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lunedì 2 agosto 2010

ASMEV (Associazione Medici Volontari) una realtà poco conosciuta.


Alla conferenza stampa di presentazione di Ecomusia, tenutasi il 29 luglio al Palazzo della Provincia di Reggio Calabria, ho avuto modo di conoscere il dottore Franco Romeo, medico chirurgo, vicepresidente dell’ASMEV (Associazione Medici Volontari) che da molti anni opera in Eritrea. Il dottore Romeo è un uomo che si appassiona non solo a fare ma anche a raccontare, la sua naturalezza lo porta a darmi automaticamente del tu, e devo dire che la cosa mi ha subito fatto piacere: “ASMEV è nata ufficialmente nel 1995, da un gruppo di medici italiani che già operavano in Africa da qualche anno. Al termine della guerra tra Etiopia ed Eritrea, durata 30 anni, è giunta a Messina una donna combattente eritrea con il corpo devastato dal napalm, ricordo il nome: Azieb; era accompagnata da un missionario italiano che portava una missiva del Primo Ministro Eritreo con la richiesta di curare la donna. Abbiamo fatto tutto quanto era possibile, Azieb è stata curata felicemente. Dall’episodio è scaturita la decisione di organizzarci e recarci in Eritrea con una prima missione, dal cui esito è  scaturito un progetto ECU, finanziato dalla Comunità Europea e organizzato dal CRIC (Centro Regionale di Intervento per la Cooperazione) di Reggio Calabria. Nel 1995 il Ministro Eritreo per la Salute ci chiese se fosse possibile creare un centro di dialisi per acuti; entro tre anni riuscimmo a effettuare la prima dialisi. Attualmente il centro, che si chiama -Centro di dialisi Calabria – dispone di 14 macchine per la dialisi. In Eritrea la situazione sanitaria è precaria: esistono alcuni buoni ospedali, ma il personale specializzato scarseggia. Ci sono solo 3 medici su 100.000 abitanti, e pensa che in Italia il rapporto è 554/100.000. I medici ospedalieri che si assentano dal lavoro per espletare volontariato all’estero dovrebbero poter usufruire del congedo straordinario, ma ad oggi la Regione Calabria, interpellata, non ha  dato alcuna risposta in merito.” Il racconto del dottor Romeo trasuda orgoglio per l’opera svolta ma anche l’umiltà che è caratteristica degli uomini che mettono il proprio tempo e la propria opera a disposizione di chi ne ha bisogno. L’intervista termina prima del previsto, poiché sta per iniziare la conferenza stampa vera e propria, e il dottore mi saluta dicendo: “il resto lo sentirai quando toccherà a me parlare: ho preparato una serie di slide per illustrare il tutto, spero di non annoiare la platea.” Non ci ha assolutamente annoiati, naturalmente.

*nella foto il dottor Francesco Romeo e S.E. l’Ambasciatore Eritreo in Italia Zemede Teclè 

Pasqualino Placanica

(pubblicato su costaviolaonline.it)


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