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venerdì 17 settembre 2010

ROM: in Italia la responsabilità penale è personale, non collettiva.

Sull'espulsione di massa in atto in Francia nei confronti di un popolo intero l'unico leader europeo che si è dichiarato  d'accordo con il francese Sarkozy è quello italiano; è palese che le dichiarazioni che Berlusconi  sta rilasciando all'estero attualmente hanno l'obiettivo di accattivarsi i consensi dell'elettorato di destra italiano in vista di probabili elezioni a breve termine. È così da sempre; Berlusconi dice quello che pensa sia gradito a chi lo dovrebbe sostenere con il voto: tutto e il suo contrario, e successivamente, a grazia fatta, se necessario eventualmente smentisce. Altra cosa sono le esternazioni di personaggi che hanno sempre sostenuto tesi simili, e che in una situazione del genere trovano terreno fertile per sostenere le proprie idee: «La maggior parte dei furti li fanno i rom. Certo non sono il demonio, però per la gente che trova la casa buttata per aria, non è molto allegro» La dichiarazione del "ministro  delle riforme per il federalismo di una nazione che non riconosce" Umberto Bossi mi inquieta, ma non perché non sapessi già cosa ne pensasse di tutti gli esseri umani non "di razza pura" (!), bensì perché mi è venuto in mente che l'associare una etnia o un popolo ad un comportamento dannoso per la società è una pratica che si è ripetuta spesso nel corso della storia del mondo, e non ha portato mai niente di buono all'umanità.  Superfluo elencare i casi del genere. Tra l'altro in un paese come il nostro dove la responsabilità penale è personale (articolo 27 della Costituzione) chi pensa di  estenderla a famiglie, gruppi o etnie/popoli interi di fatto si pone fuori dal rispetto della Costituzione Italiana.  Ma per Bossi non è una novità, questa.  Vorrei sapere però se il leader del partito xenofobo/razzista/secessionista della "Lega Nord per l'indipendenza della padania" ha intenzione, una volta ottenuto il risultato di eliminare l'etnia prima nella sua speciale classifica di chi "ruba di più", di rivolgere la sua attenzione agli attuali secondi che naturalmente eliminati i primi ne prenderebbero il posto. Dopo di che, terminato il procedimento rivolto ai ladri "semplici", potrebbe attenzionare, che so, per esempio gli evasori fiscali, che di fatto sono una categoria di ladri più evoluta; oppure i corrotti, altra categoria di ladri. Ma tra queste categorie di stranieri se ne troverebbero ben pochi. A me sembra che, se vogliamo  applicare il ragionamento "selettivo" del leader del Carroccio, dobbiamo dare atto che il popolo che commette più  reati in Italia è sempre e comunque quello italiano. Che facciamo, ci espelliamo tutti?

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