"passo la vita fuggendo dalla mia ignoranza"
NON CAPISCO...E NON MI ADEGUO!!!
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venerdì 26 dicembre 2014

‘A notti certi voti…



‘A notti certi voti, quandu sugnu ‘nto me’ lettu,
‘i pinseri si jettunu d’ancoddu.
E jeu, curcatu pi mi pigghiu sonnu,
inveci ‘nto lettu  mi rrizzolu.

‘Na cosa ‘i nenti mi pari ‘na muntagna, 
‘na fissaria a mia mi ccuppa l’aria,
a notti funda mi ddurmentu ch’i pinseri
‘i unu c’avi a vita all’ancallaria.

E dormu, disturbatu d’i problemi,
mi nzonnu c’haiu a cumbattiri c’u mundu,
chi sugnu sulu cuntr’a centu guai,
e chi ‘sta storia non finisci mai.

Lottu, fazzu a guerra ch’i me’ mostri, 
ma ogni vota chi pari chi vincìa,
mi rrussigghiu all’urtimu minutu,
quandu ci staiu minandu ‘u corpu ‘i grazia.

Cumbattu cuntr’a sti me’ pinseri,
ma nto sonnu sunnu cchiù forti iddi,
jeu lottu sempri, però ‘a notti è longa, 
e mi scunfortu, e ‘u cori mi pinìa.

Ma ‘a matina, poi, quandu mi jasu, 
mi rendu cuntu chi su’ cazzateddi.
Chi chiddi chi mi parivunu muntagni,
su’ cosi ‘i tutti i jorna, e ‘i fazzu a pezzi.

Mi rendu cuntu chi c’è genti, in giru,
chi pi iddi è notti puru ‘u jornu,
ch’i so’ pinseri non sunnu passeggeri,
e n’è virunu sulu quandu dormunu.

‘A notti certi voti, ‘i me’ pinseri
mi portunu nt’ an mundu ‘i fantasia.
E tandu ‘a notti non m’a cunta giusta, 
Jeu u‘ sacciu….. ma è cchiù forti i mia.

venerdì 19 dicembre 2014

Pista ciclabile "rriggitana"

Area di cantiere

Da mesi ormai tutto il circuito della “presunta” pista ciclabile messa in opera a Reggio Calabria sotto il “vigile occhio” dei commissari prefettizi e dei funzionari comunali addetti è interdetto alla circolazione dei cicli tramite misteriosi cartelli che definiscono l’intero percorso “area di cantiere”. Dalle mie reminiscenze scolastiche mi risulta che l’area di cantiere per definizione dovrebbe essere interdetta a chiunque non sia addetto ai lavori che vi si stanno (starebbero) svolgendo. 
Se ne dedurrebbe, quindi, che l’intera area individuata non dovrebbe essere accessibile ai normali cittadini. Ma non è così, almeno a giudicare dal testo dei cartelli che sanciscono il divieto. 
Solo ai cicli. Detto questo, mi rendo conto che sarebbe impossibile interdire il passaggio ai pedoni su centinaia di metri di marciapiedi, impedire a decine di esercizi commerciali di esercitare a causa dell’impossibilità di accedere ai locali, sbarrare il passo ai veicoli nei punti in cui la “presunta” pista ciclabile interseca importanti strade cittadine. 
E che, paradossalmente, dalla difficoltà ad affrontare una criticità intervenuta scaturiscono evidenti tutte le incongruenze ed inadeguatezze della precedente messa in opera. Ma il fatto è che in un’area di cantiere si dovrebbero svolgere dei lavori, secondo me. Cosa che non mi sembra accada. 
Il manufatto (chiamiamolo così) oltre che deturpare vergognosamente la nostra già tanto maltrattata città, si sta deteriorando vistosamente, in alcuni punti in maniera pericolosa per la sicurezza stradale. I lavori sono fermi, ammesso che ci sia qualcosa da fare. Stare a guardare non serve a niente. 
I nostri neo-amministratori girano regolarmente per la città, per istituto e per diletto, sono cittadini come noi e non possono non essersi poste le stesse domande. Avranno già sicuramente le risposte, quali che siano. 
E quindi? Cosa intende fare, in tempi brevi, l’Amministrazione comunale? Magari per prima cosa informare i cittadini sul come si è arrivati a questo, e un attimo dopo mettere in atto le azioni necessarie a tutelare l’opera eseguita (qualora si ritenga che almeno una parte sia recuperabile)? Individuare i responsabili tecnici (e sottolineo tecnici) di questa ennesima vergogna cittadina e prendere i necessari provvedimenti nei loro confronti, anche eventualmente con azioni volte a recuperare il danno economico derivante? 
Attendiamo le risposte, che sicuramente giungeranno a breve. Ma anche non avere risposte (o non fornirle) sarebbe una risposta, seppur non soddisfacente. 
Ah, dimenticavo, sarebbe una chiara risposta anche una “non risposta” in politichese.
Ponte Barlaam



martedì 16 dicembre 2014

Delinquenti e benefattori. (Orgoglio e pregiudizio)


-Buongiorno, vi pozzu fari ‘na domanda? (1)
-Certo, e s’a sacciu vi dugnu puru ‘a risposta! (2)
Ormai è una costante: un ferroviere in pausa che sosta per un’ora sul marciapiede della stazione riceve dalle cinque alle cinquanta richieste di informazioni. Il fatto è che di solito mi chiedono informazioni su biglietti ed abbonamenti ed io non sono in grado di rispondere, non è la mia materia. Io i treni li guido, di aspetti commerciali non ci capisco  quasi niente. Ma sarebbe inutile spiegarlo prima, meglio ascoltare la domanda ed eventualmente indirizzare l’interlocutore verso la persona giusta. Il signore che mi ha interpellato ha, credo, più o meno la mia età.
-Cu ‘stu bigliettu, ‘u pozzu pigghiari ddu trenu? (3)
Mi mostra un biglietto del Trasporto regionale, mentre mi indica un Intercity fermo al binario a fianco. Questa la so. 
-No, mi dispiace, supra a ddu trenu ci voli n’atru bigliettu. Ma state tranquillu, n’atra menz’ura rriva ‘u trenu giustu. (4)
-‘U sacciu, ma sapiti chi mi succediu? Pirdìa ’u portafogli cu centocinquanta euro, e restai senza sordi. Ia ‘nta Polizia mi fazzu ‘a denuncia, chi mi fici perdiri ‘nu saccu ‘i tempu. E avi tri uri chi sugnu ccà, ora mi suddìai, mi ‘ndi vogghiu turnari ‘a casa. Pensava chi facendu ‘a denuncia chi pirdìa i sordi mi potivanu fari ‘na carta mi ‘nchianu supra ‘o trenu senza bigliettu e mi pavu poi, quandu turnava ‘a  casa. Ma mi dissiru chi non si poti fari, chi senza bigliettu non si poti ‘nchianari e chi ‘nc’era ‘na multa salata ‘i pavari, si mi truvavunu. Sapiti, jeu non vogghiu passari pi chiddu chi cerca mi faci ‘u furbu, comu fannu sti niri e sti rumeni chi ‘nchianunu e si mmucciunu non mi pavunu ‘u bigliettu. Non tutti, p’amuri ‘i Ddiu, ma a maggior parti si. Si ‘ndi partunu ‘i casa i Cristu mi venunu ‘ccà mi fannu i furbi, mi cercunu ‘a limosina e mi rrobbunu. Jeu sugnu italianu, chiddi chi venunu ccà mi fannu i delinquenti mi si stannu ‘a sò casa. Prima mi rrivunu tutti sti stranieri ‘sti cosi non succerivunu. (5)
Lo guardo perplesso. Si vede che è una brava persona, non c’è cattiveria in quello che ha detto, ma solo tanto pregiudizio. E comunque è difficile negare che i comportamenti che ha descritto siano veri. Rinuncio ad avviare una discussione sulla materia, ho troppo poco tempo, devo riprendere a lavorare. Ma ha detto di non avere soldi, eppure ha un biglietto: cinque euro e cinquanta centesimi.
-Ma poi ‘u truvastuvu, ‘u portafogli? ‘U bigliettu comu ‘u pavastuvu? (6)
-Pi furtuna truvai fora ‘nu tassista chi sintìu e mi mprestau ‘i sordi. N’o canusciva mancu. Mi dessi cincu euro, e dumani ci nd’haiu a turnari deci. (7)
-Capiscìa bonu? Vi dessi cincu euro e dumani ndi voli deci? (8)
-Si, ma non c’è problema, dumani haiu a turnari, ndi vidimu fora e c’i portu. ‘U sacciu chi sunnu assai, ma aviva bisognu, non mi potiva mentiri mi fazzu discussioni. (9)
Avevo capito bene. Il cento per cento al giorno di interesse. Per il tassista “benefattore” il termine di usuraio sarebbe riduttivo. Non ho più tempo, devo scappare, ma una domanda al signore la voglio fare sperando che almeno lo faccia riflettere su pregiudizi e stereotipi.  
-Sentiti, ma ‘stu tassista è rumenu, niru… o italianu? (10)

(1) Buongiorno, vi posso fare una domanda?

(2) Certo, e se la so vi do anche la risposta!
(3) Con questo biglietto, posso prendere quel treno?
(4) No, mi dispiace, su quel treno occorre un altro biglietto. Ma state tranquillo, tra mezz'ora arriva il treno che potete prendere voi.
(5)Lo so, ma sapete cosa mi è successo? Ho perso il portafogli con 150 euro, e sono rimasto senza soldi. Sono andato alla Polizia per fare la denuncia, ed ho perso un sacco di tempo. Sono qua da tre ore, e mi sono seccato, voglio tornare a casa. Pensavo che facendo la denuncia mi avrebbero rilasciato un documento per salire sul treno senza biglietto, pagandolo poi, quando sarei tornato a casa. Ma mi hanno detto che non si può fare, che senza biglietto non si può salire e che c'è una multa salata da pagare se mi trovano. Sapete, io non voglio passare per quello che cerca di fare il furbo, come fanno questi neri e questi rumeni, che salgono e si nascondono per non pagare il biglietto. Non tutti, per amor di Dio, ma la maggior parte sì. Se ne partono da casa di Cristo per venire qua a fare i furbi, a cercare l'elemosina e a rubare. Io sono italiano, quelli che vengono qua a fare i delinquenti, che si stiano a casa loro. Prima che arrivassero tutti questi stranieri queste cose non succedevano.
(6)Ma poi lo avete trovato, il portafogli? Il biglietto, come lo avete pagato?
(7) Per fortuna ho trovato fuori un tassista che ha sentito e mi ha prestato i soldi. Non lo conoscevo. Mi ha dato cinque euro e domani gliene devo restituire dieci.
(8) Ho capito bene? Vi ha dato cinque euro e per domani ne vuole dieci?
(9) Si ma non c'è problema, domani devo tornare, ci vediamo fuori e glieli porto. Lo so che sono assai, ma ne avevo bisogno, non mi potevo mettere a fare discussioni.
(10) Sentite, ma questo tassista è rumeno, nero... o italiano?