex sindaco di Reggio nel periodo interessato allo sfascio; la parola è DISSESTO! Il sindaco Arena, in un comunicato stampa allucinante cerca di arrampicarsi sugli specchi per mantenere un minimo di dignità istituzionale, e riesce ad ottenere l’effetto contrario quando asserisce che i rilievi fatti dagli ispettori... ”non aggiungono alcun nuovo elemento rispetto a quanto già accertato autonomamente da questa Amministrazione sin dall’inizio della legislatura nell’ambito di una scrupolosa attività di ricognizione finalizzata alla programmazione”. Ammettendo quindi di essere da sempre (dall’inizio del suo mandato) al corrente di tutto e di avere, ciò nonostante, continuato a gettare fumo negli occhi alla cittadinanza proseguendo nell’enfatizzazione del cosiddetto modello Reggio e lodando (fino ad oggi) l’operato di chi è riuscito nel corso del suo mandato a maturare le motivazioni per ottenere al primo controllo serio ben 22 rilievi per irregolarità gravi. Complimenti al sindaco Arena, e complimenti a tutti i consiglieri ed assessori dell’attuale amministrazione e di quelle precedenti targate Scopelliti, che non hanno mai perso un secondo per sfornare comunicati stampa a raffica di solidarietà o di lode al loro leader Peppe Scopelliti ed al modello Reggio, decantandone le presunte qualità. Ma tutti questi signori, tanto proliferi di lodi e consenso, nonchè di solidarietà verso chi di loro veniva “attaccato” politicamente, che fine hanno fatto? Com’è possibile che dopo quasi 48 ore dalla madre di tutte le notizie, quella che più di tutte colpisce a fondo e probabilmente mortalmente tutto l’apparato Scopelliti, nessuno di loro ha scritto una riga che sia una per affermare la propria posizione? Non pensino questi signori, che sono andati in televisione a sostenere il modello Reggio, che hanno negato l’evidenza oltre ogni limite ragionevole fino all’ultimo minuto, di defilarsi adesso come che non sia successo niente. Non pensino neanche lontanamente di scomparire dalla scena per poi ricomparire, magari con un’altra divisa, come se quanto accade non sia di loro competenza. Tutti gli attori, principali, caratteristi e comparse del modello Reggio si sono ormai schierati definitivamente ed irreversibilmente e questa Città non permetterà a nessuno di loro di cambiare casacca politica in questo momento, nè mai. Il danno fatto è troppo grande, chi ha operato nell’apparato che ha gestito il comune di Reggio Calabria nell’era Scopelliti, se non subirà le attenzioni dell’Autorità Giudiziaria, potrà solo scegliere se passare per sprovveduto o per cialtrone. E questa Città non può più essere amministrata da sprovveduti, o da cialtroni, e men che meno da delinquenti.
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mercoledì 19 ottobre 2011
mercoledì 12 ottobre 2011
Cola Pisci e il ponte sullo Stretto
Su seculi chi tegnu ‘mpuntellata
‘a punta d’a Trinacria lesionata
ora sintia chi supra d’i me spalli
vonnu mentiri n’atru sciaraballu.
Ferru e cimentu vonnu carricari
pi fari u ponti dilli meravigghi,
ma, si lu Patreternu fici ‘u mari
‘u fici p’a furtuna d’i so figghi.
Campastuvu mill’anni cu stu mari,
i megghiu genti viristuvu passari,
i so’ billizzi furunu cantati
d’i megghiu artisti p’i populi luntani.
Ora rrivaru sti barbari d’u nord
mi rruvinunu tuttu stu splendori
e ccuminciaru gia mi fannu danni
puru pirchì vui criditi ‘e loru storii.
Pozzu ‘ccettari, jeu chi nd’aiu curaggiu,
ch’i me paesani lassunu a sta genti
mi faci scempiu di sta bella terra,
m’a fannu ddiventari cosa i nenti?
Vi vogghiu diri a tutti, amici mei,
chi jeu staiu cca pirchì ndi vali a pena,
mi cundannai a sta brutta vita p’a me terra
pi chistu Strittu d’i centu bellizzi.
Facitulu ‘nu sforzu puru vui,
iasati forti a vuci e proclamati
c’u Strittu è bellu assai di sta manera
cu navi, custardeddi e piscispati!
Mandamu p’a so casa i foresteri,
nta nostra terra decidimu nui!
facimulu stu scempiu mi finisci
sentiti a mia, vu dici Cola Pisci!
venerdì 7 ottobre 2011
Reggio, Arcigay: il Pdl si uniforma alla linea omofoba nazionale
Con la delibera n.311 del 4 ottobre pubblicata da oggi sul sito istituzionale della Provincia di Reggio Calabria, la Giunta guidata da Giuseppe Raffa ha annullato un precedente delibera (224) della Giunta Morabito che deliberava la nascita dell' “osservatorio per l'analisi dei fenomeni di discriminazione e violenza omofobici”. La delibera in questione era stata un'importante conquista dell'Arcigay reggina, che in sintonia con la Giunta provinciale di centrosinistra, istituiva un osservatorio innovativo in tutto il sud Italia, che aveva l'obiettivo di analizzare gli episodi di omofobia e soprattutto prevenirli attraverso attività di consulenza e formazione.
L'attuale Giunta di centrodestra ha ritenuto di annullare l'atto nel totale silenzio, senza aver ritenuto opportuno contattare la nostra associazione, che avrebbe avuto il compito di coordinare l'osservatorio, per comunicare i motivi di tale scelta o cercare altre soluzioni.
La maggioranza di centrodestra in Parlamento ha bocciato il testo di legge contro l'omofobia proposto dall'Onorevole Concia del Pd ritenendolo incostituzionale: il centrodestra reggino si uniforma alla linea omofoba e la supera, perché non decide in questo caso di negare la nascita di un nuovo progetto ma addirittura ritiene di annullare un progetto già avviato. Questo non adrà certo a scapito della nostra associazione (che continuerà come già fatto a dare assistenza e informazioni a chiunque ne avesse bisogno, a fornire sostegno legale e medico attraverso professionisti che mettono a disposizione gratuitamente la loro competenza, a fare formazione attraverso singoli accordi con le scuole per parlare assieme a professori e studenti di omofobia) ma danneggerà tutta la popolazione lgbt, le tante giovanissime vittime di discriminazione, violenza ed esclusione.
Come Arcigay riteniamo doveroso dare rilevanza a questa scelta omofoba dell'amministrazione guidata da Giuseppe Raffa, che avrà sulla coscienza tutti gli episodi di omofobia della Provincia reggina che avrebbero potuto essere preventivamente evitati, e tutte le vittime che non troveranno nessuna amministrazione pubblica al loro fianco ma “solo” la dedizione e l'impegno di volontari della nostra e di altre associazioni.
Un'ennesima conferma della politica del centrodestra reggino, mai presente a nessuna delle iniziative realizzate dall'Arcigay “I Due Mari” in questi quasi due anni, mai in piazza a difendere i diritti della popolazione lgbt: l'unica risposta è stata la pubblicazione attraverso i media di comunicati stampa di buoni intenti e che restano solo sulla carta, pur essendo il centrodestra alla guida di Regione, Provincia e Comune.
“I Due Mari”, comitato Provinciale Arcigay di Reggio Calabria
Il Presidente, Andrea Misiano
mercoledì 5 ottobre 2011
Lo scambio dei ruoli
Nella politica calabrese da tempo è in uso una tecnica ormai collaudata che permette ai personaggi, protagonisti di quella che definire farsa/tragedia è riduttivo, di rimanere a galla nella m...elma che essi stessi generano giornalmente a danno dei cittadini. L'ultimo esempio è dato dalla situazione dell'ATAM di Reggio Calabria, ma andiamo con ordine. Il caso emblematico è quello del Comune di Reggio Calabria. Se allo scoppio del caso Fallara Scopelliti fosse stato ancora in carica avrebbe avuto serie difficoltà a non dimettersi; ma era già scappato alla regione, con la complicità involontaria dei suoi elettori che non ci hanno capito una beneamata...; e voi vorreste che per un problema al comune di Reggio si apra una crisi alla Regione? Certo che no! Nel contempo, il sindaco in carica in quel momento che era Raffa, che colpa aveva di quello che dipendeva da fatti avvenuti quando il sindaco era un altro? Anche lui non si è dimesso da sindaco. Giunto Arena, ha dovuto ammettere che la situazione è quello che è, ma che colpa ne ha lui, che è arrivato ora? E Raffa, che quando è stato sindaco facente funzioni ha fatto danni seri a detta di Arena stesso, non è pensabile che adesso apra una crisi alla provincia dimettendosi. Riepilogando: Scopelliti ha responsabilità innegabili nella pessima gestione del comune di Reggio Calabria, ma quando è il momento che ne risponda politicamente ricopre un'altra carica e quindi sfugge alla resa dei conti. Stessa cosa Raffa. Arena pur con una campagna elettorale all'insegna del "continuiamo insieme", rifugge responsabilità essendo appena arrivato e le scarica sul suo predecessore, Raffa. E ora veniamo al caso ATAM, che sembra avere un buco di bilancio di milioni di euro imputabili al piano aziendale 2008. Ma chi era l'amministratore a quei tempi: l'attuale sindaco Arena. Se adesso fosse ancora all'ATAM dovrebbe risponderne, ma non c'è! E chi c'è adesso che colpa ne ha, se è arrivato adesso? In definitiva, fanno danni e scappano dieci minuti prima che i danni vengano scoperti, come bambini, ma con l'aggravante che i bambini si vanno a nascondere, mentre loro si vanno a trovare un altro posto al sole dove continuare a farne altri. Si spostano da un posto di potere all'altro con una sincronia tale che ormai è possibile prevedere in quale ente scoppierà la prossima crisi economica. Basta andare a vedere quale sarà il prossimo amministratore che cambia poltrona.
sabato 1 ottobre 2011
Portatori sani di coerenza, o ignoranti conclamati?
"Purtroppo la coerenza non la si compra, ne la si può prendere in noleggio: è una virtù naturale di cui fortunatamente noi siamo portatori sani"
Il portatore sano è un individuo contaminato da un agente patogeno o portatore di una malattia genetica recessiva, ma di cui non manifesta i sintomi.
Quindi, a detta del signor Germanò, che parla a nome del Coordinamento PdL Grande Città Reggio Calabria, lui ed i suoi "compagni" (mi scuso con loro per il termine per lui improprio) di partito hanno in se il virus della coerenza, ma non lo manifestano. Praticamente come tutte le persone incoerenti del mondo: potrebbero essere coerenti, ma non lo sono. E potrebbero trasmettere il virus della coerenza ad altri che rimangono nauseati dal loro comportamento? Ottima...metafora? (o il termine metafora è improprio?).
Le gaffe nei comunicati stampa sono di moda, attualmente non si parla d'altro che del tunnel immaginario del ministro Gelmini. Ma c'è una sottile differenza tra le gaffe commesse nel parlare di cose che in realtà non si conoscono, e quelle commesse nell'utilizzare termini altisonanti per dare più enfasi al discorso. La lingua italiana è per questo aspetto unica, permette di esprimere lo stesso concetto in decine di modi, dal più complesso al più semplice, e pertanto non ci sono giustificazioni, soprattutto per un esponente politico che dovrebbe dimostrare attenzione in quello che fa; il signor Germanò, nel dubbio (ma non aveva dubbi, evidentemente) con una semplice ricerca sul web avrebbe scoperto che il termine che stava per usare esprime un concetto esattamente opposto a quello che lui intendeva esporre. Adesso i casi sono due: o, visto che parlava a nome del Coordinamento PdL Grande Città Reggio Calabria, segue l'esempio del portavoce della Gelmini e si dimette da....ma che incarico politico riveste? Oppure......adesso il dubbio sorge in me: forse voleva dire esattamente quello che ha scritto?
venerdì 30 settembre 2011
Etna e i barbari du carbuni
I facci i mia, cchiù sutta i Petrajanca,
c’esti ‘na terra tartassata e stanca.
Undi ‘na vota ciuriva ‘u bergamottu
ora non c’è cchiù beni, è nu desertu.
Eppuru stu desertu di ferraglia
mmuccia vicinu a iddu ‘a meraviglia,
di sta natura chi non molla ‘u regnu
chi l’omu danneggiau senza ritegnu.
Oasi di paci a mmenzu o’ scatafasciu
c’è nu laghettu, taverna d’i pennuti
figghi di sta natura violentata
ultimi signi d’antica floridezza.
C’esti nu vecchiu dettu di 'sti parti
chi dici chi la crapa castiata
non si presenta cchiù mi faci dannu
nto postu chi pigghiau la bastunata.
Ma si sta terra aviva sulu crapi,
dannu nd’aviva pocu o puru nenti.
Inveci circolannu pochi crapi,
e assai storti, avventurieri e delinquenti.
Dopu portu, fabbrichi e officini,
fallimenti dill’ingegnu umanu,
sulu sti novi testi sopraffini
putivunu sturiari novità!
Mentri nda tuttu u mundu ill’energia
si parra i suli, ventu e di natura
chisti vonnu i sta terra a dannazioni
e parranu mi bruciunu carbuni.
Scindiru comu i barbari i ‘na vota,
si presentaru comu sarbaturi
e sbandierandu benessiri e lavuru
seminaru discordia e falsità.
Ma a genti da Salina parrau chiaru
non voli cchiù velenu e inquinamentu,
e si mi permettiti mancu jeu,
chi di focu e di fumu mi nd’antendu.
Ci vogghiu diri a sti politicanti,
chi continunu mi jarmunu zizzania,
chi a natura, chi jeu rappresentu,
ormai esauriu la so pazienza.
Quandu virunu chi mi ncazzu e jettu focu
iddi pensunu ch’è cosa naturali.
Non sannu quantu sugnu 'nnasiatu
mi pensu a quantu l’omu è disgraziatu.
c’esti ‘na terra tartassata e stanca.
Undi ‘na vota ciuriva ‘u bergamottu
ora non c’è cchiù beni, è nu desertu.
Eppuru stu desertu di ferraglia
mmuccia vicinu a iddu ‘a meraviglia,
di sta natura chi non molla ‘u regnu
chi l’omu danneggiau senza ritegnu.
Oasi di paci a mmenzu o’ scatafasciu
c’è nu laghettu, taverna d’i pennuti
figghi di sta natura violentata
ultimi signi d’antica floridezza.
C’esti nu vecchiu dettu di 'sti parti
chi dici chi la crapa castiata
non si presenta cchiù mi faci dannu
nto postu chi pigghiau la bastunata.
Ma si sta terra aviva sulu crapi,
dannu nd’aviva pocu o puru nenti.
Inveci circolannu pochi crapi,
e assai storti, avventurieri e delinquenti.
Dopu portu, fabbrichi e officini,
fallimenti dill’ingegnu umanu,
sulu sti novi testi sopraffini
putivunu sturiari novità!
Mentri nda tuttu u mundu ill’energia
si parra i suli, ventu e di natura
chisti vonnu i sta terra a dannazioni
e parranu mi bruciunu carbuni.
Scindiru comu i barbari i ‘na vota,
si presentaru comu sarbaturi
e sbandierandu benessiri e lavuru
seminaru discordia e falsità.
Ma a genti da Salina parrau chiaru
non voli cchiù velenu e inquinamentu,
e si mi permettiti mancu jeu,
chi di focu e di fumu mi nd’antendu.
Ci vogghiu diri a sti politicanti,
chi continunu mi jarmunu zizzania,
chi a natura, chi jeu rappresentu,
ormai esauriu la so pazienza.
Quandu virunu chi mi ncazzu e jettu focu
iddi pensunu ch’è cosa naturali.
Non sannu quantu sugnu 'nnasiatu
mi pensu a quantu l’omu è disgraziatu.
venerdì 23 settembre 2011
SEI-REPOWER ha finanziato i comitati per il Si al carbone
Il Coordinamento delle Associazioni dell'Area Grecanica esprime profonda indignazione per il comportamento ingiustificabile della REPOWER, socia di maggioranza della SEI s.p.a., che cerca di acquisire consensi foraggiando i comitati "spontanei" per il si al carbone. Ai microfoni del programma Rundschau, della tv svizzera SF, Kurt Bobst , CEO di Repower, ha confessato di aver finanziato con 9000 franchi svizzeri i comitati pro carbone, affinchè gli aderenti e i simpatizzanti degli stessi potessero presenziare alla manifestazione tenutasi il 27 agosto 2011 a Coira in Svizzera.
Questi comitati, pertanto, rappresentano l’unico esempio di organizzazione “spontanea” in cui la “spontaneità” sembrerebbe essere incentivata da finanziamenti di scopo. Stando a quanto emerso da un’altra inchiesta giornalistica condotta da Mnews.it, la Repower, inoltre, avrebbe anche “supportato” la comunicazione istituzionale degli attivisti del SI, facendo redigere i comunicati stampa dei comitati direttamente da propri dipendenti.
Il Coordinamento è fortemente sdegnato per i metodi a dir poco censurabili usati dalla RePower che, mentre ufficialmente, parla di dialogo e confronto con la popolazione poi, adotta comportamenti che Irene Aegerter, vicepresidente dell'Accademia svizzera delle scienze tecniche e co-firmataria di una lettera aperta contro le centrali a carbone, definisce ASSOLUTAMENTE IMMORALI.
Quello che le due inchieste hanno portato alla luce è a dir poco indecoroso. Le popolazioni dell’Area Grecanica sono state raggirate per tre anni dai comitati "spontanei" del si che, alla luce dei fatti emersi, di spontaneo sembrano avere ben poco.
Tutto questo, ironia della sorte, è accaduto mentre alcuni comitati del Si e qualche consulente della SEI, lanciavano una campagna denigratoria nei confronti del Coordinamento, al fine di smentire, attraverso dichiarazioni palesemente contrastanti con la realtà dei fatti, la buona riuscita della manifestazione No Carbone di Coira, in Svizzera.
Il Coordinamento, a questo punto, non può che chiedersi come mai una multinazionale come RePower, che si dichiara sicura della bontà del proprio progetto, abbia deciso di ricorrere a questi mezzucci per creare consenso e soprattutto: cosa ancora potrebbe emergere da tutta questa torbida vicenda?
Il Coordinamento continuerà con sempre maggiore determinazione a vigilare e a lottare in difesa del territorio, informando in modo chiaro, onesto e trasparente, affinchè il NO espresso ripetutamente a gran voce da tutta la popolazione e dalle istituzioni, sia un NO consapevole!
Coordinamento Associazioni Area Grecanica
giovedì 22 settembre 2011
C'è miss Italia i Rriggiu!
Mentri mi fazzu a barba, ‘e tri di notti,
c’aiu a gghiri mi lavuru, ferrovieri,
vardandumi nto specchiu staiu pinsandu
'e giurnali ch'i titoli d'aieri.
“C’è miss Italia i Rriggiu!..” titolaru,
“è fonti di fierezza e nobiltà.
E finalmenti è ricanusciuta
puru p’a nostra genti la bontà!”
Mi veni a mmenti ogni fimmina normali
chi, senza concorsi e senza passerelli,
si trova, grazie a sta terra ingrata,
mi si ndi vai all’esteru emigrata.
E pensu a ddu Franciscu motticianu,
chi nuddu canusciva finu a ieri,
chi non fici concorsi e, volontariu,
girava u mundu pi gghiutari a genti.
Pari chi ll’aiu a cangiari, sta lametta,
non tagghia cchiù, e mi pozzu cciuncari.
Poi mi nd’accorgiu chi mi trema a manu,
pensandu a quant’è ottusu u rriggitanu.
martedì 20 settembre 2011
I nimici i Rriggiu
Ssettatu a 'n pizzu o’ Ccippu in via Marina
pensava e’ fatti mei i prima matina
quandu nto silenziu rimbombau
‘na vuci forti e calma... e mi chiamau.
Iasandu a testa jeu mi nd’accurgia
chi a statua i bronzu s’era rianimata:
“Giuvinottu! Jeu mi rivolgiu a vui
pi diri quantu sugnu suddiata.
Ora chi giostri e musichi finire,
pensava chi mi potiva ripusari
e inveci i rriggitani già sturiannu
com’annu a fari mi creunu atru dannu.
Ormai su rriggitana cchiu’ di vui
avi millenni chi frequentu cca’
mi misiru a difesa e protezioni
'i quandu fu fundata ‘sta città.
Ndi vitti i tutti i tipi, cotti e cruri,
assedi, invasioni e pestilenzi,
ma chiddu chi staiu virendu ndi sti tempi,
nta me memoria non avi precedenti .
Fannu festi, festini e festival,
mentunu rradiu e fimmini in costumi
e menu mali chi pi jarmari u palcu
mi cumbogghiunu ogni vota c’u teluni.
Almenu m’a risparmiunu a virgogna
mi pari chi mi piaci stu burdellu,
n’a vogghiu fari sta malaviruta,
jeu che canuscìa Ibico e Pitagora.”
...Pensai chi simu cumbinati mali
si puru Atena ormai si suddìau.
E mi vinni nta testa 'na dumanda
chi ci voliva fari i tantu tempu.
“Sintiti, vi voliva dumandari
pirchì, si difenditi sta città,
vui non vardati ddrittu versu 'u mari
pi vidìri s’u nimicu rriva ccà?”
“ Chi dumandi faciti, giuvinottu?
Inveci aiu a vardari p’a città!
Jeu aiu a difendiri Rriggiu d’i nimici
e i nimici i Rriggiu sunnu ccà!”
lunedì 19 settembre 2011
U vecchiu c'a curuna
Nu jornu chi, ssettatu a ‘rribba o’ mari,
mi gustava u suli chi calava,
vitti nesciri ill’acqua e caminari
nu vecchiu chi rridiva e mi vardava.
Barba e capiddii longhi e ricciuluti,
cu ‘na curuna nta testa e senza rrobbi
mi dava n’impressioni di potenza
e puru di saggezza e santità.
Mi dissi: “amicu, diciti, siti i Rriggiu?
Sta città a mia mi piaci assai,
i so abitanti, inveci, n’e supportu,
e cchiu’ i na vota pi iddi mi ‘ncazzai.”
A mia non mi pariva facci nova,
e mi trovai comu a parrari cu n’amicu.
Ci rrispundia: “su i Rriggiu, jeu vi canusciu!
‘Ndi vittimu atri voti, o è fantasia?”
“Si siti i Rriggiu vui mi canusciti,
aiu tanti facci e puru tanti nomi,
jeu sugnu chiddu a cui si c’è bisognu
i rriggitani cercunu sussidiu.
Sugnu masculu, fimmina, pianeta,
astru diurnu oppure ventu e pioggia,
acqua o focu, nimali o santità,
avi tanti millenni chi su’ ccà!
Cangiai forma e nomi tanti voti
a sicundu di tempu e cunvenienza,
na sula cosa non cangiau mai:
si ci su guai Rriggiu cerca ‘a me presenza!
È vecchiu viziu di vui rriggitani:
di festi e cerimoni vi ddubbati,
d’i cosi d’a città vi ‘ndi futtiti
fino a quandu non siti strati strati.
Quando u surbizzu è fattu bonu bonu
e Rriggiu è cumbinata all’ancall’aria
faciti u sacrificio o a prucessioni,
chi ccà c’è u fissa chi sistema tuttu.
Jeu vinni mi vi dicu, a vui pi tutti,
chi è ura m’a finimu cu sta storia.
Rriggiu avi a capisciri ch’è idda stessa
c’avi a fari u so’ futuru e gloria!
I rriggitani s’annu a rrussigghiari
i ‘nu sonnu chi dura i tantu tempu,
indegni e truffaldini annu a cacciari,
e allura si, chi poi ponnu parrari!”
U vecchiu si girau mi si ‘ndi vai,
ntall’acqua si tuffau comu un delfinu.
“Ma vui cu siti, qual’esti u vostru nomi?
Siti cchiù rriggitanu i mia, i comu parrati!”
“Vu dissi, aiu tanti nomi e tanti formi,
e sugnu nnamuratu i sta città!
Purtatancilla a Rriggiu sta ‘mbasciata,
e dicitinci ch’jeu sugnu sempri ccà!”
Mentri parrava, u vecchiu si lluciva.
U suli era calatu, ma era jornu.
Iaprendu l’occhi jeu mi nd’accurgia
chi supra a spiaggia aviva fattu un sognu.
mi gustava u suli chi calava,
vitti nesciri ill’acqua e caminari
nu vecchiu chi rridiva e mi vardava.
Barba e capiddii longhi e ricciuluti,
cu ‘na curuna nta testa e senza rrobbi
mi dava n’impressioni di potenza
e puru di saggezza e santità.
Mi dissi: “amicu, diciti, siti i Rriggiu?
Sta città a mia mi piaci assai,
i so abitanti, inveci, n’e supportu,
e cchiu’ i na vota pi iddi mi ‘ncazzai.”
A mia non mi pariva facci nova,
e mi trovai comu a parrari cu n’amicu.
Ci rrispundia: “su i Rriggiu, jeu vi canusciu!
‘Ndi vittimu atri voti, o è fantasia?”
“Si siti i Rriggiu vui mi canusciti,
aiu tanti facci e puru tanti nomi,
jeu sugnu chiddu a cui si c’è bisognu
i rriggitani cercunu sussidiu.
Sugnu masculu, fimmina, pianeta,
astru diurnu oppure ventu e pioggia,
acqua o focu, nimali o santità,
avi tanti millenni chi su’ ccà!
Cangiai forma e nomi tanti voti
a sicundu di tempu e cunvenienza,
na sula cosa non cangiau mai:
si ci su guai Rriggiu cerca ‘a me presenza!
È vecchiu viziu di vui rriggitani:
di festi e cerimoni vi ddubbati,
d’i cosi d’a città vi ‘ndi futtiti
fino a quandu non siti strati strati.
Quando u surbizzu è fattu bonu bonu
e Rriggiu è cumbinata all’ancall’aria
faciti u sacrificio o a prucessioni,
chi ccà c’è u fissa chi sistema tuttu.
Jeu vinni mi vi dicu, a vui pi tutti,
chi è ura m’a finimu cu sta storia.
Rriggiu avi a capisciri ch’è idda stessa
c’avi a fari u so’ futuru e gloria!
I rriggitani s’annu a rrussigghiari
i ‘nu sonnu chi dura i tantu tempu,
indegni e truffaldini annu a cacciari,
e allura si, chi poi ponnu parrari!”
U vecchiu si girau mi si ‘ndi vai,
ntall’acqua si tuffau comu un delfinu.
“Ma vui cu siti, qual’esti u vostru nomi?
Siti cchiù rriggitanu i mia, i comu parrati!”
“Vu dissi, aiu tanti nomi e tanti formi,
e sugnu nnamuratu i sta città!
Purtatancilla a Rriggiu sta ‘mbasciata,
e dicitinci ch’jeu sugnu sempri ccà!”
Mentri parrava, u vecchiu si lluciva.
U suli era calatu, ma era jornu.
Iaprendu l’occhi jeu mi nd’accurgia
chi supra a spiaggia aviva fattu un sognu.
martedì 13 settembre 2011
RRiggiu e u satizzu
Caminandu p’a città
cull’amici e me cumpari
mi scialava passiandu
ammirandu u lungomari;
ci diciva a me cumpari:
“a città si sta sfasciandu,
non c’è sordu non c’è ranciu,
ndi spiegau l’opposizioni
chi c’è crisi di bilanciu!”
Me compari mi vardau,
nnaschiandu paru paru
e mi dissi: “amicu caru,
p’un paninu c’u satizzu
mi 'ndi futtu du’ bilanciu,
e si mi 'ndi mangiu ddui
mi 'ndi futtu puru i vui!”
U paninu c'u satizzu
è na droga p'u Regginu,
È na vera tradizioni,
puru cchiù da Processioni!
Puru LLillu presidenti
capisciu quant’e importanti
c’u biglietto d’a Reggina
'ndi rrialau davveru tanti
E p’a festa ra Madonna
Superpeppi preparau
l’invasioni di satizzu
nto paninu strati strati;
non c’è strata, non c’è locu
undi non si viri un focu
pi rrustiri stu satizzu,
chi non è nu sghiribizzu…
P’a delizia di Reggini,
non si vardunu mestieri,
c’è permessu di rrustiri
p’u scarparu e u gioiellieri.
Don Limitri e Superpeppi
(notti ianchi e errettielli)
stannu attenti ch’i Reggini
su’ cuntenti p’i panini
cusì non si preoccupannu
mi rrivamu a' fini ill’annu.
A stu puntu chi mi resta?
Puru ieu mi calu a testa?
Mentri pensu chi non pozzu,
mi nd’accorgiu chi partiu
n’atra vota a prucessioni
du’ satizzu e di’ patati;
e mangiandu senza sosta
i Reggini su ddubbati
puru st’annu, senza sordi,
tradizioni rispettati!
Cu nu ggridu secolari,
Rriggiu non s'arrendi mai;
a' so’ festa non rinuncia
puru ora, cu' sti guai!
“dopu a festa ci pinsamu,
anzi pensa a tuttu Peppi,
cu Limitri e amici vari
simu a postu, amu a gridari:
cu terremotu,
cu guerra e cu paci….
satizzu rrustutu….
satizzu nta braci!”
mercoledì 7 settembre 2011
Scopelliti: "di questo rispondo, non c'è dubbio"...ma nessuno glielo chiede!
Nel 2009, l'allora sindaco di Reggio Calabria Giuseppe Scopelliti,
nell'ambito di una inchiesta giornalistica sulla crisi idrica in città
viene intervistato da RAI3 in merito ad un incarico "fiduciario"
assegnato ad un amico personale privo della competenza tecnica
necessaria a svolgerlo. La risposta generò perplessità già allora, ma
alla luce dei fatti successivi la perplessità lascia posto allo
sgomento. In questo video, alcune riflessioni documentate. (La canzone della sigla "Rriggiu" è dei Mattanza, cantata da Mimmo Martino.)
martedì 30 agosto 2011
Il bilancio non è una cosa seria
Il sindaco di Reggio Calabria Demetrio Arena detto Demi ha comunicato la cifra relativa al buco di bilancio del Comune di Reggio Calabria...o meglio, quella che viene fuori dai suoi calcoli diciamo....casalinghi. Ai reggini basta la parola...o no?
lunedì 22 agosto 2011
mercoledì 3 agosto 2011
"Un caffè alla ferrovia!"
Tanti anni fa ti incontravo spesso per strada, la mattina presto oppure all'ora di pranzo: io andavo a scuola e tu lavoravi, facevi già il barista. Camminavi con passo ondeggiante, a causa della sfortuna che evidentemente ti ha voluto accompagnare fin dall'inizio: zoppicavi. Ricordo il tuo modo di salutarmi, sollevando il capo contemporaneamente al "ciao!". Non ci fermavamo mai a parlare, ci salutavamo e proseguivamo ognuno per la propria strada....per il proprio destino, potrei dire adesso. Ti ho ritrovato anni dopo, al bar dove vado con i colleghi, e per anni ho gustato il caffè che mi hai servito.... "un caffè alla ferrovia!"...dicevi, mentre me lo porgevi al banco. Non sapevo delle tue vicissitudini, nè di quanto avrebbero influito sul tuo destino. Te ne sei andato arrendendoti alla vita che non ti ha dato molto, probabilmente niente; un giorno forse ci ritroveremo da qualche parte, in un mondo migliore a prendere un caffè insieme, anche perché sto pensando adesso che non lo abbiamo mai fatto. Ciao Nino!
martedì 2 agosto 2011
Approvato il progetto del ponte sullo Stretto, aumenta la penale in caso di rinuncia alla sua realizzazione.
Personalmente sono convinto, come ho già più volte esternato su questo blog e su altri siti, dell'inutilità del ponte, della sua dannosità, e soprattutto del fatto che è un'opera irrealizzabile per come viene "rappresentata" attualmente. Il presunto costo dell'opera (!) è già passato da 6,3 ad 8,5 miliardi di euro; ufficialmente a causa di modifiche apportate al progetto, ma in realtà ci sarebbero ancora da valutare le variazioni dei costi delle singole voci nel corso degli anni (sei, per ora) necessari al completamento.
Dalla scheda tecnica del progetto definitivo del ponte approvato la scorsa settimana dalla società Stretto di Messina S.p.A., si possono "apprezzare" (!!!) anche le "tariffe medie per singolo attraversamento" previste per l'infrastruttura:
Tariffe medie per singolo attraversamento
Moto 7,80 € Autovetture locali 16,20 €
Autovetture lunga percorrenza 32,00 €
Autobus locali 30,00 €
Autobus lunga percorrenza 164,00 €
Autocarri locali 85,00 €
Autocarri lunga percorrenza 110,50 €
È ridicolo anche solo pensare di prevedere con esattezza le variazioni (o meglio, gli aumenti) per i prossimi sei anni delle tariffe di qualsiasi servizio già erogato; figuriamoci nel caso di un'infrastruttura su cui, qualora si dovesse realizzare, graverebbero tante voci di costo al momento forse neanche previste. A meno che il governo non prenda l'impegno (se ha il potere e la capacità di farlo) di bloccare le tariffe e quindi di coprire i costi dell'infrastruttura anche per la manutenzione, oltre che per la sua realizzazione (visto che l'Europa ritirerà il finanziamento). In caso contrario, i dati esposti dalla Società Stretto di Messina sono, come sempre fino ad ora...aria fritta! Una cosa sola è purtroppo reale: l'aumento della penale che lo stato dovrà pagare alla società appaltatrice in caso di rinuncia alla realizzazione del ponte. Da 630 a 850 milioni di euro, cioè il 10% del costo complessivo dell'opera. Nel frattempo, dei comitati pro-ponte che sfornavano continuamente comunicati senza nè capo nè coda, non si hanno più notizie...
su questo blog, altri post alla tag ponte sullo stretto
sabato 30 luglio 2011
Reggio Calabria: "Buche e cabaret"
Egregio direttore, stavo proprio pensando di scrivere qualcosa in merito alle numerose buche che infestano il manto stradale della nostra città in relazione all'avvicinarsi della nostra seppur piccola "stagione delle piogge", quando ho letto l'ennesimo comunicato stampa farcito
della solita supponenza tipica della maggior parte dei nostri attuali amministratori, e non posso fare a meno di ricollegarmici. Il consigliere Scarfone definisce cabarettista Giuseppe Falcomatà perché lo stesso ironicamente attira l'attenzione su una delle buche storiche, talmente attempata da avere anche un soprannome; ma non si rende conto che con la sua risposta ha fatto una pessima figura, dimostrando in realtà che sarebbe bastato un niente, un minimo impegno, a risolve il problema. Se l'impegno è scaturito da un intervento "da cabaret", ben vengano tutti gli interventi del genere, compreso quello di Gianni Ippoliti all'aeroporto, che ha fatto tanto arrabbiare l'assessore Minasi. Evidentemente questa amministrazione è sensibile agli stimoli del genere, al punto tale che per rispondere alle sollecitazioni si fa scrivere i testi da esperti del settore, perché la risposta del consigliere Scarfone altro non è che un testo da teatro, non saprei dire se comico o tragico, visti i variegati risvolti dell'argomento; l'ennesimo autogol caratteristico di questa maggioranza. Non pensino questi signori che quando nessuno risponde ai loro comunicati di soddisfazione, di autoincensamento, di promesse non mantenute, ciò voglia dire che non c'era niente da eccepire! In realtà i cittadini hanno altro da fare che perdere tempo a ribattere alle loro epistole, lo fanno quando proprio non ce la fanno più, quando l'arroganza ha raggiunto un livello insopportabile; perché questa è l'immagine che da questa maggioranza. Una maggioranza in cui ognuno si fa i suoi comunicati, interviene dove non ha competenza (ma solo se sollecitato), usa l'ufficio stampa del comune a titolo personale.
Ma il sindaco dov'è? Ha delegato ai propri consiglieri anche le risposte ufficiali, oltre che lasciarli liberi di intervenire al di fuori delle proprie competenze, oppure non riesce a gestirli? Con l'occasione vorrei fare notare ai nostri amministratori che oltre alla buca oggetto dell'arrabbiatura del consigliere Scarfone ne esistono tantissime in città, e che non c'è alcun bisogno che qualcuno gliele segnali visto che anche loro, sempre se girano per la città anche quando non sono in cerca di voti, devono sicuramente avere il loro bel da fare per evitare di caderci dentro. Inoltre i tombini di scolo sono quasi tutti intasati e molti addirittura ospitano vegetazione di vario tipo. Il 4 settembre scorso rimane nella memoria dei cittadini di Reggio per i gravi danni provocati da un nubifragio che ha allagato tutta la città e periferia; adesso siamo a luglio, c'è poco tempo prima di ritrovarci nuovamente nel periodo critico, ma non vedo alcun intervento in merito, in città. Tra poco sarà troppo tardi per interventi risolutivi...ma già, loro le criticità le affrontano, mica le risolvono.
mercoledì 27 luglio 2011
Sulla nomina di Francesco Nitto Palma a guardasigilli
Ogni singolo esponente del PDL calabrese si sta sbrodolando ad esprimere soddisfazione per la nomina a guardasigilli del senatore Francesco Nitto Palma "parlamentare eletto in Calabria" (con i voti dei calabresi, aggiungo io). Anche io voglio in questa nota evidenziare le doti di fine giurista del senatore romano eletto in Calabria, doti che gli hanno permesso di essere giudicato idoneo a ricoprire l'incarico delicato di ministro guardasigilli: "Attività parlamentare:Nel 2002 è stato promotore di un emendamento per reintrodurre l'immunità parlamentare: la proposta ipotizzava come i processi a carico dei parlamentari sarebbero stati sospesi fino al termine del loro mandato. L'emendamento è poi stato ritirato"
Fine dell'attività parlamentare di rilievo di Francesco Nitto Palma, senatore romano eletto in Calabria con i voti dei calabresi.
Sulla vicenda Ippoliti l’assessore Minasi offende la città e si arrampica sugli specchi.
(da lettere a Strill)
Egregio direttore, ho appena finito di leggere (anzi di rileggere per la terza volta) la nota dell’assessore all’ambiente del comune di Reggio Calabria Tilde Minasi relativa all’azione provocatoria di Gianni Ippoliti all’Aeroporto dello Stretto, e non riuscendo nonostante tutta la mia buona volontà a trovare significati diversi da quello che appare, esprimo tutta la mia indignazione per la supponenza con cui la dottoressa Minasi affronta l’argomento. “Senza voler aprire alcuna polemica”, dice l’assessore, scaricando la colpa della vergogna nazionale a cui è stata esposta per l’ennesima volta la nostra città sulla SOGAS e sui cittadini, con un passaggio “soft” su chi è preposto alla cura e alla manutenzione degli spazi pubblici. Abbiamo così scoperto che, secondo la sua stessa tesi, la dottoressa Minasi è doppiamente responsabile della brutta figura fatta: una volta in veste di responsabile preposto ed un’altra volta in veste di cittadina, visto che ha inteso inserire nel calderone tutta la cittadinanza compresa quindi anche lei (e saprà certamente di cosa parla, quando parla per se). Mettendo da parte l’ironia, l’umiltà non è una virtù che ha mai contraddistinto gli esponenti della coalizione di cui fa parte l’assessore Minasi, se è vero come è vero che tutti insieme continuano da anni a sostenere che a Reggio va tutto bene e che i problemi sono “affrontati” puntualmente (dicono proprio così, affrontati; chissà quando mai ce ne sarà uno “risolto definitivamente”, anziché “affrontato”). Vorrei ricordare alla dottoressa Minasi che la città non le ha conferito la nomina di moralizzatrice pubblica, bensì quella di amministratore; che proprio in qualità di amministratore non le è consentito esprimere opinioni generiche e gratuite sull’intera cittadinanza, e che caso mai è lei ad essere sottoposta al giudizio dei cittadini per il suo operato. Oltre che avere il compito di mantenere pulita ed in ordine la nostra città, l’amministrazione comunale ha i mezzi legali per prevenire ed eventualmente sanzionare le infrazioni a cui la dottoressa Minasi si riferisce, individuando i singoli o anche le aziende che le commettono (che purtroppo esistono, non c’è dubbio), e se non lo fa è inadempiente ai suoi doveri verso la città e verso i cittadini che si comportano civilmente, che sono la maggioranza e che pretendono di ricevere, in cambio, rispetto ed una città vivibile.
mercoledì 6 luglio 2011
Assessore, ci sei o ci fai?
L'assessore regionale al bilancio Giacomo Mancini (Junior) ha recentemente esultato sul suo blog per l'interesse del quotidiano inglese "The Indipendent" verso la Calabria e per le lodi che vengono tessute nel servizio verso l'amministrazione Scopelliti e verso se stesso in particolare. Peccato che il servizio in questione sia risultato un vero e proprio inserto a pagamento commissionato per conto della Regione Calabria ad un'agenzia di pubblicità esclusivista per il "The Indipendent". Costato tra l'altro 12.000 euro, e di cui non si è notato per niente il ritorno d'immagine. Il Corriere della Calabria, in un servizio sul numero 3 del 2011 espone spietatamente l'ennesimo spreco con annesso inganno mediatico commesso dall'amministrazione regionale in carica.
Sotto, il servizio di "The Indipendent" con l'intervista a Giacomo Mancini, che non potrà dire di non conoscere la natura dell'articolo a meno di non ammettere contestualmente di essere un ingenuotto, e, naturalmente, di non potere ricoprire la carica di assessore (al bilancio, poi!).
E per finire, a riprova della cura con cui è stato confezionato il reportage pagato profumatamente, nel servizio una bella foto di Scilla, con la didascalia: "panorama di Reggio Calabria, una delle più belle città della Calabria".
martedì 21 giugno 2011
Quando il torbido s'intorbidisce
Lo so, penso sempre a male...subito dopo che nel caso Cisterna si è inserito a gamba tesa Gioacchino Genchi, asserendo di essere stato fermato da Cisterna durante le indagini su Sisinio Zito e suo fratello, ecco che sbuca Saverio Zavettieri con un comunicato stampa sull'argomento, dove stigmatizza proprio l'uso dei tabulati telefonici di cui parla Genchi. Sarà un caso, ma Zito e Zavettieri, oltre che ad avere le stesse iniziali hanno anche un passato comune nel PSI e sono stati uno senatore e l'altro deputato contemporaneamente, dal 1983 al 1994 sempre nel PSI. Uno è nato a Condofuri, l'altro a Bova Marina.
mercoledì 15 giugno 2011
Il ministro delle bugie e della maleducazione
Ormai il mini-stro alla confusione mentale Renato Brunetta ha raggiunto il livello di guardia: non sopporta gli insulti prima ancora di meritarseli.
Intervenuto al convegno sulla Giornata nazionale dell'innovazione, al termine del suo intervento è stato interpellato da due signore che hanno chiesto di fare una domanda. Il politico veneziano le ha invitate a salire sul palco e a presentarsi, ma appena hanno pronunciato la parola "precari", l'onorevole Brunetta si è spazientito e senza nemmeno ascoltare quello che le due donne avevano da dire è sceso dal palco, dicendo: "Grazie, arrivederci...questa è la peggiore Italia!". Già da se questo comportamento è a dir poco indegno di una persona civile; ma c'è di più: il ministro Brunetta ha anche la faccia tosta di giustificarsi raccontando una serie di balle a sostegno del suo comportamento; lo ha fatto sul suo blog e con un video su Youtube. Titolando con un demenziale "Ieri pomeriggio sono stato insultato dall’Italia peggiore" asserisce di avere interrotto la discussione perchè la domanda era fuori argomento, ma dal video si vede chiaramente che la signora si era ancora solo presentata; dice poi di avere reagito agli insulti, ed anche in questo è clamorosamente smentito dal video, dove si vede che lui pronuncia la sua frase offensiva praticamente subito, e che gli insulti che si becca dopo sono a conseguenza del suo comportamento.
Il caso BANDAFALO'
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| immagine da LiberaReggio.org |
Un altro dei casi incomprensibili della nostra città e provincia: il recente sequestro del lido Bandafalò, una porzione di spiaggia recuperata e riconsegnata alla cittadinanza da parte dell'Associazione Bandafalò di Villa San Giovanni. Un'Associazione impegnata nel sociale con varie iniziative in Italia ed all'estero, con l'iniziativa "Bandafalò for Africa". Secondo l'accusa, i volontari dell'associazione in combutta con l'ufficio urbanistica del comune di Villa San Giovanni, avrebbero emesso atti falsi e viziati da incompetenza al fine di realizzare uno stabilimento balneare commerciale, camuffandolo per una Onlus a favore del territorio villese e di vari progetti benefici in Costa d'Avorio; inoltre l'area utilizzata per il lido sarebbe molto superiore a quella che il comune di Villa San Giovanni ha dato in concessione all'Associazione. In questo video da Telereggio News del 14 giugno 2011 l'intervista ad Antonio Oppedisano, presidente di Bandafalò. Dove si concretizzi l'aspetto commerciale dell'attività di Bandafalò non è al momento dato sapere, visto che il servizio offerto dal Lido è praticamente gratuito e i ricavi derivanti dal chiosco interno al lido sono destinati alle missioni umanitarie ed a coprire le spese.
venerdì 10 giugno 2011
È impossibile per chiunque dissacrare i Bronzi.
(da lettere a Strill)
Vorrei dire anch’io qualcosa sulla polemica aperta sullo spot dei Bronzi di Riace che promuovono (anzi, promuoverebbero, direi) la nostra regione. Il Presidente della regione Calabria Giuseppe Scopelliti ha difeso l’iniziativa affermando tra l’altro che le polemiche lo hanno fatto ridere; naturalmente ognuno è libero di ridere di quello che vuole purché rispetti le persone. E infatti anche io ho riso perché ho pensato: “ma se uno vuole invogliare qualcuno ad andare a vedere qualcosa di bello, perchè glielo rappresenta deformato, diverso dalla realtà in peggio?” Certo, lo spot intenderebbe promuovere l’intera Calabria, non solo i Bronzi, ma se i testimonial sono brutti e fanno parte del prodotto offerto non si può pretendere che chi vede lo spot si aspetti qualcosa di meglio dal resto, a meno che nello spot non si faccia vedere anche la realtà oppure a meno che in Calabria non ci sia già venuto. Personalmente non mi piace, ma non perché non attiri l’attenzione, anzi. I Bronzi (quelli veri) sono bellissimi per almeno due motivi: l’eccezionale maestria dell’ignoto autore nella rappresentazione dei particolari, vene, tendini, muscoli: fissando le vene delle gambe si ha l’impressione di vedere scorrere il sangue. La posa scelta per entrambi, cito: “I Bronzi di Riace presentano una notevole elasticità muscolare essendo raffigurati nella posizione definita a chiasmo. In particolare il bronzo A appare più nervoso e vitale, mentre il bronzo B sembra più calmo e rilassato. Le statue trasmettono una notevole sensazione di potenza, dovuta soprattutto allo scatto delle braccia che si distanziano con vigore dal corpo.” Io ne aggiungo un altro: l’incredibile senso di dinamicità che danno le due statue, pur nella loro immobilità assoluta. Ed è proprio questo il punto, anzi, i punti: i due orrendi sgorbi dello spot non hanno nemmeno una delle doti peculiari dei veri Bronzi. Sono logicamente deformati rispetto all’originale essendo una riproduzione computerizzata, non sono immobili ed addirittura giocano a pari e dispari e parlano; l’uomo nudo in movimento e visto di fronte di solito è ridicolo, “dicciamolo”; aggiungerei che uno dei due parla inopportunamente con una voce molto simile a quella di un politico molto noto, che proprio per la sua voce e la sua cadenza viene spesso preso in giro. Non si facciano paragoni assurdi con pubblicità in cui sono state utilizzate altre opere d’arte (la Gioconda, il David, la Statua della Libertà); in quei casi gli spot promuovevano prodotti commerciali che invero poco c’entravano con i testimonial stessi. Chi ha parlato di Bronzi dissacrati ha permesso che i difensori dell’iniziativa si aggrappassero ad esempi fuori luogo. È impossibile per chiunque dissacrare i veri Bronzi; ma se ne può dare una pessima idea a chi non li ha mai visti…per esempio con uno spot del genere. Se poi, dopo avere attirato l’attenzione (questo si) neanche se ne approfitta per mostrare le bellezze naturali della nostra regione… In tutto lo spot solo tre immagini chiare di luoghi reali senza neanche indicazione, ed un duetto comico tra due brutte parodie delle più belle statue del mondo.
mercoledì 8 giugno 2011
lunedì 6 giugno 2011
Ciao Marcù!
Stamattina a Scalea (CS) è morto un ragazzo di 16 anni. Si è suicidato facendosi travolgere da un treno, l'Eurostar 9371. Si chiamava Marco; non lo conoscevo, ma a modo suo era ferroviere come me: faceva parte del mondo ferroviario, in veste di appassionato, uno di quei ragazzi che vivono e si nutrono di locomotive e vetture ferroviarie, di scambi e binari. Uno di quei ragazzi che spesso vedo sui marciapiedi delle stazioni intenti a fotografare tutto ciò che è ferrovia. Conosco alcuni suoi amici con cui condivideva la sua passione, che mi hanno informato dei particolari. Su Facebook, un suo amico lo saluta così:
Un giorno, forse, ci rivedremo...magari a sbraitare sulle faccende delle nostre squadre calabresi o sul fatto che la nostra ferrovia è andata a rotoli...un giorno, forse, potrai anche spiegarmi il motivo per cui oggi hai deciso di farti inghiottire dal tuo mondo...ciao Marcù...
Quando c'è una morte sui binari, tutti gli addetti ai lavori ne vengono coinvolti emotivamente, anche se non conoscono la vittima. Ancora di più se la vittima è un collega.
venerdì 3 giugno 2011
Berlusconi tocca il Re-Un gesto normale nel 2011
Durante la parata militare sui Fori Imperiali per la Festa della Repubblica del 2 giugno, Berlusconi ha toccato il re di Spagna ignorando la regola internazionale che prevede che re e regine non si possono toccare, a meno che non siano loro stessi a fare la prima mossa. Dopo il gesto Berlusconi è stato ripreso dal Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, che evidentemente invece ricordava bene la regola. Anche questa volta i media non hanno perso l'occasione per esaltare la gaffe del premier. Erano presenti i rappresentanti di 80 paesi, tra cui molti Capi di Stato e di governo, e la cerimonia è stata più fastosa in onore del 150° anniversario dell'Unità d'Italia. Certo, se il protocollo prevede che i re non si possono toccare, occorre rispettarlo, ma un'attenzione maggiore anche a certi aspetti delle celebrazioni non guasterebbe: per esempio, che ci azzecca, come direbbe il buon Tonino, la Festa della Repubblica con il 150° anniversario dell'Unità d'Italia? L'unità d'Italia è indiscutibilmente opera di un re, giusta o sbagliata che sia. Il discendente di quel re è stato cacciato dall'Italia mentre ne era re, per insediare la Repubblica. Adesso, nell'anniversario della Repubblica Italiana, si festeggia contemporaneamente l'opera di colui che è stato scacciato dall'Italia (nella persona del suo discendente) ad opera dei repubblicani. Direi che la cosa stona un po', a volere essere buoni. Ma vogliamo, una volta per tutte, cercare di essere meno ipocriti, in questo Bel Paese? E Berlusconi lasciamolo in pace, che ha fatto un gesto normale, da persona normale, almeno questa volta!
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