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lunedì 13 settembre 2010

Stracquadanio: ma lui è bello o è intelligente?


"E' assolutamente legittimo che per fare carriera ognuno di noi utilizzi quel che ha, l'intelligenza o la bellezza che siano. E' invece sbagliato pensare che chi è dotato di un bel corpo sia necessariamente un cretino. Oggi la politica ha anche una dimensione pubblica. Ci si presenta anche fisicamente agli elettori. Dire il contrario è stupido moralismo" Firmato: Giorgio Clelio Stracquadanio. Tutto sommato le affermazioni di questo novello "filosofo" della politica, se messe nel giusto contesto sarebbero anche passabili: se un individuo utilizza la bellezza per competere in campo estetico, il discorso fila. Il problema che "Stracquadanius" finge di non capire (spero per lui, che finga) si pone nel momento in cui  la bellezza (o comunque la disponibilità sessuale) viene usata per ottenere in modo fraudolento dei vantaggi che  altrimenti non si potrebbero avere. Ancora più grave, in questo caso, è l'incrocio di vantaggi che ottengono reciprocamente i due truffatori*: l'uno/una ottiene favori sessuali dall'altro/altra che a sua volta ne riceve in cambio la possibilità di ricoprire una carica amministrativa o politica con i vantaggi che ne derivano. È vero anche che questo perverso meccanismo è possibile anche e soprattutto grazie alla scellerata legge elettorale in vigore, che in pratica permette di designare gli eletti ancor prima dello spoglio delle schede; in caso contrario le garanzie di riuscita di un accordo “do ut des” del genere sarebbero molto minori. È comunque strano che in un partito politico formato e supportato in larga parte da imprenditori, si giustifichi ritenendola “legittima” la pratica della "spintarella" per fare carriera. In un'azienda privata difficilmente una persona bella ma di scarse capacità lavorative riuscirebbe a "fare carriera" come dice "Stracquadanius"; al massimo una bella donna "ochetta" potrebbe fare la segretaria "d'immagine" del capo, ma non certo la manager d'azienda. Secondo "Stracquadanius", invece, se una donna è bella può tranquillamente fare politica e arrivare anche a fare il ministro perché si presenta bene fisicamente agli elettori (e notare che esclude l'intelligenza lui stesso, quando dice l'intelligenza “o” la bellezza che siano). Se poi non ci capisce niente della materia, o se comunque pur essendo competente, con la spinta che ha avuto a seguito dello scambio di favori ha estromesso un altro individuo (uomo o donna che sia) che avrebbe potuto ricoprire con più competenza la carica, non fa niente. La politica dovrebbe essere materia per intellettuali o tecnici, magari anche belli, ma intellettuali e soprattutto competenti in materia; è giusto che alle competizioni ci si presenti e si partecipi con i titoli richiesti per ricoprire il posto in palio! E solo con quelli! Gli altri eventuali titoli non dovrebbero contare. Nel PDL, invece no!  “O” belli – “o” intelligenti, e  sarebbe "legittimo" utilizzare i mezzi che si hanno per fare carriera (legittimo...è una parola che secondo me nel PDL ha un significato particolare).  Bella poi la frase finale del discorso di “Stracquadanius”: "Se anche una deputata o un deputato facessero coming out e ammettessero di essersi venduti per fare carriera o per un posto in lizza  non sarebbe una ragione sufficiente per lasciare la Camera o il Senato". Qualcuno dovrebbe spiegare a questi signori che ormai l’intelligenza del Popolo è stata offesa abbastanza. Il vaso è colmo. IN ITALIA NON È PERMESSO AD ALCUNO COMMETTERE IMPUNEMENTE AZIONI IN CONTRASTO CON LA LEGGE, E SOPRATTUTTO NON SARA' PERMESSO AD ALCUNO FARE LEGGI CHE RENDANO LEGALE QUELLO CHE DI FATTO È UN REATO, NE DI LEDERE I DIRITTI DI TUTTI A VANTAGGIO DI POCHI.

*parlavo di due truffatori: naturalmente in tal caso i truffati siamo noi: il Popolo.

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