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lunedì 21 dicembre 2009

I Crociati pro-ponte


Non avevo dubbi che l'avrebbero fatto: dopo tutta una serie di comunicati pro-ponte privi di sostanza, ecco che il "Comitato ponte subito" si supera con l'ultimo comunicato stampa. Quando non si hanno argomenti validi per sostenere una tesi, una buona tecnica è quella di "nascondere" il vero nocciolo della questione con un altro, finto ma che può avere presa sul pubblico che assiste (ma non partecipa) alla discussione. Naturalmente i sostenitori del ponte sono maestri nell'applicare questa ed altre tecniche simili, forti della scuola (devo ammettere, di alto livello) del loro capo assoluto. All'indomani della manifestazione "NO-Ponte" di Cannitello i giornali ed il web abbondano di articoli e comunicati che, con tono trionfante, annunciano la scarsa partecipazione popolare all'evento. Potrei abboccare all'amo della propaganda pro-ponte mettendomi ad elencare i motivi della (presunta) scarsa affluenza, oppure evidenziando che la (presunta) scarsa affluenza ad un evento "NO-Ponte" non è sintomo automatico di consenso alla fazione opposta; potrei, ma logicamente non lo farò. Intendo invece evidenziare come si sta cercando di spostare l'attenzione (come dicevo prima) sul numero di consensi senza toccare i veri motivi del dissenso: il ponte è utile? in questo momento è prioritario? ci sono i soldi per costruirlo? e soprattutto, tecnicamente è fattibile? Assodato ormai che il progetto esecutivo ancora non c'è, che i fondi saranno reperiti in corso d'opera (saranno), che le due regioni interessate sono piene di problemi per la cui soluzione necessitano enormi cifre di denaro, a me sembra che la risposta a tutte queste domande attualmente sia NO! Il dato del consenso popolare (o dissenso) diventa un puro elemento statistico utile solo a fare titoloni propagandistici, in un'Italia dove si giustificano comportamenti scorretti o addirittura immorali con la frase "ho il consenso degli italiani". Lo stile è lo stesso. In realtà non ci sono articoli, post o comunicati che parlino a favore del ponte confutando le eccezioni tecniche sollevate contro. In un'Italia dove ormai la politica (tutta) farnetica, dove la maggioranza si preoccupa di fare leggi "ad personam" e l'opposizione cerca di contrastarla indagando sui compleanni delle diciottenni, questi discorsi "impegnativi" sono per pochi. Il popolo sta a guardare, come ormai è abituato a fare da tempo. Mi vengono in mente le Crociate. Mille anni fa centinaia di migliaia di uomini sono partiti per terre lontanissime a fare una guerra al grido di "DIO lo vuole!"; praticamente senza sapere perchè. Adesso il grido di battaglia è: "facciamo il ponte, LUI lo vuole!". E' noto l'esito finale delle Crociate.

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