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mercoledì 11 settembre 2013

L'onorevole Garante


La dottoressa Marilena Intrieri, detta Marilina, al momento Garante per l'infanzia della regione Calabria, ha preteso dal Prefetto di Crotone l'appellativo di "onorevole" (a lei spettante a suo dire) poiché per due anni ha ricoperto la carica di Deputato della Repubblica, dal 2006 al 2008. Con una lettera che definire scabrosa è un eufemismo ha restituito un carteggio al mittente reclamando la correzione del testo con l'inserimento del titolo di "onorevole". Premesso che per mia natura aborro i titoli nobiliari, le condizioni sociali, nonché tutto ciò che questa società che si definisce civile utilizza per distinguere l'essere umano sul piano della dignità, ricordo un episodio che a suo tempo mi colpì piacevolmente. Per motivi professionali, anni fa un "barone" vero, con tanto di stemma nobiliare e palazzotto sul Corso Garibaldi, telefonò a casa mia cercando mia moglie. "Buonasera, sono..., c'è la signora?" e disse il cognome senza titolo. Non collegai subito, mi spiegò poi mia moglie chi era. Una persona molto conosciuta in città. Beh, nel mondo allora non c'è solo superbia, pensai.... Adesso mi ritrovo a dovere sopportare l'arroganza e la boria di gente che crede di avere diritto a ossequi e riverenze solo perché in un momento fortunato (per se) della sua vita è riuscita a ricoprire per due anni una carica che qualcuno definisce "onorevole" ma che purtroppo spesso non è onorata. In un paese democratico nessuno dovrebbe potersi fregiare del titolo di onorevole, per il semplice fatto che, essendo un aggettivo qualificativo, crea una distinzione tra individui che dispregia chi il titolo non ce l'ha. Mi spiego meglio: se tra due individui che si trovano insieme solo uno dei due viene chiamato "onorevole", la logica conseguenza è che l'altro "onorevole" non è. Cioè sarebbe "disonorevole". Qualcuno spieghi alla signora dottoressa Intrieri che l'onorabilità è conseguenza del comportamento reale, in qualunque campo della vita, dal primo all'ultimo giorno di vita. 

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