"passo la vita fuggendo dalla mia ignoranza"
NON CAPISCO...E NON MI ADEGUO!!!
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mercoledì 27 ottobre 2010

Soddisfatto e rimborsato!


Chi si ricorda di Peppe Bova? L’ex presidente del Consiglio regionale della Calabria, quello che ha tiraro fuori dal cilindro i voucher formativi destinati ai migliori laureati calabresi, idea talmente geniale da guadagnarsi le critiche dal giuslavorista Pietro Ichino. Ma soprattutto quello che per cinque anni di legislatura ce l’ha menata con la storia dell’abbattimento dei costi della politica, ovviamente per merito suo. Per essere credibile, quasi non bastasse la lacrimuccia pronta a scendere ad ogni conferenza stampa, il buon Peppe Bova aveva addirittura dichiarato che per evitare gli sprechi non usava neppure la macchina blu per i suoi spostamenti. Insomma, un moderno Savonarola pronto a fustigare il malcostume della politica scialacquona. Il Claudio Lotito della classe dirigente calabrese, pronto a battersi per una politica didascalica e moralizzata!
Curioso, però, che il Savonarola de noantri disdegni la macchina blu ma non rinunci ai sontuosi rimborsi per l’utilizzo della propria auto. A certificarlo è la delibera dirigenziale n. 299 del 21 aprile 2010, pubblicata nel bollettino ufficiale regionale del 16.6.2010, pag. 31098, avente per oggetto: “Presidente del Consiglio regionale – liquidazione rimborso utilizzazione mezzo proprio periodo luglio 2006/marzo 2010”. Esattamente il periodo dell’intera legislatura, per la quale vieni disposto, a favore di Bova Giuseppe, il pagamento di euro 211.842,42.

Ovviamente tutto è legale e legittimo, almeno a leggere la delibera, ma sicuramente appare quantomeno discutibile moralmente il comportamento di chi, per cinque anni, si è elevato a fustigatore del malcostume altrui. Ma c’è di più. Nella delibera si legge che a luglio del 2009 lo stesso Bova chiede che il rimborso venga momentaneamente sospeso per essere liquidato su sua espressa richiesta inoltrata, poi, il 19 marzo 2010. Perché questa sospensiva? I bilanci non sono annuali? Probabilmente il buon Bova voleva far credere che aveva rinunciato anche ai rimborsi chilometrici per non essere oggetto di eventuali critiche, nello stesso momento in cui professava ai quattro venti l’abbattimento, per merito suo, dei costi della politica calabrese. Ma a ben leggere si trattava solo di una sospensiva, pronta ad essere messa da parte per poi passare all’incasso una volta finita la legislatura, quando i riflettori sui costi della politica sono ormai spenti.
Sarebbe, inoltre, interessante capire perché il costo a chilometro che viene rimborsato a Bova è di 3,77 euro, mentre normalmente ai dipendenti pubblici viene rimborsato un quinto della benzina, pari a 0,26 euro. Ripetiamo, i rimborsi di Bova non hanno nulla di illegale. Si tratta semplicemente della più classica caduta di stile da parte di chi lo stile e la morale pretendeva di insegnarla agli altri.
Insomma, la sindrome del moralizzatore colpisce ancora al grido: fate ciò che dico, non fate ciò che faccio! (do.mal.)

lunedì 25 ottobre 2010

Bandafalo' for Africa

L'assessore Tucci, il consigliere Minniti, ed i ragazzi di Bandafalò alla conferenza stampa
Si rinnova per la quarta volta l'impegno del progetto umanitario ''BandaFalo' for Africa'', in favore delle popolazioni della Costa d'Avorio, promosso dall'Associazione di giovani villesi ''Bandafalò''. Lo scopo della missione, iniziata nel 2007 e svoltasi in varie fasi, delle quali la quarta partira' a novembre è quello di costruire con la partecipazione attiva dei residenti opere di sviluppo civile, scuole, pozzi, etc, donandole poi definitivamente alla stato Ivoriano. Il progetto, che è sostenuto attivamente dalla Provincia di Reggio Calabria è stato illustrato lunedì 25 ottobre presso il Palazzo della Provincia di Piazza Italia (sala della Biblioteca), nel corso di una conferenza stampa alla quale hanno preso parte parte: l'Assessore provinciale alle Politiche Sociali Attilio Tucci, il Consigliere provinciale Omar Minniti e Antonio Oppedisano, Francesco Talia e Giuseppe Buda dell'Associazione "BandaFalò" di Villa San Giovanni. Il resoconto di quanto già fatto e i programmi per la missione futura, nelle parole dei ragazzi di Bandafalò: “dall’8 novembre 2010 al 7 febbraio 2011 saremo impegnati per la QUARTA missione umanitaria del progetto “BandaFalò for Africa”, che vede la nostra associazione impegnata in Costa D’Avorio dal 2007. Per la prima volta nella storia, lo scorso anno, nel villaggio della Scerie 118 bambini si sono iscritti a scuola ed hanno frequentato con successo la prima elementare. Infatti, durante le missioni precedenti abbiamo realizzato dapprima tre aule della scuola, la direzione e due bagni, cosicché già lo scorso ottobre è iniziato il primo ciclo scolastico. Poi, poiché l’istruzione elementare, in Costa d’Avorio, prevede sei anni di scuola – durante la terza missione la scuola è stata finalmente completata, con la costruzione delle ultime tre aule, e possiamo affermare con grande gioia e soddisfazione di aver portato a compimento la prima parte del nostro progetto: fornire, attraverso l’iter di riconoscimento della scuola e dell’accampamento da parte dello Stato, la speranza di un futuro migliore a più di duecento bambini ed alle loro famiglie, fin’ora totalmente ignorati dal mondo, abbandonati a se stessi, privi di ogni istruzione e spesso anche dei più essenziali diritti umani. La scuola infatti è già stata riconosciuta dallo Stato e presto diventerà una scuola statale a tutti gli effetti. A novembre, dopo il nostro arrivo, si terrà nel villaggio della Scerie la cerimonia ufficiale che formalizzerà il riconoscimento e, di conseguenza, anche l’accampamento sarà riconosciuto e diverrà un vero e proprio villaggio. Questo vuol dire che, finalmente, per i suoi abitanti potrà iniziare un concreto percorso di crescita e un cammino verso un sempre maggior riconoscimento, tutela e difesa dei diritti umani. Per tutti gli abitanti del villaggio è un inizio di speranza, un cammino verso un futuro migliore. Peraltro, proprio a seguito del riconoscimento giuridico della scuola e dell’intero villaggio, lo Stato invierà nella scuola i propri insegnanti – personale qualificato i quali andranno a vivere nell’accampamento per tutto il periodo scolastico. Pertanto, abbiamo anche già realizzato i primi due alloggi che andranno ad ospitare gli insegnanti per tutto l’anno scolastico: tra gli obiettivi programmati per la QUARTA MISSIONE, vi è poi la costruzione degli ultimi quattro alloggi.” Una bella realtà della nostra terra, degna di essere conosciuta e sostenuta, molto di più di tante associazioni e circoli pseudo-culturali che pullulano dalle nostre parti, che non producono niente, costituiti con il fine di aggregare consensi al servizio di questo o quel politico o peggio ancora per usufruire delle agevolazioni previste dalla legge. Per chi volesse saperne di più e contribuire alle iniziative, Bandafalò è sul web all’indirizzo http://www.bandafalo.it/.
Pasqualino Placanica

(pubblicato su costaviolaonline.it)

domenica 17 ottobre 2010

La città groviera

Gli ultimi temporali che hanno  investito Reggio Calabria, il 13 ottobre scorso, hanno provocato notevoli danni che si aggiungono a quelli del mese precedente. La sede stradale è quasi dappertutto in condizioni pessime, ma la cosa più grave è che nessuno si preoccupa di intervenire. Mi viene il dubbio che qualcuno sia interessato al commercio di transenne. 




sabato 16 ottobre 2010

MANIFESTAZIONE FIOM/ PARTITA ITALIA-SERBIA: TRANELLO "COMUNISTA" PER IL MINISTRO DELL'INTERNO MARONI

i due Maroni
Nessun disordine a Roma alla manifestazione di oggi indetta dalla FIOM-CGIL, in barba a quanto previsto dal Ministro dell'Interno Roberto Maroni. Da indiscrezioni che circolano su Facebook sembra che sia venuto fuori che l'informativa dei servizi che annunciava azioni violente a cui faceva riferimento Maroni mancava della prima pagina. La prima pagina, con l'intestazione, è stata da poco ritrovata: si è così scoperto che l'informativa non riguardava la manifestazione sindacale, ma la partita di calcio Italia - Serbia. La tesi che circola negli ambienti della maggioranza è che si tratti di un tranello dei servizi deviati al servizio dei comunisti per mettere in difficoltà il governo che "combatte con successo la mafia la ndrangheta e la camorra".

venerdì 15 ottobre 2010

Il Sindaco si "sbilancia" sul bilancio

Finalmente adesso tutto è chiaro! Il Sindaco F.F. Giuseppe Raffa ha chiarito definitivamente la situazione economica del Comune di Reggio Calabria; il Comune sta bene, e "cu non voli mi sciorba". Leggere le parole del Sindaco F.F. e della Dirigente del Settore Finanza è un vero toccasana per un cittadino preoccupato per le sorti della città:
di Grazia Candido – “Ci sono problemi di cassa” ma il Comune sta bene. Ad offrire un quadro dettagliato sull’attuale situazione economica dell’ente comunale a Palazzo San Giorgio, ci ha pensato questa mattina il sindaco f.f Giuseppe Raffa e la dirigente del settore Finanze e Bilancio Orsala Fallara che, con davanti un faldone di documenti, “smontano” passo dopo passo le accuse fatte dall’opposizione. Tutto sembra chiaro e lineare, magari ci sarà qualche imprecisione, qualche contenzioso ancora aperto, qualche errore di valutazione ma l’Amministrazione Comunale “gode di buona salute”. 
 “Oggi abbiamo due doveri da espletare nel migliore dei modi: dare delle risposte agli esponenti  del Pd ma quello che ci preoccupa di più è di dare alla città, alle imprese delle informazioni suffragate da una ricca documentazione. Lungi da noi fare polemiche speciose anche perché – afferma Raffa -  a noi interessa soddisfare i bisogni dei cittadini. La situazione economica dell’Amministrazione comunale ha una genesi molto più profonda che va un po’ prima del 2002 e che ha provocato debiti fuori bilancio contratti dagli anni ottanta in poi. Una situazione di estrema gravità e che, debitamente documentata con delibere, ci porta a constatare un debito pregresso che si aggira intorno a 48 milioni di euro. Nel bilancio di previsione del 2002, l’ex dirigente Carmelo Nucera aveva evidenziato al tempo, così come aveva fatto anche il Collegio dei revisori, la incompatibilità delle spese previste in bilancio rispetto all’entrate. Nel 2002 abbiamo dovuto pagare 5milioni 528 mila euro, nel 2003 tre milioni, nel 2004 un milione e 700 euro, nel 2005 sette milioni, nel 2006 nove milioni per un totale di 48 milioni e ancora mancano altre delibere”.
Raffa è come un fiume in piena, non si sottrae ai problemi e li affronta “pur sapendo che ancora oggi, ci sono irrisolti alcuni importanti contenziosi”. Come il debito della Sorical: “Abbiamo un contenzioso di circa 80 milioni per il quale insieme alla Regione, stiamo lavorando per l’abbattimento dell’80% di questo debito contratto dal 1985 in avanti; l’altro contenzioso è di 9 milioni ma nasce dall’erogazione di un servizio non idoneo e il Tribunale civile di Catanzaro con una sentenza del 6 agosto del 2010 ha riconosciuto la fondatezza delle nostre opposizioni tanto da sospendere il decreto ingiuntivo”.
Per quanto riguarda poi, l’emergenza rifiuti “è stato attivato un piano di ammortamento che, in 15 anni, sarà estinto”; per “le società miste il Comune spende 47 milioni di euro per servizi resi e non sempre idonei da parte di alcune di queste società e a breve – evidenzia il sindaco – faremo anche chiarezza sugli interventi di manutenzione straordinaria e ordinaria”. E per la Multiservizi il primo cittadino precisa che “in questo momento il Comune deve pagare 5 mensilità arretrate”.
“Abbiamo un divario tra fatture emesse e pagate che si aggira intorno a 50 milioni di euro che non è un dato da sottovalutare – postilla Raffa - ma questo non ci preoccupa più di tanto perché abbiamo dei crediti da recuperare. A breve dal Ministero di Grazia e Giustizia recupereremo 12 milioni di euro e altri milioni di euro da ulteriori crediti per un totale di circa 71 milioni di euro. Tendo inoltre a precisare che l’Inpdap è stata sempre pagata, c’era solo una rata di 46 mila euro che risultava scoperta per un disguido che è già stato risolto”.
Ma c’è un altro “mistero”  che va risolto ed è la consegna del bilancio analitico non trasmesso ai consiglieri comunali. A fornire minuziosi dettagli ci pensa il dirigente del settore Finanze Fallara che dice: “Mi sorprende che i consiglieri chiedano il bilancio analitico perché vuol dire che non seguono con attenzione la pubblicazione delle delibere presso la sezione consiglio. Chi ha esperienza nella pubblica amministrazione sa che lo una volta approvato il bilancio di previsione  si redige il programma esecutivo di gestione che non è altro che il bilancio analitico che viene assegnato ai singoli dirigenti. Non nascondo che qualche volta il bilancio analitico mi è stato chiesto dai consiglieri comunali ma la richiesta non è stata posta ai sensi della 241, non è stata fatta su carta intestata e soprattutto, le firme che tali non erano, sembravano più delle sigle uguali l’una con l’altra, non parevano essere dei consiglieri richiedenti. E poi, sulla richiesta non era riportato l’indirizzo dove doveva essere recapitato il bilancio analitico. Essendo degli atti ufficiali ed essendo depositati presso la casa comunale – conclude stizzita la Fallara - un buon consigliere comunale non avrebbe avuto problema ad averlo”.
(da strill.it)

Che  bello...era tanto facile chiarire le idee a tutti, spiegare alla gente che i debiti non sono preoccupanti perchè ci sono i crediti; se i creditori del Comune di Reggio avranno dei debiti verso altri non si dovranno preoccupare, basterà che pensino al credito verso il Comune e tutto sembrerà una bazzecola.  Ma  a parte questa considerazione ironica, devo dire che è straordinaria la metamorfosi che ha subito il nostro Sindaco F.F. nel corso degli ultimi mesi. Da braccio destro del Sindaco neo Governatore, è passato a feroce avversario da abbattere a qualsiasi costo ("quasi" qualsiasi, come si è visto), ed adesso è tornato ad essere l'amplificatore delle poco credibili teorie dell'ex Sindaco Scopelliti. Le stesse che (Scopelliti) sosteneva in campagna elettorale a difesa dagli attacchi dell'armata brancaleone che gli si opponeva. Ma per difendersi per qualche giorno da un'armata brancaleone può andare bene anche la dichiarazione ad effetto, il colpo di scena, la balla buttata lì e non verificabile; altra cosa è affrontare adesso la realtà, quando i nodi vengono al pettine e la città sta indiscutibilmente crollando in un baratro che rischia di inghiottirla per decenni. Tralasciando di elencare tutte le cose che non vanno, anche perché non vorrei sembrare monotono, mi vorrei solo soffermare su due punti relativamente alle dichiarazioni rilasciate dal Sindaco F.F.:
1) non è passato molto tempo dal 7 settembre, quando l'Espresso ha pubblicato un articolo intitolato "Bombe e movida" sull'edizione cartacea e "Al sud c'è un buco nero" sull'edizione online, dove nell'elencare le criticità del bilancio comunale (quell'articolo non è mai stato smentito), viene riportata una dichiarazione virgolettata del Sindaco F.F. Giuseppe Raffa, che parla molto chiaro:
--Raffa, il sindaco effe effe ("facente funzioni ma non facente fantoccio", dice a commento dei suoi scontri con Scopelliti), si è tenuto la delega al bilancio confermando la responsabile di Ragioneria Orsola Fallara. Alle domande de "L'espresso" sullo stato della cassa, sull'importo dei debiti extrabilancio e sull'esistenza di un bilancio analitico, Raffa risponde non so. Il brutto è che non lo sa davvero. "Ho chiesto alla Fallara una rendicontazione puntuale", dice il sindaco. "Nessuna risposta. Gliel'ho chiesto un mese e mezzo fa".--
Fino a qualche giorno fa non sapeva niente ed adesso è in grado di descrivere minuziosamente la situazione finanziaria del Comune? Un bilancio analitico che dovrebbe essere composto da migliaia di voci?
2) dopo mesi di polemiche di colpo la Dirigente responsabile del settore snocciola tutta una serie di argomentazioni in merito al silenzio tenuto fino ad oggi. Ma non poteva precisare in tempo reale le problematiche che le impedivano di trasmettere il bilancio analitico ai richiedenti? E se era veramente tanto facile averlo, perchè uno qualsiasi dei consiglieri della maggioranza (sicuramente più bravi di quelli della minoranza, visto che loro il bilancio lo hanno approvato, e quindi hanno avuto soddisfazione dai documenti ricevuti) non lo ha "sbattuto in faccia" ai contestatori?  Spettacolare poi la chiosa finale: "essendo degli atti ufficiali ed essendo depositati presso la casa comunale un buon consigliere comunale non avrebbe avuto problema ad averlo".
Non avrei voluto essere nei panni del povero Raffa; se un buon consigliere non avrebbe avuto problema ad avere il bilancio, che dire di un Sindaco che lamenta ai giornali di non esserne in possesso e di non riuscire ad averlo? Concludendo, penso che a questo punto la tecnica del "sarà e faremo" non possa essere più accettata; ormai a Reggio è necessario parlare al presente per essere credibili, siamo pieni di promesse non mantenute fatte solo per ottenere consensi del momento. In definitiva, anche volendo prendere per buona la relazione del Sindaco Raffa, ne viene fuori che i debiti ci sono, e che non sono di poco conto. Su come sanarli, una serie di "saranno e faremo" che tutto sono meno che certezze. Parliamoci chiaro: il tutto da l’impressione di essere un maldestro tentativo di buttare fumo negli occhi, per limitare i danni dal punto di vista dei consensi elettorali. Se, come io credo, è così, l'effetto annuncio che il Sindaco Raffa spera di ottenere con le sue ultime dichiarazioni incoerenti non durerà molto, e la strada  per le prossime elezioni è ancora lunga.




venerdì 8 ottobre 2010

Bazooka e tacchi alti.

Non ci posso credere! Ho scoperto da poco di essere probabilmente il PAZIENTE ZERO di una malattia che adesso (finalmente) si sta diffondendo tra la popolazione calabrese e soprattutto tra gli organi di stampa: "IL DUBBIO". Il 5 gennaio 2010, due giorni dopo l'attentato alla Procura di Reggio Calabria, ho scritto questo post: 
BOMB...OLA ALLA PROCURA DI REGGIO CALABRIA
Domenica mattina, 3 gennaio 2010, alle ore 4,50, un ordigno composto da una bombola di gas innescata da esplosivo è esploso presso gli uffici giudiziari di Piazza Castello, a Reggio Calabria, provocando danni limitati a causa di un malfunzionamento nel congegno, di natura artigianale. Nessun dubbio che se la bomb…ola fosse esplosa avrebbe causato danni maggiori, e che avrebbe causato la morte di chiunque si fosse trovato nei paraggi, anche a causa delle schegge di metallo scagliate dall’esplosione. Molti dubbi, invece, sul fatto che se la bomb…ola fosse esplosa avrebbe causato il crollo del fabbricato; sono rarissimi i casi di esplosioni di bombole che abbiano causato il crollo di fabbricati ed anche in tali casi la bombola era collocata all’interno, non certo sulla strada. C’è un’altra nota stonata in tutta questa vicenda: la bomb…ola è stata collocata davanti al portone dell’ufficio del Giudice di Pace, e non davanti a quello della Procura, che è a fianco, le foto parlano chiaro; si vede benissimo il muro annerito sulla perpendicolare del portone dove è stata messa la bomb…ola; nonostante ciò gli organi d’informazione si ostinano a definire l’attentato “contro la Procura Generale”. Anche le dichiarazioni degli inquirenti vanno nella stessa direzione: la bomb…ola è stata messa alla Procura. Mi domando se, nel caso di attentati contro esercizi commerciali, qualcuno si è mai sognato di individuare come vittima il negozio a fianco a quello che è saltato in aria. Ma se è così, siamo a cavallo! Abbiamo a che fare con un’organizzazione criminale tanto determinata da non avere alcuno scrupolo ad attaccare gli organi dello Stato, talmente organizzata da avere enorme facilità a reperire una bomb…ola di gas, e soprattutto talmente professionale da programmare l’attentato nei minimi dettagli al punto di sbagliare porta presso cui mettere la bomb…ola. Dimenticavo, talmente professionale, inoltre, da costruire un ordigno estremamente sofisticato, così sofisticato da …fare cilecca. Un’armata brancaleone, praticamente. Magari fosse così! L’attentato di domenica mattina contro gli uffici giudiziari di Piazza Castello ha sicuramente una natura criminale di alto spessore, al di la della scarsa professionalità dimostrata dagli esecutori. Paradossalmente è servito a mettere sotto i riflettori la situazione di Reggio Calabria, ed avrà il risultato di provocare un’ulteriore reazione dello Stato, con arrivo di uomini e mezzi, sia delle forze di Polizia che della Magistratura, e con una (auspicabile) stretta nelle norme legislative; senza contare la reazione dei cittadini, che, al contrario di quanto sostengono alcuni organi d’informazione, sono indignati e non hanno paura a dichiararlo. Una cosa prevedibile, talmente prevedibile che mi domando come potessero pensare, i signori mafiosi, di ottenere qualcosa in questo modo. Ma forse loro non lo hanno mai pensato. ----

Il 9 gennaio successivo, visionato il filmato dell'attentato "alla Procura" ho esternato nuove considerazioni in quest'altro post:
Continuo a non capire come possa essere che tutti gli organi d’informazione pubblichino pedissequamente le informazioni che ricevono dagli inquirenti senza neanche accennare ad un minimo di ragionamento sui dati. Sulle mie perplessità in merito ai mezzi usati dagli attentatori ho già detto in altro post. L’ultima notizia, che scaturisce dalla visione del video ripreso dalla telecamera posta sul marciapiede della Procura, è che si nota bene che a guidare lo scooter era una donna, a causa delle calzature e dei capelli lunghi. E su tutti i giornali appare in questi giorni il fotogramma che immortala il piede destro dell’attentatrice, che calza una scarpa di vernice con tacco alto. Una donna alla guida dello scooter per dare meno nell’occhio, dicono i vari “analisti” dei giornali, nazionali e non. Ora, mi domando come si possa pensare che una coppia su uno scooter alle 5 di mattina con una bombola del gas posta tra le gambe della guidatrice possa non dare nell’occhio. Mi domando inoltre se chiunque dei signori che ha accettato la tesi proposta al pubblico si metterebbe delle scarpe scomode in un caso analogo, donna o uomo che sia. Una terrorista, o mafiosa, che va a fare un attentato con le scarpe col tacco, è una balla da oscar planetario. Spettacolare o deprimente a vostra scelta poi, la definizione data dal giornalista di “Annozero” Sandro Ruotolo. Una “lady della ndrangheta”, ha definito la guidatrice dello scooter. Visto l’abbigliamento, io la definirei una “Bond girl della ndrangheta”. Bello poi il passaggio del video in cui si vede che l'attentatore accende la miccia sul motorino, praticamente tra le gambe della ragazza, e poi se la prende in braccio (la bombola con la miccia accesa) e la porta al portone sbagliato. Cerchiamo di essere seri: chi va a fare un attentato con le scarpe col tacco alto, molto probabilmente sa di non correre rischi. Se poi mi sbaglio, allora che cosa c’è da temere? Abbiamo a che fare con una manica di sprovveduti. Lanciano petardi, innescano bombole del gas che non scoppiano, portano i tacchi alti pur sapendo che potrebbero dover scappare a piedi: probabilmente il prossimo omicidio cercheranno di farlo a colpi di fionda. ----

All'attentato "alla Procura" sono seguiti altri atti di dubbia matrice: 
una macchina carica di armi trovata sul percorso che avrebbe dovuto utilizzare il Presidente della Repubblica; si è rivelata una mezza bufala. Ma sarebbe bastato guardare bene il materiale trovato sopra l'auto, per avere subito dei dubbi.
Due macchine assegnate a due giudici differenti si ritrovano con una ruota con i bulloni allentati (1  2); tutte  e  due le auto sarebbero state manomesse nel garage del Tribunale, che dovrebbe essere super sorvegliato. Una bomba viene depositata e fatta esplodere dentro il portone dell'abitazione del Procuratore Di Landro; dentro, ribadisco. 
L'esplosione avviene dentro, e non fuori dal portone: dalle fotografie si  vede benissimo che i  vetri sono all'esterno, sulla strada, cosa che non avrebbe potuto essere se la bomba fosse esplosa all'esterno. E mi domando com'è possibile che l'abitazione di un alto magistrato già oggetto di minacce ed atti più concreti di intimidazione fosse così facilmente ed impunemente avvicinabile da un malintenzionato, al punto di potere  entrare nel portone, depositare una bomba, innescarla (non si parla di telecomando o di comando a tempo) ed uscire senza essere visto.
Successivamente  un'operazione delle forze dell'ordine porta ad una serie di arresti (operazione Epilogo). Quattro degli arrestati vengono tra l'altro accusati dell'attentato alla macchina del giornalista Antonino Monteleone e dell'attentato alla Procura del 3 gennaio 2010. Dal testo delle intercettazioni ambientali e dagli altri atti  relativi all'attentato ad Antonino Monteleone viene fuori un quadro a mio parere incompatibile tra i due attentati. Mi spiego meglio: siamo in presenza di elementi che vanno in giro per la città per mesi su una macchina (sempre la stessa) con sopra microfoni e con un rilevatore satellitare (non si capisce se è quello di fabbrica o un apparecchio installato dagli investigatori), non certo dei professionisti del crimine. Incendiare una macchina è una cosa, attentare alla Procura un'altra; non ne viene fuori certo il quadro dei tipi che un capomafia incaricherebbe di un compito del genere. Certamente, per potere giudicare con sicurezza occorrerebbe avere tutti gli atti, ma c'è un'altra cosa che da da pensare: la relazione dei ROS sul filmato relativo all'attentato alla Procura. La descrizione del conducente non combacia con le immagini diffuse immediatamente dopo l'attentato, e trasmesse anche da Annozero: --"Il conducente - scrivono i carabinieri - vestiva dei jeans, un giubbotto colore scuro, calzava delle scarpe da ginnastica marca Nike.
Lo stesso indossava un casco di colore scuro, non del tipo integrale, ma che comunque gli garantiva il travisamento". Il passeggero, invece, "indossante un casco simile, ma di colore presumibilmente grigio, vestiva una tuta con una scritta sul retro della maglia con evidenti strisce sia sulla stessa che lungo i pantaloni e delle scarpe di colore chiaro del tipo da ginnastica"-- Ma dalle immagini risulta che il conducente calzasse scarpe da donna con il tacco alto, altro che scarpe da ginnastica. E lo afferma anche il giornalista di Annozero che la definisce "Lady Ndrangheta".
Per finire (speriamo) il ritrovamento del Bazooka nelle vicinanze del Tribunale.  Allarme (motivato, ci mancherebbe altro), blitz, conferenza stampa con tanto di lanciarazzi esposto alle riprese dei giornalisti. Peccato che adesso sia venuto fuori che il lanciarazzi esposto non era quello ritrovato, ma un altro che "sarebbe" uguale (a questo punto il condizionale è d'obbligo). Quello esposto è stato ritrovato tempo addietro nelle campagne di Rosarno. Certo, il Bazooka trovato nei pressi del Tribunale "sarebbe" in mano alla Polizia Scientifica, plausibile.
Quello che non è comprensibile è la necessità di esporne un altro, e soprattutto l'aver omesso di specificarlo ai giornalisti. Sarebbe bastata una foto se non dell'originale anche di un esemplare uguale, e invece si è lasciato credere che il bazooka fosse quello. Non hanno detto che era quello, ma non hanno detto neanche che non lo era. Non so perché ma io quel Bazooka lo vorrei vedere....! Nel frattempo a Reggio Calabria arriva l'Esercito, a presidiare gli obiettivi sensibili.

"...Nessuna verità è poi così sicura, ci sono troppi dubbi non fartene un problema" (E. Bennato)






 

martedì 5 ottobre 2010

Omar Minniti (Prc-Fds): “Centrale a carbone di Saline Ioniche, i “cavalli di Troia” vengono allo scoperto”.

di Omar Minniti*
La nomina di una “Commissione di esperti” per valutare l’impatto della centrale a carbone di Saline Ioniche, è oggettivamente un atto di cedimento davanti al progetto Sei. La decisione assunta dai Sindaci dell’area – ad eccezione di Bagaladi e San Lorenzo – ed anche da quello di Reggio Calabria Giuseppe Raffa, suona come un segnale di apertura possibilista nei confronti delle mire della multinazionale elvetica e stride con le dichiarazioni, esternate anche di recente, da quei Comuni. Negli atti ufficiali tali amministrazioni manifestano la propria adesione al fronte del “no”, per poi riunirsi, sarebbe il caso di dire con modalità quasi “carbonare”, per dare vita ad un organismo che dovrebbe accertare ciò che è già certo ed acclarato: l’impatto ambientale e sulla salute della centrale. Un organismo che costerà ai contribuenti 20 mila euro e che si ritroverà tra le mani le stesse carte a cui hanno avuto accesso la Provincia di Reggio e la Regione Calabria, che hanno bocciato senza mezzi termini il progetto Sei, definendolo aberrante e deleterio per l’ecosistema locale e la sicurezza delle popolazioni. Un organismo, meramente consultivo e dai pareri non vincolanti, che si insedierà proprio mentre presso il Ministero dell’Ambiente sta volgendo a termine il lavoro della Commissione di verifica sulla centrale, che si esprimerà sul Via.
Che cosa ha fatto cambiare opinione ai Sindaci, alcuni dei quali hanno fatto del “no” al carbone uno dei leitmotiv delle proprie campagne elettorali? Sono state forse le opere cosiddette “compensative” promesse dalla Sei a far divenire possibilisti anche i più acerrimi nemici della centrale?
Ai consiglieri comunali di quegli enti il compito di verificare e, se del caso, di sconfessare l’operato dei Sindaci. Ai cittadini, le associazioni e i movimenti quello di rilanciare la mobilitazione contro la centrale e i suoi nuovi “cavalli di Troia”.
Reggio Calabria, 5 ottobre 2010
*Consigliere provinciale Prc-Fds

domenica 3 ottobre 2010

"Ku sapi e taci avi sempri paci, ku sapi e dici avi sempri nemici"

(da "lettere a strill")

Egregio Direttore,
ho letto la lettera pubblicata dal Suo ottimo giornale, a firma Giuseppe Agliano dal titolo --Reggio, Agliano: "Mi aspettavo le scuse di Gatto, ma tant'è..."--, naturalmente dopo avere letto tutti i passaggi precedenti compresa la attenta cronaca dei fatti successi all’ultima riunione del cONSIGLIO cOMUNALE (La prego di non modificare la grafica, la minuscola iniziale è voluta e meritata), ed ho atteso anche l’uscita in edicola dei giornali cartacei di oggi, per verificare eventuali differenze nella descrizione dei  fatti, che in verità ammetto di avere ritenuto inizialmente esageratamente riportati.  Tutti i giornali nella cronaca riportano i  fatti nello stesso modo, mentre i sIGNORI protagonisti dei fatti smentiscono e precisano. Si accusano a vicenda di avere fatto assumere parenti nelle società miste senza specificare (io aggiungerei di andare anche  a guardare le parentele ed i comparati dei consiglieri in altri settori della pubblica amministrazione in cui sguazzano i pessimi attori di questa  vergognosa farsa, perché in questo campo quando qualcuno indica qualcosa può essere che contemporaneamente ne nasconda un’altra), si sfiduciano, si dimettono, ritirano le dimissioni, arrivano quasi al contatto fisico. Non hanno alcun rispetto per chi li  ha votati e per chi comunque dicono di tutelare, salvo alla prima occasione rivendicare il mandato popolare per rintuzzare eventuali attacchi politici. Non è più accettabile in questo contesto leggere comunicati  stampa come quello relativo all’inaugurazione del campo da rugby di Spirito Santo, inneggiante al “modello Reggio” in un farneticante crescendo di auto-esaltazione; stadio situato a pochi metri da quella scuola materna al centro dell’attenzione per l’atto intimidatorio subito, in un quartiere dove a pochi metri dallo stadio e di fronte alla scuola materna  campeggia su un muro (ancora adesso mentre sto scrivendo) la scritta che ha fatto il giro del mondo sul web e che nessun amministratore del “modello Reggio” ha ritenuto di far cancellare nonostante le segnalazioni ripetute: KU SAPI E TACI AVI SEMPRI PACI, KU SAPI E DICI AVI SEMPRI NEMICI. E attenzione, è scritto KU, non CU; questa è una cosa che deve far riflettere: chi ha scritto non aveva 50 anni. Non è più  accettabile, Le dico, che personaggi oggetto delle attenzioni della commissione antimafia, protagonisti di filmati che li vedono maneggiare  armi illegalmente insieme a mafiosi, siedano ancora in cONSIGLIO cOMUNALE e soprattutto facciano sentire la propria voce come se nulla fosse successo. Non è accettabile che in cONSIGLIO cOMUNALE accadano fatti come quello accaduto giovedì scorso, né che i protagonisti proseguano la sceneggiata sui mezzi d’informazione accusandosi a vicenda. Non è accettabile, egregio Direttore, che il consigliere Agliano si preoccupi del fatto che Gatto non si è scusato con lui, mentre c’è un’intera Città che attende e pretende le scuse di una classe politica infima e corrotta.

Pasqualino Placanica

venerdì 1 ottobre 2010

ECOMUSÌA 2010 - MISSIONE ERITREA

L'ospedale di Asmara sede del Centro Dialisi ASMEV
Come a suo tempo annunciato, dopo aver lanciato un messaggio importantissimo in favore della salvaguardia e del rispetto dell'ambiente attraverso l'arte con la Festa di Ecoarte ''Ecomusìa'', tenutasi sul lungomare di Catona dal 19 al 22 agosto 2010, l'Associazione Culturale FABULANOVA parte per l'Africa per la ''Missione Eritrea''. Tutto è iniziato con la venuta a Reggio Calabria il 29.07.2010 di S.E. l’Ambasciatore dell’Eritrea, ospite di Fabulanova, che ha tenuto una conferenza stampa presso il Palazzo della Provincia di Reggio Calabria presentando il progetto Ecomusìa e la missione che si sarebbe successivamente effettuata in Eritrea. La missione parte anche grazie al contributo di più di 100 artisti che hanno partecipato all’evento e soprattutto grazie all’avvocato Giuseppe Neri assessore all'Ambiente della Provincia di Reggio Calabria che ha fortemente voluto (e tramite l’assessorato ha finanziato interamente) la realizzazione di questa importante attività di beneficenza che Fabulanova ha concretizzato nella "Missione Eritrea";   obiettivo portare acqua ed energia pulita ad un ospedale di Massawa, dove l'AS.ME.V. (Ass. Medici Volontari) opera già da diversi anni. Il 5 ott. 2010 Fulvio Cama per Fabulanova, il Dott. Franco Romeo per l'AS.ME.V. e Lorenzo Labate per i Costruttori Rinnovabili partiranno per l'Africa per un sopralluogo sul posto dove verranno effettuati gli interventi, che consisteranno nell’installazione di una macchina in grado di produrre acqua sfruttando l’umidità dell’aria,  di un generatore eolico che produrrà energia elettrica sfruttando la forza del vento e di pannelli solari fotovoltaici che produrranno elettricità e calore ricavandoli dall’energia solare. Non sarà certo un viaggio semplice ed agevole;  l’Eritrea è da poco uscita da una sanguinosa guerra con l’Etiopia (non del tutto finita), ed è sottoposta a sanzioni e limitazioni dalla comunità internazionale a causa della dittatura che governa il paese. Per arrivare ad Asmara (la capitale) occorrerà prima recarsi nello Yemen poiché non vi sono dall’Italia voli diretti, prolungando di molte ore il viaggio che poi proseguirà via terra attraverso le difficoltà delle strade del posto, le escursioni termiche e la differenza di altitudine (Asmara dista circa 110 km da Massawa, ma c’è un dislivello di circa 2.400m ); a ciò si aggiunge il fatto che il territorio eritreo è ancora disseminato di mine e ordigni inesplosi e che fuori dagli insediamenti civili operano dei gruppi estremisti poco raccomandabili. La missione sarà ospite delle strutture dell’AS.ME.V. che opera già da tantissimi anni sul posto curando chiunque ne abbia bisogno e salvando tantissime vite umane, e del Ministero dell’Ambiente del Governo Eritreo, che è molto interessato ai progetti innovativi sul risparmio energetico e alla produzione di energie rinnovabili come ha dichiarato anche l’Ambasciatore Eritreo durante la conferenza stampa tenutasi al Palazzo della Provincia. Con questa prima missione inizierà una collaborazione futura che sicuramente riuscirà a dare al Popolo Eritreo una mano d’aiuto importante per lo sviluppo.
Pasqualino Placanica
(pubblicato su costaviolaonline.it)