"passo la vita fuggendo dalla mia ignoranza"
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lunedì 7 marzo 2011

Non ci si può fidare di nessuno.

ALTROVE - vista dall'alto
A furia di sentire parlare (purtroppo) del grave problema dei lavoratori delle società miste del Comune di Reggio Calabria che lavorano senza percepire regolarmente lo stipendio, mi è tornato alla mente un sogno che ho fatto molto tempo fa; uno di quelli (apparentemente) senza né capo né coda, tipico dei sonni agitati:
--- sono in una città del sud Italia, ma non Reggio Calabria, chiamiamola “Altrove”; un amico mi telefona, sapendo della mia buona amicizia con un consigliere comunale della maggioranza, e mi dice: 
- sai, mio fratello a suo tempo è stato assunto a tempo determinato presso la società partecipata "MULTITIGRE", quella che si occupa di varie attività per conto del comune; adesso gli è scaduto il periodo di assunzione, e non gli è stato rinnovato -
- e che cosa c’è di strano? I contratti a tempo determinato sono appunto a scadenza temporale – dico io.
- la cosa strana è che mio fratello è uno dei pochi a cui non è stata rinnovata l’assunzione; quasi tutti sono stati riconfermati per un altro periodo. E si dice che successivamente saranno stabilizzati tutti, ma logicamente tutti quelli che al momento saranno sotto contratto. Ora ti volevo chiedere, visto che tu conosci il consigliere Nino: potremmo incontrarlo e chiedergli chiarimenti? Io vorrei sapere solo il perché di questa disparità di trattamento. Mio fratello vive con i miei genitori, ed a parte le sue esigenze personali che sono certamente sacrosante, uno stipendio completo in famiglia fa comodo, mio padre prende la pensione minima di invalidità e andare avanti in tre con quei quattro soldi non è facile, come puoi immaginare. -
- guarda, se l’esperienza che ho mi aiuta, penso che per essere assunto tuo fratello deve avere avuto un qualche “santo in paradiso”, considerato che si tratta di assunzione diretta; a chi vi siete rivolti per ottenere l’assunzione a tempo determinato?
sento al telefono, palpabile, la perplessità del mio amico, che evidentemente si è reso conto che la mia teoria ha un fondamento, visto l’andazzo all’ordine del giorno ad “Altrove”; tuttavia mi risponde:
- ti sbagli, da quello che so io nessuno si è interessato; io non abito con loro, ma sono convinto che se fosse come dici tu me lo avrebbero detto, se non allora, almeno adesso che mi hanno chiesto di interessarmi, capisci che se così fosse saperlo sarebbe essenziale. Fammi questo favore, se puoi. Fammi parlare con il consigliere Nino, gli chiederò solo se sa come sono andate le cose, non insisterò né  farò polemiche, te lo prometto. -
- Ok! Adesso lo chiamo e vedo quando possiamo andare a trovarlo. Logicamente non gli dico di cosa si tratta; sai, per telefono è meglio non toccare certi argomenti; glielo diremo di persona. -
Chiuso con il  mio amico, chiamo il consigliere, che con la gentilezza e la disponibilità che lo ha sempre contraddistinto mi invita ad andare da lui anche subito: è sul posto di lavoro (quello vero). Richiamo Mario:
- ci vediamo  tra mezz’ora all’ufficio del consigliere…no, non al comune, all’ufficio dove lavora; sai, quando non è impegnato al comune, di solito lui lavora veramente -
E in effetti, dopo mezz’ora, eccoci tutti e tre a sorseggiare un caffè  insieme presso la macchinetta distributrice posta nel corridoio dell’ufficio (di lavoro) del consigliere.
- Nino, ti presento il mio amico Mario, che vorrebbe chiederti qualcosa in merito alla società “MULTITIGRE” -
Mario gli ripete esattamente quanto aveva già detto a  me, ma il consigliere praticamente non lo lascia finire:
- lei non deve chiedere a me: si deve rivolgere chi ha aiutato suo fratello la prima volta. Evidentemente adesso lo ha abbandonato! -
Pur immaginando una cosa del genere, l’immediatezza e la fermezza della risposta di Nino mi lasciano a bocca aperta! Mario cerca di ribattere (dimenticando per un momento la promessa di non fare polemiche) dicendo che non c’è stato nessun aiuto, ma il consigliere conferma irremovibile la sua risposta, anzi aggiungendo:
-…impossibile! con quelle assunzioni ogni politico che conti ad Altrove ha avuto il suo (o i suoi) pupillo, non è stato assunto quasi nessuno  che non fosse “indicato”. Lei mi dice che suo fratello vive con i suoi genitori, chieda a loro e vedrà… sicuramente scoprirà che è andata come dico io. Dopo di che vada a chiederne conto a chi di dovere; mi dispiace, ma su questa cosa io non posso aiutarla. Le dico solo che chi ha avuto confermata l’attenzione del suo “santo in paradiso” ha  avuto anche riconfermata l’assunzione, e probabilmente alla fine rimarrà a tempo indeterminato. Se posso esserle utile per qualcos’altro sono a sua disposizione.
Al termine della discussione, salutato Nino il consigliere, Mario comincia ad avere qualche dubbio. 
- ma non mi hanno detto niente; se è vero quello che dice il consigliere, allora mi hanno mandato allo sbaraglio! Appena vado da mia madre le chiederò e ti farò sapere. Ciao e grazie.-
-si, ciao! (!!!) -
Conoscendo Mario, sapevo che non avrebbe certo aspettato di andare dai genitori per altri motivi, ed infatti dopo nemmeno un’ora, mi squilla di nuovo il cellulare.
- mannaggia li pescetti! (in effetti non ha detto proprio così) ha ragione il consigliere! Ho chiesto a mia madre e alla fine ha ammesso che c’era dietro la signora Valeria, consigliera di maggioranza ed amica sua; ed io non ne sapevo niente. Mi hanno fatto fare una pessima figura, soprattutto con te. -
- ma Mario, noi siamo amici! Non basta un episodio del genere per farti fare una brutta figura con me. Piuttosto, mi sembra che la brutta figura, in questa vicenda l’abbia fatta la signora consigliera, amica di tua madre per modo di dire. Certo che di questi tempi non ci si può fidare di nessuno!-
E Mario:
- a mia mu’ rici? (a me lo dici?) …io sono stato preso in giro da mia madre, pensa tu!-  ---
Il sogno finisce qui, mi sono svegliato e non sono riuscito a sapere se il mio amico ha poi risolto il suo dilemma, e se l’esito è stato positivo o negativo. Comunque, meno male che era un sogno, che la città di Altrove non esiste e che qui da noi,  a Reggio Calabria, queste cose non succedono! Da noi i lavoratori sono tutelati e le priorità rispettate. Sempre!.. ma in periodo pre-elettorale di più!!!

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