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martedì 2 novembre 2010

Quando il rimborso spese è un tabù.

(da lettere a strill e newz.it )
Egregio Direttore, sembra un vero e proprio tabù: nonostante qualcuno, chi per pura indignazione e chi per interessi propri, abbia denunciato lo scandalo della "Determinazione n°299" del 21 aprile 2010 pubblicata sul BUR-Calabria, riguardante il rimborso erogato all'ex Presidente del Consiglio Regionale per l'utilizzazione di mezzo proprio nel periodo compreso tra luglio 2006 e marzo 2010, pare che l'argomento non interessi più di tanto ai nostri organi di stampa. In definitiva, all'allora onorevole Giuseppe Bova Presidente del Consiglio Regionale, per avere rinunciato all'auto di servizio ed avere utilizzato un mezzo proprio per recarsi sul posto di lavoro (questo è il succo), vengono liquidati € 211.842,42 (duecentoundicimilaottocentoquarantadue euro e quarantadue centesimi) per 45 mesi di attività. Il tutto, essendo rimborso spese, naturalmente esente tasse. Praticamente più di otto volte l'imponibile fiscale annuale di un impiegato, che però deve ancora pagare le tasse, sulla cifra.  Ora, 45 mesi equivalgono a 1350 giorni, dai quali dovremmo naturalmente decurtare le giornate di inattività, domeniche, festività, periodi di ferie, etc; ma anche volendo fare un conteggio "a perdere", e considerando una percorrenza media di 400 chilometri al giorno per tutti i 1350 giorni, con un consumo medio di carburante di 10  chilometri a litro, al prezzo "forfettario" di € 1,50 al litro, ne viene fuori un costo di € 81.000 per il carburante. Magari qualcuno dirà che per percorrere tutti quei chilometri (540.000, ho calcolato io) ci vuole più di un'autovettura; e allora mettiamoci anche 50.000 € per l'acquisto di due berline nel periodo interessato (mi sembra che il prezzo sia congruo), ed arriviamo alla cifra di 131.000 €. E così, largheggiando ampiamente nei conteggi, ecco risparmiati ben 80.000 €. Io ho detto risparmiati, ma visto che invece la cifra erogata è come dicevo 211.000 €, gli 80.000 € risultano sprecati per chi li  ha erogati (la Regione); naturalmente non sono sprecati per chi li ha incassati. Senza contare che facendo i conti sui chilometri sulle giornate e sul costo reale del carburante il risparmio (ipotetico) o lo spreco (reale) sarebbe di gran lunga maggiore. Ma a leggere la delibera sembra che sia tutto a posto, perfettamente secondo le norme previste in materia; e logicamente, a parlarne troppo si correrebbe il rischio che qualcuno pensi di cambiarle, queste norme, soprattutto in una regione come la Calabria che vanta deficit abissali praticamente in tutte le voci di bilancio. I rimborsi li prendevano tutti con Loiero e li prendono ancora oggi tutti (uguali) con Scopelliti. Esenti tasse. A marzo 2011 ci attende una stangata di 58 € per contribuente sull'IRPEF a causa  del deficit sulla sanità della Regione Calabria. Signori amministratori, che vogliamo  fare?

Pasqualino Placanica

mercoledì 27 ottobre 2010

Soddisfatto e rimborsato!


Chi si ricorda di Peppe Bova? L’ex presidente del Consiglio regionale della Calabria, quello che ha tiraro fuori dal cilindro i voucher formativi destinati ai migliori laureati calabresi, idea talmente geniale da guadagnarsi le critiche dal giuslavorista Pietro Ichino. Ma soprattutto quello che per cinque anni di legislatura ce l’ha menata con la storia dell’abbattimento dei costi della politica, ovviamente per merito suo. Per essere credibile, quasi non bastasse la lacrimuccia pronta a scendere ad ogni conferenza stampa, il buon Peppe Bova aveva addirittura dichiarato che per evitare gli sprechi non usava neppure la macchina blu per i suoi spostamenti. Insomma, un moderno Savonarola pronto a fustigare il malcostume della politica scialacquona. Il Claudio Lotito della classe dirigente calabrese, pronto a battersi per una politica didascalica e moralizzata!
Curioso, però, che il Savonarola de noantri disdegni la macchina blu ma non rinunci ai sontuosi rimborsi per l’utilizzo della propria auto. A certificarlo è la delibera dirigenziale n. 299 del 21 aprile 2010, pubblicata nel bollettino ufficiale regionale del 16.6.2010, pag. 31098, avente per oggetto: “Presidente del Consiglio regionale – liquidazione rimborso utilizzazione mezzo proprio periodo luglio 2006/marzo 2010”. Esattamente il periodo dell’intera legislatura, per la quale vieni disposto, a favore di Bova Giuseppe, il pagamento di euro 211.842,42.

Ovviamente tutto è legale e legittimo, almeno a leggere la delibera, ma sicuramente appare quantomeno discutibile moralmente il comportamento di chi, per cinque anni, si è elevato a fustigatore del malcostume altrui. Ma c’è di più. Nella delibera si legge che a luglio del 2009 lo stesso Bova chiede che il rimborso venga momentaneamente sospeso per essere liquidato su sua espressa richiesta inoltrata, poi, il 19 marzo 2010. Perché questa sospensiva? I bilanci non sono annuali? Probabilmente il buon Bova voleva far credere che aveva rinunciato anche ai rimborsi chilometrici per non essere oggetto di eventuali critiche, nello stesso momento in cui professava ai quattro venti l’abbattimento, per merito suo, dei costi della politica calabrese. Ma a ben leggere si trattava solo di una sospensiva, pronta ad essere messa da parte per poi passare all’incasso una volta finita la legislatura, quando i riflettori sui costi della politica sono ormai spenti.
Sarebbe, inoltre, interessante capire perché il costo a chilometro che viene rimborsato a Bova è di 3,77 euro, mentre normalmente ai dipendenti pubblici viene rimborsato un quinto della benzina, pari a 0,26 euro. Ripetiamo, i rimborsi di Bova non hanno nulla di illegale. Si tratta semplicemente della più classica caduta di stile da parte di chi lo stile e la morale pretendeva di insegnarla agli altri.
Insomma, la sindrome del moralizzatore colpisce ancora al grido: fate ciò che dico, non fate ciò che faccio! (do.mal.)