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"passo la vita fuggendo dalla mia ignoranza"
NON CAPISCO...E NON MI ADEGUO!!!
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sabato 30 aprile 2011

Ndrangheta, Religione e Politica: Santa, Santeria e ..... Santineria

santini dentro una teca sul Corso Garibaldi (foto di Natale Zappalà)
La Santa o Società maggiore è un'organizzazione malavitosa, secondo le confessioni dei pentiti, nata a metà degli anni settanta in seno alla 'Ndrangheta. Chi fa parte di questa associazione viene chiamato santista, ed è uno degli ultimi gradi della gerarchia calabrese. I Santisti potevano essere massimo 33, ma col tempo ne furono accettati anche di più. Chi appartiene alla Santa può avere contatti con persone non affiliate e che hanno prestato giuramento ad altri corpi come: carabinieri, politici, magistratura e soprattutto con la massoneria.

La Santeria
(Santería secondo la grafia spagnola) nasce dal sincretismo di elementi della religione cattolica con altri della religione tradizionale yoruba, praticata dagli schiavi africani e dai loro discendenti a Cuba, in Brasile, Porto Rico, Repubblica Dominicana, Panama e anche in luoghi con molti immigrati latinoamericani negli Stati Uniti (come Florida, New York e California). I praticanti vengono chiamati "santeros".

La Santineria
è una pratica molto diffusa a Reggio Calabria durante le competizioni elettorali, classificata tra le abitudini moleste; consiste nel fare stampare migliaia di cartoncini e foglietti con il nome e la fotografia del candidato da pubblicizzare e il simbolo della lista di appartenenza e distribuirli a tappeto dappertutto a chiunque ed in ogni luogo possibile ed immaginabile, compresi i servizi igienici dei treni, le cassette della posta dei condomini, gli studi medici ed i saloni dei barbieri;  quelli che durante le campagne elettorali distribuiscono il santino a chiunque incontrano, anche se non lo conoscono (anzi se non lo conoscono è pure meglio), gratis (i più ingenui) dietro promesse  varie (i più ingenui dopo quelli precedenti) a pagamento (i più smaliziati) o per simpatia (i più…boh!) sono detti Santinisti e di solito la gente che li riconosce appena li vede cambia strada. Per essere Santinisti non è necessario essere maggiorenni, né conoscere personalmente il candidato soggetto del santino, nè addirittura risiedere nel collegio elettorale del candidato stesso. Può anche accadere che il Santinista si chiami Santino di nome, ciò non è ostativo al compito da svolgere.  Comunque si chiamino anagraficamente, i Santinisti spesso vengono chiamati anche scassac…. o rompipal... , o più educatamente scocciatore. Il Santinista usa abitualmente, al termine della giornata, sparpagliare per la strada o in posti aperti al pubblico il materiale che non è riuscito ad appioppare ai passanti e conoscenti, contribuendo in modo consistente a riempire di cartacce la città, oltre che a rompere le scatole ai cittadini.

venerdì 29 aprile 2011

Angiulinu e Don Limitri- parte seconda

 Secondo dialogo immaginario (ma non troppo).
-Pronto, Angiulinu?-
-Si, pronto, cu parra?-
-Angiulinu, ndon Limitri, sugnu!-
-Ah! ndon Limitri, chi si rici?..comu vai a campagna elettorali?-
-Dicimu puru chi non è chi mi stati iutandu, vui autri collaboratori!-
-Chi vuliti diri, ndon Limitri?-
-Ma mannaia...t'aviva dittu mu mi trovi un locali supra o Corsu Garibaldi mi iapru a segreteria politica...-
-Elettorale, dicistuvu mi scrivimu, non politica...('a differenza n'a capiscia, però!)-
-Elettorali, politica, cchiù chi segreteria mi trovasti un gabinettu; un palazzu megghiu cumbinatu non c'era? Ch'i teloni sutta e barcuni, strazzati puru, cu rischiu mi nci carunu cacini nta testa 'e me potenziali elettori?...E si unu si spacca cu 'u pava? Ieu NO!-
- Ndon Limitri, vulistuvu 'u locali supra o Corsu vicinu a Palazzu San Giorgio, chistu c'era disponibili e chistu pigghiai! Si vui vi ricordati all'urtimu, chi vuliti i mia?-
-Ma Angiulinu, a viristi a segreteria politica i chidd'atru?-
-Cui? L'avvocatu chi gira c'u pulminu?-
- Si, l'avvocatu, iddu m'interessa, l'autri mancu i viu! U palazzu avi a facciata nova, pulita; duna l'impressioni d'a pulizia, d'a trasparenza...ma senti, ddi teloni non si ponnu cacciari?-
-S'i cacciamu carunu cacini e cacchirunu si cciunca, e si si cciunca poi non vi vota, anzi vi manda i minditti!-
-Ma allura, n'e potimu fari mentiri azzurri, almeno sunnu du culuri du partitu?-
- N'o sacciu, ndon Limitri, aiu a viriri; ma na cosa a sacciu sicuru: pi sta vota comu iu, iu! Ma 'e prossimi elezioni, si vi portati truvativi a n'atru pill'immaggini, pirchì ieu i miracoli n'e  sacciu fari; a Riggiu a situazioni chista è: cari tuttu a pezzi, e vui vuliti  fari u sindacu  "della continuazione", perciò cuntinuati! 'U candidatu du cambiamentu è chidd'atru! Apoi vuliti cuntu i mia c'a mundizza vi cumbogghia i manifesti e chi vi  carunu i cacini rancoddu. Vi salutu, ndon Limitri!-

Traduzione in italiano dal dialetto reggino:
-Pronto, Angelino?-
-Si, pronto, chi parla?-
-Angelino, sono don Demetrio!-
-Ah! Don Demetrio, che si dice? Come va la campagna elettorale?-
-Diciamo pure che voi collaboratori non mi state aiutando!-
-Che volete dire, don Demetrio?-

-Ma mannaggia...ti avevo detto di trovarmi un locale sul Corso Garibaldi per aprire la segreteria politica...-
-...elettorale, avete detto di scrivere, non politica. (Ma la differenza non l'ho capita, però!)-
-Elettorale, politica, più che una segreteria mi hai trovato un gabinetto; un palazzo combinato meglio non c'era? Con i teloni sotto i balconi, strappati, pure. Con il rischio che cadano calcinacci sulla testa dei miei potenziali  elettori? E se uno si fa male chi lo paga? Io NO!-
-Don Demetrio, avete voluto un locale sul Corso Garibaldi, vicino palazzo san Giorgio; questo era disponibile, e questo ho preso! Se voi vi ricordate in ritardo, che volete da me?-
-Ma Angelino, hai visto la segreteria politica di quell'altro?-
-Chi, l'avvocato che gira col pulmino?-
-Si, l'avvocato, lui m'interessa, gli altri non li vedo neanche! Il palazzo ha la facciata nuova, pulita, da un'idea di pulizia, di trasparenza...ma senti, quei teloni non si possono togliere?-
-Se li togliamo, cadono i calcinacci e qualcuno si fa male; e se si fa male, poi non vi vota, anzi vi manda le maledizioni.-
-Ma allora non li possiamo  fare mettere azzurri, almeno sono del colore del partito?-
Non lo so, don Demetrio, devo informarmi; ma una cosa la so di sicuro: per stavolta, è andata com'è andata! Ma alle prossime elezioni, se vi candidate, trovatevi un altro responsabile per l'immagine, perchè io i miracoli non li so fare; a Reggio la situazione è questa. Cade tutto a pezzi, e voi volete fare il sindaco "della continuazione" quindi continuate! Il candidato del cambiamento è l'altro! E poi volete conto da me se la spazzatura vi seppellisce i manifesti e se vi cadono i calcinacci addosso. Vi saluto, don Demetrio!


mercoledì 27 aprile 2011

Il "naturale sviluppo"

Per il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, "l'ulteriore impegno dell'Italia in Libia costituisce il naturale sviluppo della scelta compiuta dall'Italia a marzo". Così Napolitano appoggia la scelta dei raid sulla Libia, che rispettano..."la linea fissata nel Consiglio Supremo di difesa da me presieduto e quindi confortata da ampio consenso in Parlamento". E così, dalle sagge parole del Capo dello Stato scopro che, secondo lui: 
1) le guerre hanno un "naturale sviluppo"
2) se c'è un ampio consenso in Parlamento le guerre le possiamo fare anche noi
"Naturale sviluppo": in realtà nelle azioni di guerra non c'è niente di  naturale; ma è innegabile che tutte le azioni del genere fino ad oggi intraprese in varie parti del mondo hanno sempre seguito lo stesso filo conduttore ed avuto le stesse conseguenze.  E fino ad oggi anche in Libia abbiamo visto la stessa sceneggiata: prima "non partecipiamo ad azioni di guerra", poi "mandiamo solo addestratori per i ribelli", poi "partecipiamo con azioni aeree ma non spariamo", poi  "spariamo ma solo agli obiettivi militari, ma non mandiamo soldati  a terra". Visto che il nostro quasi ottantaseienne Presidente della Repubblica ha sancito un  nuovo (almeno per me) concetto, i prossimi "naturali sviluppi" dovrebbero essere: "ci è scappato un missile, chiediamo scusa al popolo libico per i morti", "è necessario partecipare alla spedizione di terra, ma con un contingente di specialisti  di numero limitato", "è necessario aumentare il numero dei soldati per garantire l'incolumità  delle nostre truppe", "ce ne andremo dalla Libia appena sarà ristabilito l'ordine e la democrazia", "contiamo di ritirarci dalla Libia entro il 2050"...etc. etc. etc.. In tutta questa  storia, prevedibile come ho già  detto, perché già successa, la novità è un Capo dello Stato con il passato di Giorgio Napolitano che sostiene non solo il concetto di guerra giusta, ma ne ipotizza anche il "naturale sviluppo".

venerdì 15 aprile 2011

Angiulinu e Don Limitri

 Dialogo immaginario (ma non troppo).

-Pronto, ndon Limitri?-
-Si, pronto! Cu è?-
-Ndon Limitri, ieu sugnu, Angiulinu!-
-Ah! Angiulinu... mi 'mpicciasti i manifesti?-
-Si, ndon Limitri, i chistu v'aviva a parrari...c'è un problema!-
-Chi problema c'è? Ti mmanca a colla?-
-No, viriti, c'esti u furgoncinu chi  mintia a Piazza Castellu, c'a vostra fotu, chi praticamenti ora è cumbogghiatu ra mundizza. Cacchi sdisonestu 'nci fici a fotografia e a misi supra internetti; ora sta fotografia  sta girandu e menza città sta rrirendu...e l'atra menza ciangi! Non sacciu chi mi  fazzu.-
-Mannaia!!!! Ma a cu spetti m'u cacci i  dda! E poi, propriu ammenzu a mundizza, ll'avivi a posteggiari?-
-Ndon Limitri, era l'unicu posteggiu gratuitu liberu 'nta piazza. Ch'i quattru sordi chi mi rati vuliuvu mi vi pavu puru u posteggiu? E comunque, quandu u posteggiai a mundizza non c'era; ora non è ch'è curpa mia s'i vostri amici n'a cogghiunu avi na settimana! U furgoncinu n'o pozzu cacciari i dda, pirchi non mi parti, è scassatu e nci voli u carru attrezzi. Non potiti viriri mi si cogghiunu dda mundizza? Vui siti u candidatu a sinducu ra maggioranza, minati puntati e facitila cacciari!-
-Ora viu...-
Dopo un quarto d'ora:
-Pronto, Angiulinu!-
-Si, ndon Limitri... a facistuvu cacciari, a mundizza?-
-Nciu' rissi, ma mi rrispundiru chi mu 'nzonnu, non hannu comu mi fannu. Avimu a truvari n'atra soluzioni!-
-Vardati, allora l'unica soluzioni chi  rresta è mi cumbogghiamu a vostra facci. Nci mentu nu bellu manifestu i pubblicità ri condizionatori d'aria, chi simu prossimi a 'stati, e cusì almenu limitamu i danni.-
-Si ma ieu u manifestu tu pavai, tu m'u cacci i dda e a genti n'o viri, e cu mi pava i danni a mia?-
-Ndon Limitri, sintiti a mia: è l'unica soluzioni! E poi, tuttu vui vuliti! A mundizza n'a voliti cacciari, u manifestu n'o vuliti cumbogghiari, i danni i vuliti pavati i mia....non è chi all'urtimu, vuliti puru a genti mi vi vota?-


Traduzione in italiano dal dialetto reggino:
-Pronto, don Demetrio-
-Si, pronto! chi è?-
-Don Demetrio, io sono, Angelino!-
-Ah! Angelino, li hai affissi i miei manifesti?-
-Si, don Demetrio, di questo vi volevo parlare...c'è un problema!-
-Che problema c'è? hai finito la colla?-
-No, vedete, c'è il furgoncino che ho posteggiato a Piazza Castello, con la vostra fotografia, che praticamente è sommerso dalla spazzatura. Qualcuno lo ha fotografato ed ha pubblicato la foto su internet, ed ora c'è mezza città che ride...mentre l'altra mezza piange! Non so che fare.-
-Mannaggia!! Ma a chi  aspetti a toglierlo da li? E poi, proprio in mezzo alla spazzatura lo dovevi posteggiare?-
-Don Demetrio, era l'unico posteggio gratuito libero in tutta la piazza. Con i quattro soldi che mi date non pretenderete che paghi anche il posteggio? E comunque quando l'ho posteggiato la spazzatura non c'era; non è certo colpa mia se i vostri amici non la raccolgono da una settimana! Il furgoncino non lo posso spostare, perchè è scassato, non parte e ci vuole il carro attrezzi. Non potete fare in modo che vengano a raccogliere la spazzatura? Voi siete il candidato a sindaco della maggioranza, battete i pugni sul tavolo e fatela togliere!-
-Adesso vedo cosa posso fare.-
Dopo un quarto d'ora:
-Pronto, Angelino!-
-Si, don Demetrio...l'avete fatta togliere, la spazzatura?
-Io gliel'ho detto, ma mi hanno risposto che me lo posso sognare, non hanno modo di farlo. Dobbiamo trovare un'altra soluzione.-
-Guardate, allora l'unica soluzione che resta è coprire il manifesto con la vostra immagine. Gli metto sopra un bel manifesto di pubblicità di condizionatori d'aria, che siamo vicini all'estate, e così limitiamo i danni.-
-Si, ma io il manifesto te l'ho pagato, tu lo togli e quindi la gente non lo vede, ed a me chi me li paga i danni?-
-Don Demetrio, sentite a me, è l'unica soluzione. E poi, tutto voi, pretendete! La spazzatura non la volete togliere, il manifesto non lo volete coprire, i danni li volete risarciti da me...non è che alla fine, pretendete anche che la gente vi voti?-





Spariamo ai migranti? Per ora no, ma....





Per Castelli, se Umberto Bossi "dovesse tener botta per cinque o sei anni" il Trota potrebbe essere il nuovo leader della Lega. Ai migranti si può sparare perchè "così fan tutti". Secondo Speroni ....ma insomma, ascoltateveli voi stessi!!!

Continuiamo insieme? Meglio di no!

Piazza Castello- Centro Storico-Reggio Calabria
Proprio stamattina (15 aprile 2011) ho scattato la foto sopra, e le altre pubblicate in questo post. Quello che non sopporto assolutamente è sentirmi preso in giro. La città è sommersa dai rifiuti che non vengono raccolti ormai da giorni, per vari motivi che nessuno si preoccupa neanche di spiegare, ammesso che ci sia qualcosa da spiegare. L'amministrazione comunale in carica è latitante sul problema, ma il candidato a sindaco della maggioranza Demetrio Arena, con il suo sorrisetto accattivante ci invita a "guardare al futuro" ed a "continuare insieme".
A Sbarre, poi, nel mio quartiere, ho letto (sempre stamattina) questo avviso:
stanotte la società Leonia (quella che raccoglie, o almeno dovrebbe farlo, i rifiuti) effettuerà la "disinfestazione e derattizzazione". La derattizzazione si fa con le esche avvelenate, che dovrebbero essere "appetite" dai topi; dubito fortemente che i topi di Sbarre abbiano alcun bisogno di ingurgitare le esche della Leonia, visto che hanno solo l'imbarazzo della scelta, per i pasti.
Viale Europa-Quartiere Sbarre- Reggio Calabria



Piazza Castello-Centro storico- Reggio Calabria

venerdì 1 aprile 2011

Mi spiegate perché dovrei votare Massimo Canale?

Reggio Calabria- sobborgo di Beirut dopo i bombardamenti
L’imminente tornata elettorale per le cariche amministrative della nostra città porrà senz’altro i cittadini di fronte alla scelta se continuare a preferire i rappresentanti dell’amministrazione uscente o se scegliere un modello alternativo (e quindi diverso) di  amministrazione; io credo che la risposta sia sotto gli occhi di tutti, chiunque viva in città può apprezzare personalmente i benefici effetti del lavoro svolto dall’amministrazione uscente:
l’acqua sgorga potabile e copiosa dai rubinetti a qualsiasi ora del giorno e della notte; i rifiuti vengono  raccolti regolarmente, non esiste alcun sito in città  che venga utilizzato come discarica; in città si può posteggiare tranquillamente dappertutto, nessuno è costretto a fare i salti mortali per fermarsi anche un solo momento, il traffico è scorrevolissimo a tutte le ore della giornata, il manto stradale è perfetto, le buche sono solo un antico ricordo. Sul Corso Garibaldi, la via più centrale ed importante della città, non esistono buche né marciapiedi dissestati; e anche sul glorioso Lungomare, il chilometro più bello d’Italia, i marciapiedi sono praticabili e godibilissimi dai cittadini. La Piazza Castello è una bomboniera, altrettanto Piazza Carmine e le altre piazze del centro. I trasporti pubblici sono efficientissimi, con due terminal autobus inaugurati ed operativi da tempo; quando piove un po’ di più del minimo l’acqua si convoglia diligentemente negli appositi tombini senza allagare le strade, le piazze e i piani terra delle abitazioni. La periferia è il fiore all’occhiello della città: strade moderne, corredate da marciapiedi, nessuna frana che impedisca il passaggio ai mezzi dei cittadini residenti, illuminazione efficiente, servizi pubblici impeccabili. La via Sbarre superiori non ha catapecchie fatiscenti che crollano su se stesse; le erbacce non regnano sovrane dappertutto.  La vecchia caserma 208 è stata sgombrata dall’accampamento rom e adesso al suo posto c’è un bellissimo parco alberato con panchine e area per i bambini; il Castello Aragonese adesso può accogliere il pubblico sul proprio tetto, perché è stato installato in poco tempo un moderno ascensore che permette alla cittadinanza di fruire pienamente del sito, sia della piazza, che è stata in breve tempo liberata dalla recinzione che la ingabbiava, che del Castello; un moderno nuovo mercato ortofrutticolo è stato reso operativo in poco tempo, sbarazzando il centro cittadino della vecchia struttura ormai fatiscente, ed altrettanto è stato  fatto con il carcere. Il Rione G è un bellissimo quartiere  senza più le case pericolanti che erano ritrovo di delinquenti e malintenzionati. La Villa Comunale è un parco fruibile dai cittadini e di notte non diventa ricettacolo di malintenzionati e disperati. L’aeroporto, grazie all’amicizia del nostro amato ex sindaco e ora governatore con il ministro dei trasporti, è al sicuro, non sarà declassato, la città metropolitana (merito dell’onorevole Bocchino, che il nostro amato ex sindaco Scopelliti avrebbe voluto insignire della cittadinanza onoraria) è una realtà; siamo fortunati ad avere amministratori che hanno  “amicizie personali”, non abbiamo bisogno di fare le cose con fatica, conoscere aiuta. Gli amministratori comunali agiscono in perfetta armonia, nell’interesse della città, sono sempre disponibili per i cittadini, e il vecchio clima di mistero ed illegalità diffusa che regnava tempo fa è solo un ricordo, nessuno si sognerebbe neanche lontanamente di andare a controllare i bilanci; tutti i dipendenti del comune e delle società miste ricevono regolarmente e per intero il loro stipendio, nessuno protesta perché non c’è niente per cui protestare. Per la verità un piccolo neo ci sarebbe: ho nostalgia delle iniziative estive che da un po’  non si svolgono più, per esempio la presenza di RTL 102,5 sul Lungomare, o Valeria Marini che passeggia sul Corso Garibaldi, ma so anche che è un momento di crisi di liquidità e che a breve tutto ritornerà come prima; un sacrificio, seppur così pesante, si può fare.
Insomma, in definitiva va tutto bene, nessuno si sogna di lamentarsi, e soprattutto i nostri attuali amministratori non passano le giornate a scrivere comunicati che ripetono continuamente le stesse cose perché altre da dire non ne hanno. Io cittadino di una città modello, perché dovrei ambire ad una città normale, a misura d’uomo ma reale? In un paradiso del genere, PERCHÉ DOVREI VOLERE IL CAMBIAMENTO?

giovedì 31 marzo 2011

l'ASP non paga?...e io blocco le ambulanze! firmato: Equitalia

Ancora questa non l'avevo sentita: Equitalia ETR Spa ha posto sotto fermo amministrativo tre ambulanze del 118 dell'ASP di Reggio Calabria in servizio nella piana di Gioia Tauro a causa di cartelle esattoriali non pagate per l'ammontare di  € 54.673,59. Questo il comunicato dell'ASP di Reggio Calabria in merito alla vicenda: - il Commissario Straordinario dr.ssa Grazia Rosanna Squillacioti venuta a conoscenza del “fermo amministrativo” delle ambulanze, ha disposto con atto deliberativo il pagamento  delle relative cartelle esattoriali per un importo di euro 54.673,59, dandone tempestiva comunicazione dell’avvenuto pagamento ad Equitalia tramite fax per ottenere l’immediata liberatoria.  Si precisa che il suddetto debito risulta risalente ad anni pregressi (2007-2009) non imputabile all’attuale Direzione. La dr.ssa Squillacioti ha dato mandato al responsabile del procedimento per definire ogni utile adempimento al fine di pervenire celermente alla cancellazione del “fermo amministrativo” iscritto sui tre veicoli aziendali. Ha inoltre dato mandato all’Ufficio Legale per l’accertamento delle responsabilità ed all’Ufficio Affari Generali per l’invio della suddetta deliberazione alla Corte dei Conti. - A parte l'inadempienza dell'ente debitore che si è messo in condizioni di essere sanzionato, mi domando e domando ai nostri politici amministratori competenti, se è possibile e soprattutto legalmente permesso che Equitalia possa bloccare l'utilizzo di tre ambulanze del 118  al fine di riscuotere un debito. Mi domando e domando a chi di dovere se non si possa paragonare tale atto all'interruzione di pubblico servizio o a reato simile, considerato anche che l'ASP di Reggio Calabria ha decine di altri automezzi di uso senz'altro meno  importante che avrebbero potuto essere oggetto del procedimento amministrativo. Possibile che per l'inadempienza di qualche burocrate debba essere penalizzata l'utenza di un servizio di vitale importanza come il 118?

venerdì 25 marzo 2011

Un concorso di idee per il futuro di Saline Joniche (senza carbone)

La Provincia di Reggio Calabria bandirà nei prossimi giorni un concorso internazionale di idee per la “Riqualificazione del waterfront di Saline Joniche e la realizzazione di un Parco naturale e Antropico”. Un concorso per il quale, su richiesta dell’Assessore all’Ambiente Giuseppe Neri, sono stati stanziati 80 mila euro, che mira a sollecitare un intervento urgente e risolutivo su un’estesa area dalle forti valenze naturalistiche, geologiche, storico-culturali e paesaggistiche, purtroppo da anni simbolo di scelte e interventi fallimentari.
E’ la risposta della Provincia al perseverare di tentativi di gruppi imprenditoriali stranieri di realizzare nel Comune di Montebello una centrale a carbone; un’opera impattante dal punto di vista ambientale, nociva alla salute umana e devastante per ogni ipotesi di rinascita turistica, agricola e commerciale della zona, dell’Area Grecanica e dell’intero ambito provinciale. E’ un serio e fondato incentivo alla ricerca di alternative ecosostenibili, la creazione di opportunità occupazionali stabili e salubri per i giovani e la promozione del territorio reggino all’interno e l’esterno dei confini nazionali.
Il concorso di idee predisposto dall’Assessorato all’Ambiente, a cui potranno partecipare liberi professionisti singoli e associati, società di professionisti e di ingegneria, riguarderà progetti corredati di studi di fattibilità economico-finanziaria attraverso investimenti pubblici e privati (project financing), miranti alla valorizzazione di quattro punti focali nell’area ricadente tra Capo d’Armi e la fiumara Sant’Elia:
-) l’ex area industriale della Liquichimica, cattedrale nel deserto in disuso da anni e segno del fallimento della politiche industriali propinate ai reggini, unitamente al porto di Saline;
-) l’Oasi faunistica dei laghetti del Pantano, inserita tra i siti di interesse comunitario “Natura 2000”, che accoglie varie specie di uccelli protetti da direttive europee;
-) le Officine Grandi Riparazioni (Ogr), altra infrastruttura dismessa e oggetto in passato di studi per la riconversione a polo delle energie alternative;
-) il relitto della “Laura C”, l’imbarcazione che giace nei fondali marini antistanti questo tratto costiero.
Attraverso il concorso internazionale di idee, la Provincia di Reggio Calabria ribadisce la posizione espressa dal Presidente Giuseppe Morabito, dalla Giunta e, all’unanimità, dal Consiglio di netta contrarietà all’ipotesi di sviluppo incentrata su combustibili fossili, nonché l’impegno rivolto verso un modello socialmente ed ecologicamente sostenibile, basato sulla fruizione responsabile del territorio e la condivisione delle scelte con le popolazioni locali.

Reggio Calabria, 23 marzo 2011
I Consiglieri Provinciali
Omar Minniti
Bernardo Russo

lunedì 7 marzo 2011

Non ci si può fidare di nessuno.

ALTROVE - vista dall'alto
A furia di sentire parlare (purtroppo) del grave problema dei lavoratori delle società miste del Comune di Reggio Calabria che lavorano senza percepire regolarmente lo stipendio, mi è tornato alla mente un sogno che ho fatto molto tempo fa; uno di quelli (apparentemente) senza né capo né coda, tipico dei sonni agitati:
--- sono in una città del sud Italia, ma non Reggio Calabria, chiamiamola “Altrove”; un amico mi telefona, sapendo della mia buona amicizia con un consigliere comunale della maggioranza, e mi dice: 
- sai, mio fratello a suo tempo è stato assunto a tempo determinato presso la società partecipata "MULTITIGRE", quella che si occupa di varie attività per conto del comune; adesso gli è scaduto il periodo di assunzione, e non gli è stato rinnovato -
- e che cosa c’è di strano? I contratti a tempo determinato sono appunto a scadenza temporale – dico io.
- la cosa strana è che mio fratello è uno dei pochi a cui non è stata rinnovata l’assunzione; quasi tutti sono stati riconfermati per un altro periodo. E si dice che successivamente saranno stabilizzati tutti, ma logicamente tutti quelli che al momento saranno sotto contratto. Ora ti volevo chiedere, visto che tu conosci il consigliere Nino: potremmo incontrarlo e chiedergli chiarimenti? Io vorrei sapere solo il perché di questa disparità di trattamento. Mio fratello vive con i miei genitori, ed a parte le sue esigenze personali che sono certamente sacrosante, uno stipendio completo in famiglia fa comodo, mio padre prende la pensione minima di invalidità e andare avanti in tre con quei quattro soldi non è facile, come puoi immaginare. -
- guarda, se l’esperienza che ho mi aiuta, penso che per essere assunto tuo fratello deve avere avuto un qualche “santo in paradiso”, considerato che si tratta di assunzione diretta; a chi vi siete rivolti per ottenere l’assunzione a tempo determinato?- 
sento al telefono, palpabile, la perplessità del mio amico, che evidentemente si è reso conto che la mia teoria ha un fondamento, visto l’andazzo all’ordine del giorno ad “Altrove”; tuttavia mi risponde:
- ti sbagli, da quello che so io nessuno si è interessato; io non abito con loro, ma sono convinto che se fosse come dici tu me lo avrebbero detto, se non allora, almeno adesso che mi hanno chiesto di interessarmi, capisci che se così fosse saperlo sarebbe essenziale. Fammi questo favore, se puoi. Fammi parlare con il consigliere Nino, gli chiederò solo se sa come sono andate le cose, non insisterò né  farò polemiche, te lo prometto. -
- Ok! Adesso lo chiamo e vedo quando possiamo andare a trovarlo. Logicamente non gli dico di cosa si tratta; sai, per telefono è meglio non toccare certi argomenti; glielo diremo di persona. -
Chiuso con il  mio amico, chiamo il consigliere, che con la gentilezza e la disponibilità che lo ha sempre contraddistinto mi invita ad andare da lui anche subito: è sul posto di lavoro (quello vero). Richiamo Mario:
- ci vediamo  tra mezz’ora all’ufficio del consigliere…no, non al comune, all’ufficio dove lavora; sai, quando non è impegnato al comune, di solito lui lavora veramente -
E in effetti, dopo mezz’ora, eccoci tutti e tre a sorseggiare un caffè  insieme presso la macchinetta distributrice posta nel corridoio dell’ufficio (di lavoro) del consigliere.
- Nino, ti presento il mio amico Mario, che vorrebbe chiederti qualcosa in merito alla società “MULTITIGRE” -
Mario gli ripete esattamente quanto aveva già detto a  me, ma il consigliere praticamente non lo lascia finire:
- lei non deve chiedere a me: si deve rivolgere chi ha aiutato suo fratello la prima volta. Evidentemente adesso lo ha abbandonato! -
Pur immaginando una cosa del genere, l’immediatezza e la fermezza della risposta di Nino mi lasciano a bocca aperta! Mario cerca di ribattere (dimenticando per un momento la promessa di non fare polemiche) dicendo che non c’è stato nessun aiuto, ma il consigliere conferma irremovibile la sua risposta, anzi aggiungendo:
-…impossibile! con quelle assunzioni ogni politico che conti ad Altrove ha avuto il suo (o i suoi) pupillo, non è stato assunto quasi nessuno  che non fosse “indicato”. Lei mi dice che suo fratello vive con i suoi genitori, chieda a loro e vedrà… sicuramente scoprirà che è andata come dico io. Dopo di che vada a chiederne conto a chi di dovere; mi dispiace, ma su questa cosa io non posso aiutarla. Le dico solo che chi ha avuto confermata l’attenzione del suo “santo in paradiso” ha  avuto anche riconfermata l’assunzione, e probabilmente alla fine rimarrà a tempo indeterminato. Se posso esserle utile per qualcos’altro sono a sua disposizione. - 
Al termine della discussione, salutato Nino il consigliere, Mario comincia ad avere qualche dubbio. 
- ma non mi hanno detto niente; se è vero quello che dice il consigliere, allora mi hanno mandato allo sbaraglio! Appena vado da mia madre le chiederò e ti farò sapere. Ciao e grazie.-
-si, ciao! (!!!) -
Conoscendo Mario, sapevo che non avrebbe certo aspettato di andare dai genitori per altri motivi, ed infatti dopo nemmeno un’ora, mi squilla di nuovo il cellulare.
- mannaggia li pescetti! (in effetti non ha detto proprio così) ha ragione il consigliere! Ho chiesto a mia madre e alla fine ha ammesso che c’era dietro la signora Valeria, consigliera di maggioranza ed amica sua; ed io non ne sapevo niente. Mi hanno fatto fare una pessima figura, soprattutto con te. -
- ma Mario, noi siamo amici! Non basta un episodio del genere per farti fare una brutta figura con me. Piuttosto, mi sembra che la brutta figura, in questa vicenda l’abbia fatta la signora consigliera, amica di tua madre per modo di dire. Certo che di questi tempi non ci si può fidare di nessuno!-
E Mario:
- a mia mu’ rici? (a me lo dici?) …io sono stato preso in giro da mia madre, pensa tu!-  ---
Il sogno finisce qui, mi sono svegliato e non sono riuscito a sapere se il mio amico ha poi risolto il suo dilemma, e se l’esito è stato positivo o negativo. Comunque, meno male che era un sogno, che la città di Altrove non esiste e che qui da noi,  a Reggio Calabria, queste cose non succedono! Da noi i lavoratori sono tutelati e le priorità rispettate. Sempre!.. ma in periodo pre-elettorale di più!!!

mercoledì 2 marzo 2011

ASP di Reggio Calabria - Numero Telefonico dedicato contro l'abuso sessuale ed i maltrattamenti



Dall'01 Marzo 2011 puoi chiamare al numero 0965 347030, numero dedicato contro l'abuso sessuale e i maltrattamenti.
A partire dal 1 Marzo 2011 è attivo un numero dedicato per la prevenzione dei casi di maltrattamento e/o abuso su donne e minori.
Chiamando il numero telefonico 0965 347030, dal lunedì al venerdì dalle ore 09:00 alle ore 13:00 ed il lunedì, martedì e mercoledì dalle ore 15:00 alle ore 18:00, è possibile:
- formulare segnalazioni
- inviare richieste d’aiuto
- ricevere le prime informazioni utili
- conoscere i servizi aziendali cui rivolgersi
- essere indirizzati su quelli offerti da altri enti in rete.
L’attivazione del suddetto numero dedicato è una delle attività del Progetto ISA (Interventi Sociali a favore delle famiglie) realizzato nei Consultori Familiari presenti nel territorio della Provincia di Reggio Calabria che ha l’obiettivo generale di promuovere il benessere psicofisico delle famiglie tramite i seguenti interventi:
1. sostegno alla famiglia con disagio
2. servizi alla persona immigrata
3. prevenzione e trattamento delle condotte di maltrattamento e/o abuso sulle donne e sui minori
4. sostegno e supporto alle famiglie disponibili all’affido familiare o all’adozione
5. sportelli di ascolto per le famiglie con minori affetti da problematiche psichiche.
TUTTI POSSIAMO DIRE BASTA ALLA VIOLENZA !

http://www.comune.reggio-calabria.it/on-line/Home/articolo106376.html

giovedì 24 febbraio 2011

Ma Luca Barbareschi è un male necessario?



 “E’ la prima volta nella storia che la Libia bombarda la Libia e Gheddafi un male necessario ma deve rimanere in sella. Spero in Libia, come in Egitto e l’Algeria vi sia una transizione molto lenta e non di sovversione popolare in mano ai fratelli mussulmani.” Cosi l’ex Fli Luca Barbareschi interviene alla Zanzara a Radio 24. “Ricordiamo in Germania  - continua Barbareschi a Radio 24 – la repressione dei contadini ai tempi di Lutero che furono ammazzati in centinaia di migliaia perché nella storia l’evoluzione verso la democrazia è sempre avvenuta attraverso le stragi. Credo che la storia vada pensata nel futuro, come se la leggessimo fra vent’anni”
 http://fidest.wordpress.com/2011/02/23/luca-barbareschi-gheddafi-e-un-male-necessario/

Io vorrei sapere perché  intervistano questi individui. Gente inutile se non dannosa, a cui viene concessa la dignità di esprimere un'opinione in pubblico, quando c'è chi avrebbe da dire veramente qualcosa, chiedere aiuto, esternare necessità reali,  e rimane inascoltato.

Accordo Italia - Libia: complicità in genocidio?

L'assassino con il ministro degli affari "sporchi" esteri

Mi domando se i nostri "governanti" adesso si rendono conto che rimandando indietro i migranti da quest'assassino li hanno praticamente condannati a morte. (sempre ammesso che non lo sapessero già da prima).
Soldati libici fucilati per essersi rifiutati di sparare sulla popolazione

Bella coppia


L'assassino è quello di spalle, l'altro bacia le mani

mercoledì 23 febbraio 2011

Azienda Ospedaliera di Reggio Calabria: Annullato dal Giudice del lavoro il concorso per le mansioni di Coordinatore Infermieristico. Chi paga i danni?

Nuccio Azzarà e l'avvocato Angela Gaetano
Conferenza stampa della UIL-FPL tenutasi  ieri  22 febbraio presso gli Ospedali Riuniti di Reggio Calabria per illustrare la sentenza di annullamento del concorso interno per le mansioni di Coordinatore Infermieristico (Caposala) ottenuta da un gruppo di partecipanti all’accertamento professionale patrocinati dal sindacato. Il segretario provinciale Nuccio Azzarà ha definito la sentenza “coraggiosa” con l’affermazione della legalità e del merito all'interno dell'Azienda Ospedaliera. “La storia inizia nei primi mesi del 2010 con la gestione Santagati-D'Ascola-Mannino, tramite un bando di concorso interno per l'assegnazione di dodici posti per Coordinatore Infermieristico. In molti reparti, da tempo, infermieri professionali svolgevano tale ruolo senza averne avuto ufficialmente l'incarico, quindi non potendo rispondere qualitativamente al meglio ai compiti loro assegnati, pur con il massimo impegno profuso”-ha dichiarato Azzarà. Lo svolgimento e soprattutto l’esito delle prove di esame ha manifestato, a parere del sindacato UIL-FPL e degli infermieri ricorrenti, numerosi aspetti di irregolarità e mancanza di trasparenza, e per tale motivo la UIL-FPL ha  aperto una  vertenza sindacale che è iniziata con una prima azione di protesta culminata con l’occupazione dei locali della Direzione Generale su cui gli organi di informazione hanno dato al tempo ampio risalto, anche a causa di alcuni spiacevoli episodi avvenuti. In quell’occasione, infatti, il fronte sindacale si è  trovato spaccato in due, con uno dei sindacati confederali addirittura su entrambe le posizioni. Infatti, mentre la UIL-FPL e una componente della CGIL-FP  appoggiavano apertamente l’iniziativa, la CGIL provinciale si dissociava; addirittura la FIALS, la CISL-FP ed FSI con un comunicato stampa  a firma del segretario provinciale FIALS Bruno Ferraro, del segretario provinciale CISL-FP Domenico Serranò e del segretario territoriale FSI Santo Laganà stigmatizzavano duramente l’iniziativa, invitando il Direttore Generale dott. Santagati a “…procedere  senza indugio alle nomine dei coordinatori infermieristici nell’ambito dei posti disponibili in pianta organica senza curarsi dei Masaniello di turno i quali invece di attuare tensioni  tra i dipendenti e proclamare proteste inutili possono attivare  i  mezzi di tutela giudiziaria previsti dalla legge”. A tal proposito giova precisare che i ricorrenti hanno adito le vie legali a seguito del rigetto dei reclami “interni” presentati durante la protesta. In definitiva, sembra che chi di dovere (la vecchia gestione aziendale), anche evidentemente sollecitato dal parere positivo di alcuni sindacati (FIALS, CISL-FP ed FSI), abbia preferito rilanciare causando il ricorso all’Autorità Giudiziaria di cui diamo notizia oggi. Alla fine dell’iter il Tribunale ha accolto il ricorso degli infermieri annullando il concorso ed imponendo all’Azienda Ospedaliera di distogliere dalle mansioni gli ex-vincitori, che nel frattempo erano stati ufficialmente nominati; e l’ulteriore appello avverso la sentenza presentato dagli ex-vincitori è stato respinto nella sua totalità, con il Collegio giudicante che ha bocciato punto per punto tutte le presunte ragioni degli ex-vincitori. L'avvocato della UIL-FPL Angela Gaetano, che ha tutelato in tribunale i ricorrenti vincitori del ricorso, ha spiegato gli aspetti giuridici della vertenza: “Era decisivo far valere i principi poichè la violazione delle regole e la mancanza di trasparenza erano evidenti. Impugnare la selezione interna di dodici capisala significava mettersi contro poteri forti, ma le regole del gioco erano state falsate, cosa non accettabile. Alla fine la nostra strategia difensiva ha prevalso. Abbiamo dimostrato che i soggetti che componevano la sezione esaminatrice non erano imparziali, gli indici sintomatici erano chiari. L'articolo 35 del testo unico sul pubblico impiego afferma che gli esaminatori devono essere estranei all'amministrazione interna e che non devono far parte di sigle sindacali. Il dottor Federico e l'avv. Rabotti, parti della commissione, con la loro presenza violavano rispettivamente il primo ed il secondo requisito previsto dalla legge. Ed infatti i magistrati hanno riconosciuto la nostra vittoria sia con l'ordinanza cautelare di primo grado sia con il rigetto del ricorso in secondo grado. I principi costituzionali della meritocrazia sono stati garantiti in un settore, quello sanitario, dove soltanto persone competenti possono svolgere rilevanti incarichi in reparti nevralgici dell'ospedale. Adesso l'azienda dovrà annullare la selezione rinnovandola con criteri legali, nel frattempo reintegrando ai loro incarichi precedenti questi pseudo-vincitori”. Da questa vicenda emblematica, al di là dell’influenza che gli esiti avranno sui singoli, benefica o  nefasta, non possiamo esimerci dal fare una riflessione sui costi che derivano: tempi  per  la copertura dei posti vacanti aumentati a dismisura con danni all’efficienza delle strutture ospedaliere e ripercussioni quindi sull’utilizzatore finale, il malato. Spese legali a carico dell’Azienda Ospedaliera. Costi raddoppiati per l’espletamento del nuovo accertamento professionale. Dal punto di vista della gestione economica non si può dire che la vicenda sia da prendere come buon esempio. Vista la particolare attenzione che sembra esserci al momento da parte della politica  calabrese sul settore sanità, sugli sprechi in particolare, ma anche su tanti altri presunti casi di irregolarità ci auguriamo che le autorità preposte al controllo della materia intervengano nel merito con solerzia individuando, se ci sono, le  responsabilità e ponendo le basi affinché casi del genere non si verifichino in futuro.

martedì 22 febbraio 2011

La fontana (forse) ritrovata

Sulla vicenda della Fontana bronzea di Piazza Castello è intervenuto il Sindaco di Reggio Calabria Giuseppe Raffa con un comunicato stampa a cui ha fatto seguito la risposta del Comitato di cittadini firmatari dell'esposto alla Procura della Repubblica.

Il comunicato stampa del Sindaco di Reggio Calabria
Il sindaco Giuseppe Raffa intende rassicurare i cittadini sulla sorte del delfino bronzeo che ornava la fontana del giardino di Piazza Castello dopo le denunce di un Comitato costituitosi per esprimere preoccupazione riguardo la presunta scomparsa dell’opera a seguito dei lavori di restyling che hanno interessato l’area.
“Non vi è alcun alone di mistero intorno al delfino bronzeo – dichiara il Primo Cittadino -. Mi rivolgo ai membri del Comitato, nato a tutela di questo antico manufatto, ed ai reggini in generale per garantire loro che la fontana si trova al sicuro nella sede comunale. A tal proposito, infatti, ho sentito l’architetto Alberto Di Mare, allora Responsabile Unico del Procedimento e Direttore dei lavori per gli interventi di riqualificazione della piazza”.
In definitiva, il progetto inerente piazza Castello, così come approvato, prevedeva la rimozione della stessa fontana ma non una sua ricollocazione nel medesimo sito, così come il restauro e la successiva ubicazione in un’altra sede non rientravano fra gli interventi programmati ed eseguiti.
“E’ innegabile – precisa Giuseppe Raffa – il pregio artistico della scultura: essa, infatti, insieme alle altre che ornavano la fontana detta delle ‘Tre fontane’, è ciò che rimane delle quattro cannelle della ‘Fontana della pescheria’ o ‘Fontana Nuova’ che si trovava sulla via Marina purtroppo distrutta dal terremoto. Proprio in considerazione dell’importante testimonianza storica che il delfino bronzeo rappresenta – conclude il Sindaco – ci attiveremo affinché esso, così come per tutti i beni di significativo interesse culturale e architettonico, trovi una degna sistemazione, magari, ad esempio, ricongiungendolo alle altre e quindi realizzando ex novo un’ulteriore fontana, o collocandolo nell’attuale sede delle ‘Tre fontane’, attivando così l’iter propedeutico al restauro dell’intera fontana”.
(Roto San Giorgio)
La risposta del Comitato dei Cittadini:
Apprendiamo con parziale soddisfazione che il Sindaco Raffa si è fatto carico di rassicurare i cittadini di Reggio Calabria sul destino della Fontana bronzea di Piazza Castello, prendendo un impegno sul suo futuro, ed auspichiamo di potere vedere presto la fontana nuovamente nel suo sito originale, o anche a fare compagnia alle “tre fontane” sorelle. Detto questo, non abbiamo motivo di non credere alle parole del Sindaco, o meglio alla sua buona fede, ma certo lascia perplessi il fatto che dopo quasi un mese dalla prima denuncia ufficiale ai giornali e 18 giorni dall’articolo/inchiesta di un noto quotidiano reggino, solo successivamente all’annuncio della presentazione di un esposto alla Procura della Repubblica qualcuno si degni di rispondere al quesito posto dai cittadini.
Se la risposta era così semplice, perché aspettare tanto? E in più, dopo  tanto  tempo, è accettabile che il Sindaco si limiti a dichiarare di avere interpellato  altra persona e di sapere tramite la stessa che il bronzo è  nella “sede comunale” (cosa si intende per sede comunale, poi, è tutto da chiarire)? In un mese di tempo il primo cittadino avrebbe potuto, anzi dovuto, recarsi personalmente a vedere dove è la fontana e dichiarare ” è in quel posto perché l’ho vista io!”. Invece, in perfetto stile “ti dico che mi hanno detto” tipico della politica nostrana, ecco l’ennesima dichiarazione fumosa: “… la fontana si trova al sicuro nella sede comunale. A tal proposito, infatti, ho sentito l’architetto Alberto Di Mare, allora Responsabile Unico del Procedimento e Direttore dei lavori per gli interventi di riqualificazione della piazza”. Quindi il Sindaco “sa” perché “glielo ha detto l’architetto” e noi dovremmo sapere perché “ce lo ha detto il Sindaco che lo  ha saputo dall’architetto”? Noi vogliamo crederci, ma se qualcuno pensa di potere  continuare a gestire la cosa pubblica (compresi i monumenti) in questo modo si  sbaglia di  grosso. Siamo stati costretti a presentare un esposto alla Procura proprio a causa della scarsa (praticamente assente) trasparenza di questa amministrazione comunale; sarebbe bastato rispondere subito (e per conoscenza diretta della cosa) ai ripetuti appelli dei cittadini, per evitare questa querelle.
Tutti i giorni leggiamo sui giornali comunicati stampa di solidarietà con questo, attacchi a quello, complimenti a quell’altro, emessi dai nostri amministratori ed esponenti dell’opposizione, Sindaco compreso, mentre per rispondere a dei semplici cittadini su un argomento di interesse pubblico occorre che si interpelli l’Autorità Giudiziaria. Non siamo politici di professione, per noi scrivere l’esposto e presentarlo ha avuto un costo in termini di tempo ed impegno tolto ad altre attività, non ci siamo divertiti a farlo. Praticamente abbiamo agito al posto di chi è istituzionalmente tenuto (e per questo è ben retribuito) a vigilare ed amministrare il bene comune della Città. Occorre che i nostri politici (tutti) si  rendano conto che ormai la misura è colma e che siamo stanchi di proclami, di finte inaugurazioni, di lavori iniziati e mai terminati, di misteri vari (fontane comprese). È bene che si cominci ad interpellare i cittadini “prima” di agire in certi  campi, e non farli trovare di fronte al fatto compiuto. Chi  ha stabilito di eliminare la  fontana dalla piazza? Perché non eliminare anche il Castello magari per fare spazio, allora? E perché non si è prevista contestualmente la nuova allocazione del bronzo? Ecco perché la soddisfazione è parziale. Vorremmo anche che entro una precisa data si decida cosa farne, insieme ai cittadini. E soprattutto vorremmo più rispetto. Fermo  restando che comunque l’esposto seguirà il suo iter naturale come è giusto che sia.
Per il Comitato dei Cittadini
Pasqualino Placanica

lunedì 21 febbraio 2011

Siamo un paese di vecchioni.

Mario Pescante, vicepresidente del Cio ed ex presidente del Coni, è il presidente del comitato promotore delle Olimpiadi di Roma 2020. È nato ad Avezzano il 7 luglio 1938, il che vuol dire che ha compiuto 72 anni. Nel 2020 ne avrà 82. In un paese dove la pensione degli operai è diventata un'incognita, gli esponenti della classe dei benestanti/ricchi non hanno nessuna voglia di ritirarsi pur avendo i mezzi economici per farlo. E la nostra politica non fa niente per cercare di fare cambiare la tendenza.  D'altronde, con un Presidente della Repubblica di 85 anni ed un premier di 70, non è che diano il buon esempio. Chissà perchè abbiamo un Ministero per le Politiche giovanili e le Attività sportive; che ci stanno a a fare insieme queste due cose? Lo sanno tutti che le Olimpiadi non sono cose da ragazzini.

domenica 20 febbraio 2011

Votate me perchè lui è peggio.

 
Egregio direttore, ho appena letto la nota dell’esponente nazionale dei Giovani Democratici Antonino Castorina, che viene subito dopo la notizia del rifiuto del PD e buona parte del centrosinistra ad affrontare le primarie per le elezioni comunali. “L’unità del centro sinistra… non si raggiunge esclusivamente con l’importante istituto delle primarie ma attraverso l’individuazione di una figura che tenga unita la coalizione, che intercetti quella grande fetta di elettorato deluso e amareggiato da una politica troppo distante dai problemi quotidiani. Il più grande alleato che il PD deve portare dalla sua parte sono quei milioni di voti che in questi anni si sono dispersi.” Pienamente d’accordo con lui; peccato però che poi, dopo quest’ottimo proclama, non trovi altro modo per concretizzare il concetto che ripetere per l’ennesima volta lo stesso errore fatto dal centrosinistra fino ad ora: attaccare  il candidato e le idee della coalizione opposta anziché pensare a valorizzare le proprie idee ed il proprio candidato. Come dire: lui è peggio di me! Con l’aggravante di non avere ancora un candidato da proporre a pochi giorni dalla competizione elettorale (sulle idee stendiamo un velo pietoso). O meglio, di non “voler avere” ancora un candidato e in più di non accettare la competizione con l’unico candidato del centrosinistra al momento in campo. Inoltre siamo ancora in attesa di idee solide, proclami a parte. Egli ritiene che il candidato ideale debba avere  due caratteristiche: deve essere una figura che tenga unita la coalizione e che intercetti quella grande fetta di elettorato deluso e amareggiato da una politica troppo distante dai problemi quotidiani. Ora, visto che sono senz’altro d’accordo con lui su questi due punti, mi domando qual’è delle due la caratteristica che manca a Massimo Canale oppure se addirittura mancano tutt’e due. Ce lo dice, il giovane Castorina, e logicamente ci spiega anche perché?

venerdì 18 febbraio 2011

Parole esemplari.


Il 13 febbraio scorso, a Taurianova, in provincia di Reggio Calabria, un quindicenne ha sparato al barista di un bar uccidendolo, a causa di un conto di 21 euro non pagato. Adesso i genitori dell'omicida hanno scritto ai genitori della vittima una lettera che secondo me merita di essere diffusa e fatta leggere soprattutto ai più giovani.
Raramente si leggono parole così profonde e toccanti:

"Perdonate noi, se vi e' possibile, per non essere riusciti a sottrarre Giacomo dal suo gesto; noi continueremo ad amarlo per poterlo salvare: non dalla galera, ma da se stesso e dal suo rimorso. Confidiamo nella vostra pieta' e vi diciamo che continueremo a piangere, insieme, per la sventura che vi ha colpito''. E' quanto scrivono i genitori di Giacomo S, il ragazzo di15 anni, che domenica scorsa ha ucciso il titolare di un bar, Antonino Battaglia, solo perche' gli aveva chiesto di saldare un debito di venti euro, in una lettera inviata ai genitori della vittima Il padre e la madre di Giacomo hanno voluto così ribadire la richiesta che avevano rivolto ai genitori di Battaglia attraverso il loro legale. ''Speriamo nella vostra comprensione, se non nel vostro perdono. Vogliamo essere vicini al vostro dolore, partecipare al lutto, piangere con tutti i cittadini un caro ragazzo come Toni: e affidiamo questi sentimenti a questa lettera perche' sarebbe difficile, proprio ora, comparire dinnanzi a voi. Non chiediamo di perdonare nostro figlio: non e' questo il motivo che ci spinge a scrivere. Tutto questo vogliamo fare per onorare la memoria di Toni, per soffrire con voi per le nostre colpe; perche' i ragazzi di Taurianova sappiano quanto male si puo' fare se tutti noi aderiamo a modelli di comportamento che crediamo che facciano diventare uomini e donne maturi; ed invece ci fanno schiavi di una cultura che ci rende miseri''. (fonte ANSA).

giovedì 17 febbraio 2011

Presentato l'esposto sulla Fontana monumentale di Piazza Castello


foto di S. Autellitano
alla c.a. degli organi di stampa:
Stamattina è stato presentato alla Procura di Reggio Calabria un esposto per segnalare l'avvenuta sparizione della fontana monumentale di Piazza Castello. A consegnarlo, a nome di un'ottantina di cittadini sottoscrittori, sono stati il consigliere provinciale Omar Minniti e il sig. Pasqualino Placanica.
Nell'esposto è stato rammentato che, a seguito dei lavori di restyling della Piazza Castello effettuati dall’Amministrazione Comunale negli anni scorsi, la fontana posta al centro del giardinetto della piazza di fronte al palazzo del compartimento ferroviario è stata rimossa, non rientrando evidentemente nel nuovo progetto da realizzare. Si tratta di una fontana bronzea a forma di delfino, opera di pregio artistico che senz’altro rappresenta un pezzo di storia di Reggio, “sorella” delle opere bronzee che ancora campeggiano in cima alla scalinata di Via Giudecca, le famose “Tre fontane”. Con queste faceva parte di un lotto proveniente da un’opera monumentale un tempo collocata sul lungomare. In passato, infatti, l’approvvigionamento idrico della città di Reggio (ricca d’acqua grazie alle falde alimentate dai torrenti non ancora cementificati) avveniva in riva al mare, presso cui sorgevano almeno due grandi fontane. Una di esse, Fontana Nuova (conosciuta pure come Fontana della Pescheria), fu danneggiata dal terremoto del 1783, così durante i lavori di riedificazione si provvide a restaurarla. Le cinque bocche marmoree precedenti furono sostituite con le quattro bocche a forma di delfini bronzei che oggi conosciamo. Successivamente al sisma del 1908, durante il quale l’edificio della Fontana Nuova andò distrutto, le bocche bronzee furono collocate in due punti diversi della città: tre sono, appunto, le “Tre fontane” della zona collinare, mentre la quarta fu sistemata in piazza Castello, dove è rimasta per quasi un secolo.
Della suddetta opera bronzea, dal momento della sua rimozione da Piazza Castello, non si sa più nulla, ed a niente sono valsi i tentativi bonari di conoscerne il destino. Alle richieste verbali di cittadini interessati hanno, inoltre, fatto seguito l’intervento del consigliere provinciale Omar Minniti e inchieste giornalistiche, che hanno lamentato tra l’altro il silenzio dell'Amministrazione Comunale e della Soprintendenza dei beni architettonici di Reggio Calabria.
Attraverso l'esposto, i cittadini firmatari hanno chiesto alla Procura della Repubblica di accertare se la fontana in oggetto sia ancora in possesso delle Autorità competenti e,  qualora dall’esito risultasse che la suddetta fontana sia stata sottratta alla Città in maniera illecita, di individuare e perseguire i colpevoli secondo quanto previsto dalle vigenti leggi.
Omar Minniti(consigliere provinciale)
Pasqualino Placanica
(p. i cittadini sottoscrittori dell'esposto)

http://it.wikipedia.org/wiki/Piazza_Castello_%28Reggio_Calabria%29

http://omarminniti.wordpress.com/2011/01/25/che-fine-ha-fatto-la-fontana-monumentale-di-piazza-castello/

http://paplaca.blogspot.com/2011/02/la-fontana-perdutao-rubata.html



sabato 12 febbraio 2011

Calderoli ...è incostituzionale?

"un evento significativo quale il 150esimo dell'Unità d'Italia può essere celebrato degnamente lavorando o andando a scuola e non restando a casa.....il 17 di marzo andiamo tutti a lavorare oppure la legge in oggetto è priva di copertura ed è quindi incostituzionale ex articolo 81 della Costituzione"( Roberto Calderoli, medico chirurgo maxillo-facciale laureato con 110 e lode). Peccato per Calderoli che quest'anno il 25 aprile (Festa della Liberazione) coincida con la Pasquetta (lunedì dell'Angelo) e che il Natale coincida con la domenica e quindi in realtà la  festività (che al momento è prevista "una tantum") sarebbe "a costo zero". Ma per il ministro della semplificazione normativa questo sarebbe un ragionamento troppo complicato, lui deve semplificare tutto. Detto questo gradirei maggior attenzione dei ministri di questa Repubblica al lavoro tutto l'anno, anzichè alla festa di un giorno. È incostituzionale non avere lavoro, non festeggiare un giorno.

venerdì 11 febbraio 2011

TREMONTI FOR PRESIDENT?


«Vi dico una cosa: i treni che vengono dal Nord hanno i moscerini spiaccicati sul finestrino, quelli dal Sud no. Sono più veloci i moscerini dei treni» Che biricchino, il ministro dell'economia del governo Berlusconi, scherza amabilmente su uno dei tanti problemi che affligge il meridione, quasi come se avesse scoperto adesso che c'è qualcosa che non va. In treno, ha spiegato Tremonti, «...da Milano a Roma si va in tre ore, da Roma a Reggio Calabria siamo partiti alle 12 e arrivati alle 19. Poi siamo venuti su in pullman e anche qui ci sono molti cantieri quindi vuol dire che qualcosa è in atto, però serve l’autostrada». A chi chiedeva se occorreva fare il viaggio nel Sud per rendersi conto della situazione, il ministro ha replicato: «Sì». E certo, probabilmente perchè il ministro  non aveva una  conoscenza personale del sud, non aveva mai viaggiato da solo prima  di diventare  uomo di governo, non si era mai recato per motivi personali o legati al suo lavoro, dappertutto in Italia. Mi sfugge il motivo "istituzionale" che porterebbe un ministro dell'economia a fare un viaggio del genere, piuttosto che un ministro dei trasporti o dell'interno o il premier in persona. Non mi sfugge invece il fatto che Tremonti è uno dei pochi (se non l'unico) esponente di rilievo della maggioranza che non ha preso le difese del premier in relazione ai recenti scandali;  non mi  sfugge che continua ad arginare i proclami del governo su investimenti da fare (sempre gli stessi) precisando che "non ci sono i soldi". Non mi sfugge che ormai Berlusconi è alla frutta, che dovrà per forza lasciare la scena volontariamente o no; che il PDL dovrà trovare un candidato premier presentabile che sia "pulito" dalle polemiche e di spessore internazionale. In attesa della campagna elettorale, mettersi avanti con il lavoro non guasta. Dei treni? Ma non gliene frega niente, se non fosse così avrebbe agito prima, senza bisogno  di sopralluoghi-farsa come quello dei giorni scorsi. Sono anni che Trenitalia taglia  treni al sud.  E non mi sfugge neanche la presenza dei due segretari generali dei sindacati gialli CISL e UIL.  

mercoledì 9 febbraio 2011

I meridionali, la “MalaUnità” e la sindrome di Fantozzi



L'avete presente il finale del primo film su “Fantozzi”, la brillante saga tragicomica che ha visto come attore protagonista Paolo Villaggio? Il nostro sfortunato ragioniere, dipendente della Megaditta, dopo una delusione amorosa con la signorina Silvani decide di farsi mandare in una sorta di reparto punitivo. Qui incontra un giovane intellettuale rivoluzionario - il compagno Folagra -  dalle idee e la dialettica un po' confuse ma efficaci, che convince Fantozzi ad abbracciare il marxismo. Dopo innumerevoli notti passate piegato su “letture maledette”, attraverso le quali il ragionier Ugo apprende verità nascoste, urla tutta la propria rabbia: “Ma allora mi han sempre preso per il culo!”. E' la molla che lo induce a scagliarsi, anzi a scagliare letteralmente un sasso, contro i padroni a cui fino ad allora era stato fedele.
Tanti meridionali, in questi mesi di celebrazioni del 150° anniversario dell'unità d'Italia, stanno provando le medesime sensazioni di Fantozzi. Non è da ora che hanno capito di nutrire un amore non bilaterale, non corrisposto dalla signorina Silvani di turno: l'Italia nata nel 1861 dall'annessione savoiarda. Lo avevano compreso empiricamente anche i loro avi, contadini scacciati dalle terre comuni, migranti sulle navi della speranza per gli Stati Uniti e l'Australia, carne da cannone nelle trincee sul Carso o nelle sciagurate aggressioni coloniali fasciste, operai-macchine nelle fabbriche di Agnelli. Ma, da buoni testardi, i meridionali non hanno smesso mai di tentare, tramite approcci galanti al limite della prostrazione, di indurre la Silvani tricolore a mutare atteggiamento nei loro confronti. In fondo anche “sui monti di pietra può nascere un fiore”, cantava Gianni Morandi.
A tutto, però, c'è un limite. Pure il più cocciuto degli infatuati a un certo punto getta la spugna e cerca di conoscere il perché del rifiuto. E' il momento delle pause di riflessione, degli interrogativi. E' il momento del confino volontario, in cui è possibile che si incontri qualche intellettuale  anticonformista come Folagra, che si incappi in “letture maledette” sulla vera storia dell'unità d'Italia. Quella storia che qualcuno comincia a chiamare “MalaUnità”. Come il collega di Fantozzi, questi scrittori, giornalisti, storici e musicisti hanno tanta collera dentro, intraprendono strade spesso contorte e dalle mete non certe, ma mettono il dito nella piaga e puntano i riflettori su vicende umane e politiche celate e rimosse.
Arrovellati da mille domande, ecco i nostri meridionali con gli occhi solcati dalle notti insonni,  piegati su “Terroni” di Pino Aprile, sulle opere semi-clandestine di Nicola Zitara, le autobiografie di ribelli come Carmine Crocco, qualche frammento gramsciano (“Lo stato italiano è stato una dittatura feroce che ha messo a ferro e fuoco l’Italia meridionale e le isole, squartando, fucilando, seppellendo vivi i contadini poveri che scrittori salariati tentarono di infamare col marchio di briganti”, affermava  il comunista sardo nel 1920) e le inchieste di chi odia un re (Savoia) perché ne avrebbe voluto un altro (Borbone). Un cocktail micidiale, insomma. Eccoli incollati ai video di Youtube realizzati alla meno peggio, a qualche film prontamente ritirato dalle sale o irreperibile. Eccoli ad autoprodursi “compilation dell'orgoglio meridionale”,  mettendo una buona dose di Eugenio Bennato, un pizzico di Rino Gaetano, qualche pezzo degli Stormy Six del 1972 (non neoborbonici calabresi, ma marxisti-leninisti milanesi), una punta di Nino Forestieri; il tutto condito con gli inni di Valerio Minicillo ed Eddy Napoli e insaporiti dalle sonorità word music, hip-hop e rock dei gruppi della scena alternativa (Almamegretta, Kalamu, Kalafro e altri).
Dopo l'orgia di libri, filmati e canzoni, anche i meridionali – alla stregua di Fantozzi – capiscono che le cose non sono andate come ce le ha descritte la storiografia ufficiale. Capiscono che quella del Meridione non è stata proprio una liberazione, festeggiata da folle di contadini, donne e bambini sorridenti, e che il Sud prima del 1861 non era affatto il paese di Pulcinella. “Ma allora ci han sempre preso per il culo!”, gridano pure loro, pronti a scagliarsi contro la “Megaditta”che celebra l'unità nazionale con mostre, convegni e solenni parate.
Ben venga questa ribellione. Ben venga questa nuova coscienza, soprattutto da parte dei giovani meridionali che, come i propri padri, nonni e bisnonni, ripongono le proprie speranze nelle valigie che li accompagnano verso il Centro-Nord. Migranti, “terroni viaggianti”, per non fare i disoccupati in loco, oppure la manodopera delle cosche. Questa rabbia è sana e vitale e può essere incanalata nelle folate di Scirocco che, dopo aver toccato paesi mediterranei fratelli come la Grecia, l'Albania, la Tunisia e l'Egitto, ora puntano dritte all'Italia. Ma dall'esperienza vissuta da Fantozzi bisogna trarre tesoro anche degli errori, per non essere destinati al medesimo epilogo. Ricordiamo come finì il film: dopo il gesto estremo Fantozzi viene inviato a conferire dal Mega Direttore Galattico, che lo spedisce nell' “acquario dei dipendenti” a fare bella mostra di sé come “triglia umana”. Un fenomeno da baraccone, insomma, una caricatura da mostrare per il pubblico ludibrio altrui. E' questo il rischio che non deve correre il nuovo meridionalismo: quello di essere tacciato come nota di folclore, come macchietta, facendo proprie prospettive fuorvianti e antistoriche, vedi il ritorno a monarchie deposte. Oppure di essere speculare, di essere l'altra faccia della medaglia, delle pulsioni separatiste intrise di razzismo, xenofobia, egoismo localista che fuoriescono dalla pancia del Nord e danno vita a mostri come la Lega.
La ribellione per riproporre al centro dell'agenda politica la Questione Meridionale può e deve essere una cosa seria. Da essa dipende il futuro delle nuove generazioni di calabresi, siciliani, lucani, pugliesi, molisani, sardi e abruzzesi. Una cosa troppo seria, appunto, per essere riposta nelle mani di pittoreschi gendarmi borbonici pronti a riconquistare Gaeta o di vecchie volpi della malapolitica, alleate di governo di Bossi, e dei loro autoproclamati movimenti, partitini e mini-leghe di matrice “sudista”. La lotta per rimediare i danni della “MalaUnità” va condotta sul piano della controinformazione, riprendendoci la nostra memoria storica e la dignità rubata, dando decoro non solo ai nostri martiri ma anche alle nostre eccellenze. Sul piano della mobilitazione di piazza, per ribaltare l'atteggiamento nordcentrico di tutti i governi degli ultimi 150 anni (a parte piccole parentesi); per impedire l'ulteriore spoliazione dei servizi pubblici, i trasporti e l'economia del Meridione, divenuto pattumiera di scorie altrui e deposito di opere inutili e dannose; per liberare il territorio dalle mafie, le massonerie e i potentati, prima foraggiati dai capitalisti del Nord e oggi tutt'uno con questi. Una lotta che va condotta anche e soprattutto dentro le forze democratiche, i movimenti progressisti, le organizzazioni sindacali e le articolazioni varie della società civile, pure questi non esenti da subalternità al “vento del Nord” e pregiudizi antimeridionalisti. E' uno scontro arduo, certo, ma una delle “doti” che ci vengono universalmente riconosciute non è la “capa tosta”?
Fantozzi è andato in paradiso e poi è risorto. Perché non possono fare altrettanto i meridionali?
* consigliere provinciale Prc – Reggio Calabria

martedì 8 febbraio 2011

Il consigliere legh/razz-ista non si alza in piedi

Giuseppe Civati, consigliere regionale lombardo del Partito Democratico, racconta sul suo blog che Cesare Bossetti, consigliere della Lega di Varese e amministratore unico di Radio Padania Libera (eletto nel famigerato listino di Formigoni senza preferenze), durante il minuto di silenzio per i quattro bambini rom morti a Roma richiesto dal Pd e concesso dal presidente (leghista) Davide Boni, non si è alzato in piedi. 
Anche io, come Civati, non ho niente da commentare. 

venerdì 4 febbraio 2011

La fontana perduta...o rubata?

La fontana "perduta" (foto di S. Autellitano)
 "....In Piazza Castello, prima dei lavori di restyling dell'area (ultimati nel luglio del 2007), faceva bella mostra una fontana in bronzo del 1700, raffigurante un delfino, collocata in quella sede dopo il terremoto del 1908 e di cui si sono perse le tracce.  Si tratta di un'opera identica alle “Tre fontane” di Via Giudecca, nella zona collinare della città: con queste, infatti, faceva parte di un lotto proveniente dai ruderi della “Fontana Nuova” (conosciuta pure come Fontana della Pescheria), che un tempo sorgeva sul Lungomare di Reggio..." (da Wikipedia) 

Che fine abbia fatto la pregevole opera bronzea del settecento, al momento non è dato sapere, visto che alle numerose e ripetute richieste di chiarimenti da parte di semplici cittadini prima, del consigliere provinciale Omar Minniti dopo, ed infine della giornalista Caterina Tripodi del giornale Il Quotidiano, coloro i quali dovrebbero essere al corrente  non hanno risposto o hanno risposto evasivamente. Addirittura il soprintendente ai beni architettonici di Reggio Calabria non ha voluto rispondere nemmeno telefonicamente alle domande della giornalista de Il Quotidiano, come se l'argomento non fosse di sua competenza (fonte: Il Quotidiano della Calabria del 4 febbraio 2011). Non è credibile che nel caso in cui le operazioni di  asportazione dell'opera bronzea si siano svolte regolarmente con l'autorizzazione e la supervisione degli esperti preposti nessuno sappia dare una risposta in merito. Sarebbe interessante anche sapere perché nel progetto di restyling della piazza è stato eliminato un vero e proprio monumento parte integrante della storia del posto. (Meno male che non hanno deciso di eliminare anche il Castello Aragonese, per fare spazio). Se l'argomento non fosse per me estremamente serio, direi che ci sarebbe anche da ridere: sono andato a  vedere dov'è la sede dell'ufficio del Soprintendente ai beni architettonici di Reggio Calabria, ed ho scoperto che si trova in Piazza Castello n°1, nel palazzo che era sede del Compartimento delle Ferrovie, praticamente di fronte al  vecchio sito della fontana scomparsa. E allora, se gli addetti ai lavori non rispondono dopo giorni e giorni, è più che legittimo avere dubbi sul destino della fontana. Per questo un comitato di cittadini sta predisponendo un esposto alla Procura della Repubblica chiedendo che l'Autorità Giudiziaria accerti il destino della fontana e qualora risulti che la stessa è stata sottratta illecitamente, persegua penalmente i colpevoli.