"passo la vita fuggendo dalla mia ignoranza"
NON CAPISCO...E NON MI ADEGUO!!!
su questo blog non si pubblicano commenti anonimi

sabato 31 luglio 2010

Per il Big one del PdL intervenga super-Bertolaso!



Come ben sapete, ogni volta che c'è un terremoto, si registrano, poi, altre scosse d'assestamento. La morfologia del territorio è destinata inesorabilmente a cambiare. Alcune volte più lievemente, altre più marcatamente. Il Big one* ha prodotto l'implosione del PdL e ha determinato la deriva del Cali-Fini dal continente pidiellino. Lo sconquasso all'interno del PdL è stato tanto violento, che, a buon diritto, si potrebbe invocare il divino intervento di Guido Bertolaso: se non è questa una grande emergenza... Con i suoi super-poteri della super-protezione civile (e non), colui che "avrebbe potuto gestire meglio" la situazione ad Haiti e che possiede quell' "esperienza che non può essere quella degli organizzatori" della Love Parade di Duisburg "grazie all'esperienza maturata nell'organizzazione dei Grandi Eventi" saprebbe senz'ombra di dubbio ricostruire il PdL, com'ha fatto con L'Aquila.
E' verità inoppugnabile che i tecnici del PdL non avevano previsto in alcun modo l'entità del grande evento sismico. C'era stata qualche scossa d'avvertimento, ma si era preferito rassicurare la popolazione parlamentare di dormire tranquilla. La Russa e Gasparri, abili ragionieri e maestri nell'arte di far di conto, avevano tutti i sopralluoghi del caso. Tutto in regola. Ed, invece, patapumf! E' accaduto l'irreparabile, una tragedia. Nessuno ha avuto l'idea di regalargli, per sicurezza, una calcolatrice. Ed i numeri non sono men che meno tornati. La variabile finiana è rimasta inquantificata sino alla sua fragorosa deflagrazione. I "colonnelli convertiti al berlusconismo" hanno fatto flop. Persino il sarto Letta, virtuoso delle ricuciture, ha preso male le misure. Lo strappo istituzione è più che evidente, meglio coprire con un velo (pietoso magari). Problemi d'organizzazione, che vogliamo farci! Chi non ha mai toppato scagli la prima pietra. Di quel che sarà nel futuro prossimo venturo non è dato bene saperlo. Napolitano sonnecchia. L'orizzonte appare verde. Alziamo il dito medio al cielo ;)


*Il Big One (letteralmente "quello grosso", come viene chiamato negli Usa) è il nome dato ad un presunto futuro terremoto, che potrebbe essere uno dei più potenti terremoti mai verificati negli Stati Uniti, superiore al settimo grado della Scala Richter, tanto da poter distaccare la California dal resto del continente

venerdì 23 luglio 2010

Catona: Ecomusia festa di Ecoarte

cliccare per ingrandire
Immerso nell'incomparabile scenario dello Stretto, sul lungomare di Catona dal 19 al 22 agosto sorgerà il Villaggio di ECOMUSIA (http://ecomusia.xoom.it), iniziativa artistica/culturale dell’Associazione FABULANOVA (patrocinata dal Comune di Reggio Calabria e finanziata dall’Assessorato all’Ambiente della Provincia di Reggio Calabria) finalizzata alla sensibilizzazione sul tema del rispetto dell’ambiente. L'arte diverrà, in un contesto magico, mezzo di comunione tra uomo e ambiente, con la “Natura che permette la vita sulla terra e ci insegna attraverso le sue dimostrazioni di equilibrio, che tutto è possibile grazie soltanto agli strumenti di un orchestra ben accordati che suonando insieme creano l'armonia. Si vuole lanciare un grido d'allarme perché l’uomo sta suonando con strumenti sempre più scordati e disarmonici, generando dissonanze aritmiche che purtroppo non sono soltanto un fastidioso suono che danneggia l'udito, ma un'onda di morte che avvolge tutto il pianeta, trascinandolo inesorabilmente verso danni irreparabili e catastrofici. Ecco quindi che "espressivambiente" è il messaggio chiave che si vuole lanciare attraverso l'arte che è di per sé simbolo di armonia e bellezza, di comunione e di intesa. ….L'intento è quello di gridare a tutti ai quattro venti, in musica ai "ciechi", con arti visive ai "sordi", che il futuro del mondo dipende da un immediato cambio di rotta sulle politiche di salvaguardia dell'ambiente e sullo sfruttamento dell'energia, altrimenti potrebbe non esserci più musica, arte…..vita.” Ogni giorno un nome diverso e decine di iniziative artistiche (scultura, danza, musica), sportive (sport nautici ed equestri), tecnologiche (energie alternative: eolica, solare, termica, idroelettrica) sempre finalizzate alla sensibilizzazione sul tema del rispetto dell’ambiente. Giovedì 19: Festa dell'Aria; venerdi 20: Festa della Terra; sabato 21: Festa dell’Acqua; domenica 22: Festa del Fuoco. Nei giorni di attività si svolgeranno anche delle estemporanee di pittura e scultura le cui opere finali verranno messe all’asta, si effettueranno delle raccolte fondi attraverso donazioni spontanee e si produrranno generatori eolici, fabbricatori d’acqua, generatori termodinamici e geotermici. Tutto ciò che sarà prodotto e ricavato verrà donato all’AS.ME.V. (Associazione Medici Volontari) che è presente in Eritrea da diversi anni con un ospedale, importantissimo presidio sanitario per la popolazione di una delle zone più povere dell’Africa.
Pasqualino Placanica
 
(pubblicato su costaviolaonline.it)

sabato 17 luglio 2010

19 luglio 1992

Il 19 luglio ricorre il diciottesimo anniversario della strage di via D'Amelio. Rimasero uccisi il giudice Paolo Borsellino e  i cinque agenti di scorta Emanuela Loi (prima donna della Polizia di Stato caduta in servizio), Agostino Catalano, Vincenzo Li Muli, Walter Eddie Cosina e Claudio Traina.
 Penso che le parole che seguono non potrebbero essere più appropriate,  sia al ricordo dell'uomo che alla situazione attuale; sono tratte dalla lezione tenuta dal giudice Borsellino del 26 gennaio 1989 all'Istituto Tecnico Professionale di Bassano del Grappa.

"L'equivoco su cui spesso si gioca è questo: quel politico era vicino ad un mafioso, quel politico è stato accusato di avere interessi convergenti con le organizzazioni mafiose, però la magistratura non lo ha condannato quindi quel politico è un uomo onesto. E no, questo discorso non va perché la magistratura può fare soltanto un accertamento di carattere giudiziale, può dire, beh, ci sono sospetti, ci sono sospetti anche gravi ma io non ho la certezza giuridica, giudiziaria che mi consente di dire quest'uomo è mafioso. Però siccome dalle indagini sono emersi altri fatti del genere altri organi, altri poteri, cioè i politici, le organizzazioni disciplinari delle varie amministrazioni, i consigli comunali o quello che sia dovevano trarre le dovute conseguenze da certe vicinanze tra politici e mafiosi che non costituivano reato ma rendevano comunque il politico inaffidabile nella gestione della cosa pubblica. Questi giudizi non sono stati tratti perché ci si è nascosti dietro lo schermo della sentenza: questo tizio non è mai stato condannato quindi è un uomo onesto. Il sospetto dovrebbe indurre soprattutto i partiti politici quantomeno a fare grossa pulizia, non soltanto essere onesti, ma apparire onesti facendo pulizia al loro interno di tutti coloro che sono raggiunti comunque da episodi o da fatti inquietanti anche se non costituenti reati." - Paolo Borsellino -

venerdì 16 luglio 2010

I capi della ‘Ndrangheta scelti nel santuario della Madonna di Polsi.


Guardando questo video rimango sempre più stupefatto da come uomini così rozzi possano dirigere un'organizzazione altamente sofisticata come la 'ndrangheta.

domenica 11 luglio 2010

IL DIRITTO ASSOLUTO



--''in democrazia non esistono diritti assoluti, perché ciascun diritto incontra il proprio limite negli altri diritti egualmente meritevoli di tutela che, in caso della privacy, sono prioritariamente meritevoli di tutela….. Un principio elementare della democrazia, ma che la stampa italiana nella sua maggioranza, ha deciso di ignorare''. Silvio Berlusconi.--
Un bel concetto, non c’è che dire, condivisibile….lo condivido anche io, figuratevi! Ma che c’entra la libertà di stampa con la legge bavaglio? O meglio, perché si parla solo di libertà di stampa, dimenticando un diritto talmente importante da essere, quello si…assoluto? Da che il mondo esiste i tiranni hanno sempre cercato di mantenere il popolo ignorante. Ecco perché in democrazia, per essere liberi, il diritto di essere informato è (quello si) un diritto assoluto. Badate bene, non sto parlando del diritto di informare, che è degli organi di stampa, ma del diritto di essere informato, che è del popolo. Il diritto di conoscere in tempo reale quello che avviene e che influisce sulla vita pubblica, anche se ha risvolti privati per qualcuno, essendo un diritto del popolo è superiore al diritto alla privacy del singolo. In Italia abbiamo avuto casi (quelli conosciuti, intendo) di ministri cocainomani, di amministratori con vizietti particolari, di ministri che hanno acquistato casa senza saperlo, di persone che  non possono essere paragonate al singolo semplice cittadino, perché con le loro degenerazioni private si sono esposte al ricatto e quindi alla corruzione, poco importa se poi alla fine non si è riscontrato un aspetto penale. Chi vuole che la sua privacy sia rispettata può tranquillamente evitare di fare politica; sono sicuro che non c’è nessuno in Italia a cui fare politica sia stato prescritto dal medico curante.

sabato 3 luglio 2010

Centrale a carbone a Saline e assegni di ricerca sulle scorie nucleari, la replica dell’INGV



Con un lungo comunicato stampa, la Dott.ssa Fedora Quattrocchi, dirigente dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, ha replicato al mio intervento di ieri su Saline Ioniche. Intervento attraverso il quale sollevavo gravi perplessità su due assegni di ricerca finanziati all’INGV dalla SEI s.p.a., la società interessata al progetto della centrale a carbone a Saline Ioniche. In particolare, faceva venire i brividi l’oggetto di uno dei due assegni: “Parametrizzazione della qualità e degli spessori del cap-rock argilloso, necessaria all’individuazione ed alla catalogazione in ambiente GIS delle aree potenzialmente idonee per geotermia profonda, stoccaggio geologico di CO2CH4 e scorie nucleari“.
La Dott.ssa Quattrocchi, pur confermando la convenzione triennale che ha legato la multinazionale elvetica del carbone all’INGV e l’avvio dei due assegni  sempre grazie ai fondi della SEI s.p.a., dichiara che la ricerca di potenziali siti di stoccaggio “nulla ha a che vedere con attività specifiche sul territorio della Regione Calabria“.  Per garantire il diritto di replica e favorire il massimo pluralismo delle opinioni, pubblico per intero, di seguito, la replica della Quattrocchi. Ma, al tempo, stesso non posso che ribadire i dubbi e le preoccupazioni. La dirigente dell’INGV afferma che le scorie nucleari non finiranno in Calabria, a Saline. E’ una garanzia o una dichiarazione di buoni intenti? Risulta , infatti, che le aree destinate a tali rifiuti radioattivi sono ancora in via d’individuazione e che una prima mappa non sarà presentata prima del 23 settembre, come annunciato in altra sede dalla stessa Quattrocchi. Andiamo avanti. Visto che le ricerche non riguarderebbero il territorio della Calabria, che interesse ha la SEI a finanziarle? Tutto può trovare giustificazione nella nobile volontà  di questi “mecenati” moderni di finanziare la scienza e la ricerca? La SEI è una società che non opera direttamente in altre aree dello Stivale, se non attraverso le aziende partner. Essa è nata, infatti, con un un unico scopo: “lo sviluppo di attività legate alla ricerca e alla produzione energetica nel territorio di Saline “. Si tratta di “ossi duri” che, nonostante la contrarietà quasi unanime delle istituzioni locali e dei cittadini, da anni perseverano nell’intento di creare un impianto a carbone nel Reggino. A questo punto, le cose sono due: 1) o la SEI, dopo aver incassato un niet – l’ennesimo (dopo Provincia e Regione) – a quanto pare anche dal Ministero dell’Ambiente, ha gettato la spugna e sta abbandonando la Calabria per puntare altrove; 2) oppure la SEI, utilizzando l’azione su tanti fronti meritevole di enti pubblici come l’INGV, sta cercando di ricalibrare il suo progetto in attesa che qualcosa muti nello scenario nazionale e regionale.
Restiamo in attesa. Di certo adesso il fronte del No alla centrale è di nuovo in allerta ed è ben lungi dallo smobilitare. Di seguito il comunicato integrale della Dott.ssa Quattrocchi:
************************
“Ho letto con grande sorpresa un lungo articolo in cui il Consigliere Provinciale di Reggio Calabria, Omar Minniti del Partito Rifondazione Comunista, chiede spiegazioni sul fatto che l’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV), ed in particolare, a responsabilità della Unità Funzionale di “Geochimica dei Fluidi, Stoccaggio Geologico e Geotermia” che rappresento, sul finanziamento recente  di 2 “Assegni di Ricerca” annuali, con risorse della Società SEI S.p.A. al fine studiare la presenza o meno  di siti del sottosuolo idonei a geotermia, allo stoccaggio geologico di scorie nucleari, di anidride carbonica e gas serra (CO2).
Tengo a precisare che l’oggetto dei suddetti “Assegni di Ricerca” annuali nulla ha a che vedere con attività specifiche sul territorio della Regione Calabria; tra l’altro, la Calabria, per le sue caratteristiche sismiche i) difficilmente potrebbe accogliere siti geologici profondi per scorie nucleari, ii) ha solo poche zone geotermiche e iii) entroterra ha pochissimi siti di stoccaggio gas se non assenti, mentre INGV concentra la sua attenzione off-shore (fuori costa). Riguardo ai rapporti con la SEI S.p.A., INGV era stata incaricata dalla medesima, tramite una convenzione firmata nel 2007 e già conclusa, a realizzare uno studio sullo stoccaggio dell’anidride carbonica; tale convenzione non ha quindi nulla a che vedere con i suddetti “Assegni di Ricerca” annuali. INGV, in piena libertà, finanzia le proprie attività di ricerca utilizzando l’insieme dei fondi raccolti dall’Istituto, siano essi finanziamenti diretti (pubblici o privati) su progetti specifici oppure disponibilità interne provenienti da lavori pregressi. In quest’ultimo caso, l’Istituto in totale e corretta trasparenza  specifica all’interno dei bandi l’origine delle risorse interne utilizzate anche se provenienti da altre attività, com’è il caso delle risorse economiche provenienti da una convezione firmata nel 2007.”
INGV, proprio in quanto ente di ricerca no-profit,  ed in particolare la suddetta Unità Funzionale “Geochimica dei Fluidi, stoccaggio geologico e geotermia” della Sezione Roma 1, ha avviato vari studi di fattibilità stoccaggio CO2, metano, scorie nucleari e geotermia (rinnovabili) e studi territoriali su medesimi argomenti, con fondi ordinari INGV e con fondi esterni di provenienza di aziende private di natura petrolifera e di produzione elettrica su tutto il territorio nazionale, tra cui in Calabria. In particolare in tale regione INGV ha potuto avviare studi  anche grazie a fondi esterni di SEI S.p.A. Saline Joniche, da noi internamente denominati “Rezia Energia”, che ha commmissionato a INGV nel passato studi su una delle tecnologie di stoccaggio geologico: quella, e SOLO quella, per lo stoccaggio geologico di CO2, dovendo abbattere eventualmente in futuro le emissioni di una possibile centrale a carbone. La suddetta unità funzionale, di cui sono responsabile come dirigente, quindi utilizza ed organizza i fondi di ricerca siano essi ordinari interni o di provenienza esterna (regioni, industrie, comuni, etc….), come tipicamente avviene in tutti gli istituti di ricerca no profit- su tutta la gamma delle argomentazioni di ricerca portate avanti dal gruppo di ricerca stesso e nella fattispecie: stoccaggio geologico di CO2, stoccaggio geologico di metano, stoccaggio di superficie e geologico di scorie radiattive e geotermia (rinnovabili).
Bandire pubblicamente, e si specifica “pubblicamente”, 2 assegni di ricerca sulle suddette tematiche, a disposizione quindi di qualsiasi giovane cittadino italiano che abbia quei requisiti richiesti, incluso dottorato di ricerca e voto di laurea di 110/lode, quindi i massimi requisiti di curriculum di giovani neolaureati e neodottorati di questo paese  è l’operazione più democratica che un ente di ricerca pubblica possa e debba fare, seguendo le leggi vigenti della pubblica ricerca. Il fatto che, per tali bandi di ricerca, si utilizzino fondi che sono stati ottenuti nel passato da INGV, a seguito di un pregresso, e specifico “pregresso” studio di fattibilità di stoccaggio geologico di CO2 in Calabria, ai fini della costruzione di una centrale a carbone pulito e non emissivo a Saline Ioniche, NON significa assolutamente che a Saline Ioniche sarà in futuro costruita  una centrale geotermica, un sito di stoccaggio metano o un sito superficiale o profondo di scorie nucleari. Il bando infatti non si riferisce affatto alla Calabria o all’area di Saline Ioniche, ma a tutto il territorio nazionale, come da incarichi istituzionali dell’ente di ricerca INGV e come da testo pubblico della mia audizione in Senato – Commissione Ambiente dell’ 8 giugno 2010, in presenza di tutti o quasi i senatori della suddetta commissione. Specifico che su tali temi di utilizzo razionale e pianificato del sottosuolo ai fini di un congruo mixing energetico tra rinnovabili, carbone, metano e nucleare, l’INGV farà a breve una scuola internazionale, la prima al mondo nel suo genere, dal 25 al 30 settembre 2010, Omar Minniti del PRC è  sentitamente invitato per tutto il periodo o per lo meno alla tavola rotonda del 29 settembre. Specifico che la mia scuola è patrocinata dalla Fondazione Sviluppo Sostenibile. Gli altri sponsor di tale scuola internazionale, oltre  a INGV sono CNR e Ambasciata USA. Benvenuto quindi Omar Minniti anche per fare una bella chiacchierata sul mixing energetico nazionale e … con il “federalismo” regionale.
Prof. Fedora Quattrocchi
Resp. Unità Funzionale “Geochimica dei Fluidi, Stoccaggio Geologico e Geotermia” Sezione Roma 1 INGV
Docente a contratto di “trasporto e confinamento di CO2” Università Roma 2 Tor Vergata, Ingegneria Industriale
************************

venerdì 2 luglio 2010

Centrale a carbone a Saline Ioniche, la SEI finanzia due assegni di ricerca e ora spunta anche l’ipotesi nucleare.



Ufficialmente a Saline Ioniche tutto è fermo al 2008. Tramite il proprio sito web, la multinazionale svizzera SEI – impegnata nel tentativo di realizzare una centrale di 1.320 MW  sul territorio di Saline Ioniche (Rc) – annunciò di aver “presentato agli organi competenti il Progetto Definitivo, lo Studio di Impatto Ambientale, comprensivo di documentazione per il rilascio dell’Autorizzazione Ambientale Integrata, lo Studio Architettonico e la Sintesi non Tecnica relativi al progetto della centrale”.  Tale presentazione ha avuto luogo tra il 18 e 20 giugno di due anni fa, riguardando 25 amministrazioni nazionali e locali, tra cui il Ministero dello Sviluppo Economico, il Ministero dell’ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, il Ministero per i Beni e le Attività Culturali, la Regione Calabria, la Provincia di Reggio Calabria e i Comuni di Montebello Jonico, Motta San Giovanni, Melito di Porto Salvo, Bagaladi, Roghudi, Condofuri, San Lorenzo, Calanna e Reggio Calabria. Sull’onda delle proteste della popolazione e delle associazioni ambientaliste, gli enti locali competenti si sono opposti alle mire della SEI apponendo due pesanti pietre, difficilmente aggirabili. La Provincia, tramite il parere espresso il 16 settembre 2008 dal Settore Pianificazione Territoriale ed Urbanistica, ha bollato le mire degli svizzeri sul carbone come “pregiudizievoli alle valenze paesistiche ed ambientali”, i cui effetti possono “provocare una significativa alterazione dei luoghi” e sono “deleteri e aberranti per l’insieme paesaggistico protetto”. Stesso atteggiamento da parte dell’allora Giunta regionale Loiero, che con delibera n.686 del 6 ottobre 2008 ha respinto al mittente l’ipotesi del carbone. Il faldone dell’ “affare SEI” è fermo su uno scaffale polveroso del Ministero dell’Ambiente. Tutto appare immobile, eppur qualcosa sottotraccia si muove. Nei giorni scorsi, l’Istituto nazionale di Geofisica e Vulcanologia ha indetto delle selezioni per titoli e colloqui di n. 2 assegni di ricerca, finanziati coi fondi del progetto-convenzione tra INGV e proprio la SEI Saline Ioniche spa: uno avente come oggetto le “Variazioni di anisotropia a seguito di iniezione dei fluidi e studio della sismicità indotta da iniezione di CO2 nel sottosuolo” e l’altro la “Parametrizzazione della qualità e degli spessori del cap-rock argilloso, necessaria all’individuazione ed alla catalogazione in ambiente GIS delle aree potenzialmente idonee per geotermia profonda, stoccaggio geologico di CO2CH4 e scorie nucleari”. Per entrambi gli assegni, il trattamento economico onnicomprensivo è di 19 mila euro e la durata è annuale. Ricapitoliamo: la SEI non fa mistero del progetto che intende materializzare a Saline e, “sputtanato” alla grande il modello di centrale a carbone di vecchia concezione (quello con ciminiera fumante e “salutari” nuvoloni neri), gli svizzeri stanno sostanzialmente propugnando ai calabresi l’idea del  “clean coal”, il presunto “carbone pulito”. Un metodo, ancora allo stadio sperimentale e già bocciato in numerosi paesi (tra cui gli Usa) per via degli alti costi e i rischi correlati, che prevede il “sequestro” e lo stoccaggio dell’anidride carbonica e dei gas serra  in formazioni geologiche profonde, cavità realizzate fino a 2000 metri sottoterra. Più che eliminare le emissioni si tratta, quindi, di nasconderle, mettendo a rischio l’ecosistema, le falde acquifere e l’incolumità dei cittadini al pari (se non più) delle vecchie centrali. Rimando, a tal proposito, ad una posizione di netto dissenso già assunta più di due anni fa dai gruppi consiliari del Prc e del Pdci alla Provincia di Reggio Calabria. Ma torniamo alle selezioni bandite dall’INGV. I due assegni di ricerca pagati dalla SEI mirano a mappare le aree più adatte allo stoccaggio delle emissioni e valutare l’impatto del “clean coal” sul territorio di Saline, mettendo in conto, pertanto, i pericoli connessi alla “sismicità indotta” dalle emissioni nel sottosuolo. Ciò, in un’area a conclamato rischio tellurico come quella a ridosso dello Stretto. E’ chiaro che la SEI, nonostante due anni fa annunciasse in pompa magna i piani “definitivi”, sta brancolando nel buio.  C’è in testa solo l’idea di catapultare a Saline un nuovo ecomostro, ma non si sa come e finanche dove realizzarlo. Altrimenti non si capirebbe perché s’investano dei soldi per avviare nuove ricerche volte all’ “individuazione ed alla catalogazione in ambiente GIS delle aree potenzialmente idonee”. Che razza di progetto “ultimo” è quello che ancora non prevede i luoghi fisici in sui materialmente si faranno confluire anidride carbonica e gas serra prodotti dalla centrale, processo in cui è concentrata tutta l’ “innovatività” rispetto al vecchio carbone?  Sarebbe interessante sapere, per esempio, quali risultati ha prodotto lo studio di fattibilità “per lo stoccaggio geologico di CO2 nei dintorni del polo energetico di Saline Ioniche (RC)”, svoltosi tra il 29/05/2007 e il 29/05/2010 ed assegnato dalla SEI all’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, nella persona della Dott.ssa Fedora Quattrocchi. La stessa dirigente dell’INGV  che nel marzo del 2008 annunciò, in un’intervista all’Ansa, l’individuazione di “circa 200 potenziali siti per lo stoccaggio dell’anidride carbonica” e parlò di “un progetto (che) verrà annunciato a breve e sarà in Calabria, da una compagnia diversa da Enel, dove si pone entro il 2015 la costruzione di una centrale a carbone a zero emissioni”. Più inquietanti le considerazioni che seguono. Avete letto bene l’oggetto del secondo assegno di ricerca? La SEI, per mezzo dell’INGV, non sta ricercando solo zone idonee per geotermia profonda e stoccaggio geologico di CO2CH4, ma anche per scorie nucleari!! Cavità sotterranee, probabilmente sottomarine, in cui potenzialmente allocare rifiuti radioattivi… 
Tutto questo nella Calabria balzata alla cronaca nazionale per le navi dei veleni, i business delle ecomafie e la preoccupante impennata delle malattie fulminanti. Se qualcuno non ha ancora compreso il pericolo rappresentato dal carbone, gli faccio notare che ora si sta parlando dell’ipotesi (si tratta al momento di una ricerca), prevista tramite il bando di un ente  pubblico (istituto con Dl 381/1999) e finanziata da soggetti privati, di far transitare scorie nocive attraverso il nostro territorio e di immergerle al largo delle nostre coste. Senza affondamenti di carrette del mare. Senza mediazione diretta dei clan e dei servizi deviati. Senza depistaggi. Alla luce del sole. Mica sono degli sprovveduti: forse il carbone può passare  di moda, ma quello del nucleare è un “investimento durevole”, che si protrarrà nel tempo per migliaia e migliaia di anni. I progetti della SEI finora si sono rivelati peregrini, ben lungi dalla proverbiale precisione svizzera, ed hanno subito pesanti stop dalla collettività locale. Ma non credete sia arrivato il momento di capire cosa bolle realmente in pentola a Saline Ioniche, al di là delle apparenze?
Di seguito, in formato Pdf, i due avvisi di selezione emanati dall’INGV:
Avv.assegnoSEI1-1
Avv.assegnoSEI2-2

Omar Minniti (http://omarminniti.wordpress.com/)

giovedì 1 luglio 2010

SCOPELLITI GATTOPARDO DI CALABRIA

(da : IL FATTO, 25.6.2010)
di Enrico Fierro
Camicie nere, voti e ‘ndrangheta. Alla festa con i boss: il sistema di potere del Governatore.
Ha mille doti Giuseppe Scopelliti, ma una in particolare gli va riconosciuta: la capacità di apparire, ogni volta che si candida e chiede il voto ai calabresi, come il nuovo. Dal Tirreno allo Jonio, ci credono e lo votano. Fanno così da sempre, da quando, e correva l’anno 1992, al congresso di Rieti i ragazzi del MSI decisero il loro nuovo segretario nazionale attingendo alla città del Boia chi molla. E scelsero il giovane Giuseppe, classe 1966, una laurea in Economia e Commercio. La camicia nera durò poco, tre anni appena, fino all’elezione in Consiglio regionale. Primo degli eletti, la conquista di Presidente del Consiglio e poi assessorati di peso, Lavoro e formazione professionale, con la giunta Chiaravallotti. Uno dei governi più chiacchierati.
Poca cosa per il giovane Peppe che ha la straordinaria abilità di ripulirsi nelle fredde acque dello Stretto. Lui è il nuovo e come tale nel 2002 si presenta come candidato a sindaco della città di Reggio. Vince. Cinque anni dopo, nel 2007, stravince con il 70% dei voti. Si tratta di partire sena la squadra avversaria (morto Italo Falcomatà il centro sinistra è praticamente clandestino), ma passi. Lui vince e impone il modello Reggio. Opere pubbliche, città metropolitana, l’annuncio del Ponte, e tanti spettacoli. I pentiti di mafia e le carte dell’inchiesta “Meta” della procura antimafia reggina raccontano invece la storia di una “triade” di ‘ndrangheta che aveva in mano il sistema degli appalti pubblici anche al Comune. Il 25 febbraio del 2007, alla vigilia della rielezione di Scopellitti a sindaco, la ‘ndrangheta è entusiasta. “ora entriamo in politica” dice Cosimo Alavaro, pupillo di una famosa famiglia di Sinopoli, ora ricercato dalla procura antimafia reggina.”Forza zio Peppino, tra quindici giorni vedremo”.
“Non sapevo” è uno dei leit motiv di Peppe Scopelliti. Non sapeva che a quella festa per i cinquant’anni di matrimonio dei genitori di Mimmo Barbieri (uno degli arrestati dal blitz antimafia di mercoledì scorso) c’era il fiore delle ‘ndrine cittadine. Era il 15 ottobre del 2006. Scopelliti ignorava ancora cosa si nascondeva dietro le fortune economiche di Gioacchino Campolo, il re dei video poker e degli immobili, ne possiede tantissimi a Reggio, a Roma e a Parigi. L’uomo che nella campagna del 2007 gli concede in comodato d’uso gratuito il centralissimo Teatro Margherita. Ampi saloni, moquette e segretarie in tacchi a spillo e tailleur per la segreteria politica del sindaco.
Campolo, al quale sequestrano beni per 25 milioni di euro, viene arrestato due anni dopo quel gentile omaggio. “Ha realizzato un grosso patrimonio, in gran parte con la gestione monopolistica dei video giochi, che è tra l’altro uno dei canali privilegiati della criminalità organizzata per l’accumulo di capotali illeciti”, è il commento del procuratore Giuseppe Pignatone. Molti pentiti accusano il re dei videopoker di essere legati alla cosca De Stefano, una delle più antiche e potenti della città. Anche Antonino Fiume è un picciotto dei De Stefano. All’alba di un giorno di febbraio del 2002 Nino Fiume bussa alla Questura di Reggio e parla. Degli affari dei De Stefano, dei nuovi assetti mafiosi in città, delle imprese amiche e dei politici vicini.
“Massimo Labate mi aveva pregato di raccogliere qualche voto per un certo Francesco Marcianò, una persona sponsorizzata dall’avvocato Alberto Sarra. Io gli avevo detto che non voglio sapere niente di politica perché uscivo da un contesto, essendo amico di quello che oggi è il Sindaco Scopelliti”.
Amico? Lo conoscevo appena, replica il Sindaco. “Come tutti ragazzi di Reggio frequentavo la discoteca Papirus, e Nino Fiume lo ricordo perché era quei ragazzi che effettivamente ci salutavae c’era… magari si scambiava qualche battuta, ed era uno di quei ragazzi che frequentava la discoteca”, fa mettere a verbale il Sindaco.
Ma i picciotti di ‘ndrangheta raccontano un’altra storia. “Sopra il Sindaco c’è stato Fiume”, dice uno di loro in un’intercettazione. Un altro pentito, Giovanbattista Fragapane, killer dei De Stefano, nel 2004 si apre con il pm Mario Andrigo e parla dei rapporti politici della cosca. “Alle votazioni ai De Stefano interessava che se ne andava Falcomtà (sindaco di sinistra della città ndr). Sentivo sempre il nome di Scopelliti, di Caridi“. Antonio Caridi è entrato in Consiglio regionale con 11mila preferenze. Scopelliti non conosceva nemmeno Massimo Labate, l’ex poliziotto diventato consigliere comunale di An, poi arrestato per concorso esterno in associazione mafiosa per i suoi rapporti con la cosca Libri.
Era considerato un suo fedelissimo, eppure l’ex Sindaco minimizza “Non aveva certo bisogno del mio sostegno per candidarsi, si presentò al partito e lo accettarono”. Tutte storie che non intaccano minimamente l’immagine del “nuovo” Peppe Scopelliti, che nel 2010 occupa la poltrona più ambita per un politico in Calabria, quella di Governatore della Regione. Il Pd è a pezzi, divorato da scandali e satrapie interne, e lui riesce nel miracolo: mettere assieme pezzi del vecchio mondo politico, ex socilisti, Udeur, Udc, consumati arnesi utili per tutte le stagioni. Il vecchio e il nuovo, con spezzoni della tormentata antimafia calabrese che addirittura si dicono entusiasti. Scopelliti viene eletto con un plebiscito.
Per la Calabria è iniziata una nuova era. Quella di sempre. E nel silenzio tombale di tutti. Neppure l’opposizione -Pd e Idv- ha ritenuto opportuno chiedere lumi sulle relazioni pericolose di Scopelliti.
Enrico Fierro