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venerdì 24 settembre 2010

I professionisti dell’antimafia


(da "Il blog di Domenico Malara")
Venghino siori, venghino! Acrobati, saltimbanchi, domatori, banditori, clown, trapezisti, macchinisti, fuochisti, uomini di fatica, contorsionisti, nani, buffoni e ballerine: venghino siori, venghino a godere della magia dell’illusione al festival dell’ovvio, al circo del banale, alla sagra dell’ipocrisia.
Tutti insieme appassionatamente all’ennesima manifestazione antimafia, sabato 25 settembre a Reggio Calabria, città metropolitana, città “bella e gentile”, città della ‘ndrangheta a denominazione d’origine (in)controllata. Accorrete numerosi, donne, bambini, adulti e anziani. Sfileranno tutti quanti, dotti medici e sapienti.
Tutti hanno aderito, tutti partecipano, tutti sono onesti e tutti sono bravi. E tra i “tutti” ci sono decine di Comuni, amministratori locali, partiti e politici di ogni schieramento. Ma allora la criminalità con chi li fa gli affari? Con chi stringe accordi elettorali? Con chi si spartisce gli appalti?
Tutti in marcia contro la mafia. Eppure basterebbe davvero poco per non essere risucchiati dal vortice dell’ipocrisia. Basterebbe recarsi in Procura a denunciare nomi e personaggi che “tutti” conoscono. Allora c’è da chiedersi: quanti sono i commercianti che manifesteranno il 25 settembre e quanti coloro che realmente denunciano vessazioni e taglieggiamenti? Quanti gli amministratori che parteciperanno al corteo e quanti quelli che denunciano il mafioso di turno che lo avvicina per un appalto? Quante manifestazioni di questo genere sono state fatte negli anni e che cosa è cambiato? Tante per rimanere abbastanza nauseati.
Viste le “numerose e autorevoli” presenze, allora è meglio non esserci. Meglio non essere colluso con l’ipocrisia o prestare il fianco a coloro che non vedono l’ora che ci siano queste manifestazioni per mettersi in prima fila, possibilmente con bandieroni in mano, e fare bella mostra di sè. D’altronde, come disse qualcuno, il prodotto più redditizio che ha creato la mafia è proprio l’antimafia. Basta scorrere l’elenco di associazioni, parenti delle vittime, moglie, figli e nipoti che campano sulle ceneri del caro estinto per rendersene conto.
Sono i professionisti dell’antimafia, come li aveva definiti Leonardo Sciascia, coloro che appartengono prevalentemente a quella specie di persone dedite all’eroismo che non costa nulla o, peggio ancora, coloro che grazie all’antimafia ci campano, tanto da mutuare l’espressione icastica “tengo famiglia” in “tenevo famiglia”. Venghino siori, venghino!

Permettete una parola, io non sono mai andato a scuola
e fra gente importante, io che non valgo niente
forse non dovrei neanche parlare.
Ma dopo quanto avete detto, io non posso più stare zitto
e perciò prima che mi possiate fermare
devo urlare, e gridare, io lo devo avvisare,
di alzarsi e scappare anche se si sente male,
che se si vuole salvare, deve subito scappare...
Edoardo Bennato, Dotti, medici e sapienti

E io condivido totalmente quanto afferma Domenico Malara in questo post; non si può certamente fare di tutta l'erba un fascio ma il teatrino di questi giorni, con adesioni a pioggia alla manifestazione di domani (mancano solo le assemblee di qualche condominio), è semplicemente vergognoso. Non si offenda chi è in buona fede. Non ce l'abbiamo con lui.
Io sono contro la mafia 
e contro chi usa la mafia.




1 commento:

  1. Grazie per la citazione caro Pasqualino. Apprezzo il fatto che condividi il mio pensiero, nonostante tante volte non ci troviamo d'accordo su determinate questioni. Questa è una posizione che ho sempre sostenuto e oggi mi conforta il fatto che anche tu sei concorde. Probabilmente hai capito l'effettiva realtà dei fatti, comprendendo bene, come tu stesso hai sottolineato, che non bisogna solo esseere contro la mafia ma soprattutto contro chi usa la mafia... Grazie ancora e alla prossima ;)

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